NotizieCryptoStorj Labs presenta istanza di Chapter 11 e valuta un percorso azionario per i titolari di STORJ

Storj Labs presenta istanza di Chapter 11 e valuta un percorso azionario per i titolari di STORJ

Autore: CryptoBreaking·

Punti chiave

  • •Storj Labs ha presentato istanza volontaria di protezione ai sensi del Chapter 11, affermando che le operazioni della rete e i servizi ai clienti continueranno.
  • •La società ha dichiarato che la ristrutturazione mira a risolvere passività pregresse che, a suo dire, non possono essere affrontate solo attraverso la crescita.
  • •Storj intende proporre un possibile meccanismo di partecipazione alla proprietà per i titolari di STORJ, ma i dettagli su idoneità e allocazione non sono stati divulgati.
  • •Qualsiasi partecipazione dei titolari di token dovrebbe rispettare le regole di priorità fallimentare e ottenere l’approvazione del tribunale.
  • •STORJ non ha mostrato una reazione immediata rilevante del prezzo, con i dati di CoinGecko citati nell’articolo che lo indicavano in scambio intorno a $0.072.
Storj Labs presenta istanza di Chapter 11 e valuta un percorso azionario per i titolari di STORJ

Storj Labs, il fornitore di storage cloud decentralizzato associato al token STORJ, ha presentato istanza volontaria di protezione fallimentare ai sensi del Chapter 11 negli Stati Uniti, affermando al contempo che la sua rete e i servizi ai clienti continueranno a operare durante il processo di ristrutturazione.

La società ha dichiarato in un comunicato diffuso domenica che il caso è stato depositato presso il US Bankruptcy Court for the Northern District of West Virginia. Storj ha affermato che la procedura è finalizzata ad affrontare passività pregresse e a stabilire un percorso di ristrutturazione approvato dal tribunale che potrebbe consentire ai titolari di STORJ di partecipare alla proprietà di un’entità post-fallimentare.

Storj ha inoltre dichiarato che la sua società controllante, Inveniam, continuerà a sostenere l’attività durante la ristrutturazione, sotto la supervisione del tribunale.

Le operazioni della rete continueranno durante la ristrutturazione

Secondo l’annuncio del deposito di Storj e le relative comunicazioni alla community, la procedura Chapter 11 è principalmente finalizzata a risolvere obbligazioni pregresse che, secondo la società, sono troppo rilevanti per essere affrontate solo attraverso la crescita. In una lettera aperta ai titolari di token, Storj ha affermato che le operazioni della piattaforma stanno proseguendo normalmente e che l’utilità del token STORJ resta invariata.

L’approccio dichiarato dalla società è rilevante perché le imprese di infrastruttura decentralizzata dipendono dalla partecipazione continua di utenti, clienti e rete. Il Chapter 11 è pensato per consentire a una società di continuare a operare mentre ristruttura i debiti sotto supervisione giudiziaria, ma il processo può imporre limiti a determinati contratti, spese e decisioni aziendali. Storj presenta la propria ristrutturazione come compatibile con il mantenimento delle operazioni quotidiane della rete di storage sotto tale supervisione.

Storj ha affermato che l’utilità principale della rete non è cambiata e ha descritto le passività in questione come in larga parte antecedenti alla sua strategia attuale. La società ha dichiarato che i servizi ai clienti dovrebbero restare disponibili mentre il processo fallimentare procede.

La proposta azionaria per i titolari di token resta indefinita

La parte più osservata dell’annuncio di Storj è la dichiarazione secondo cui il management intende proporre un meccanismo attraverso il quale i titolari di STORJ potrebbero partecipare al capitale della società riorganizzata.

Tuttavia, Storj non ha divulgato dettagli chiave su questo potenziale accordo. La società non ha spiegato come verrebbe determinata l’idoneità, se tramite uno snapshot dei token, un requisito di lockup o un altro metodo. Inoltre, non ha indicato quale quota di capitale, se prevista, potrebbe essere riservata ai titolari di token.

Storj ha riconosciuto che qualsiasi piano dovrebbe rispettare le regole di priorità fallimentare e ricevere l’approvazione del tribunale. Questo requisito è centrale nel processo, perché qualsiasi partecipazione azionaria dei titolari di token in una procedura fallimentare dipende dal modo in cui viene trattato lo status legale ed economico del token e da come il piano di riorganizzazione viene strutturato rispetto ai crediti dei creditori.

Il caso potrebbe diventare un test importante per stabilire se i detentori di un utility token possano ottenere un ruolo proprietario significativo in una società che emerge dal Chapter 11, in particolare quando la società descrive l’utilità del token nella rete come separata dalle passività preesistenti.

Il prezzo di STORJ non mostra una reazione immediata marcata

STORJ non ha mostrato un movimento di prezzo immediato e rilevante dopo l’annuncio. I dati di CoinGecko citati nella copertura indicavano che STORJ veniva scambiato intorno a $0.072 al momento della stesura.

Per i titolari di token e i partecipanti alla rete, la questione principale è la struttura finale del piano Chapter 11 piuttosto che il prezzo del token nel breve periodo. Le dichiarazioni di Storj non hanno ancora chiarito i criteri di idoneità per i titolari di token, la forma della partecipazione, se tale partecipazione assumerebbe la forma di un’assegnazione azionaria o di un’altra struttura compensativa, né se un eventuale quadro di valutazione sarebbe collegato alle partecipazioni in STORJ.

Con l’avanzare del caso, i documenti chiave saranno i depositi presso il tribunale e i termini confermati della riorganizzazione. Tali documenti dovrebbero mostrare come Storj categorizza le proprie passività, come vengono ordinate le priorità dei crediti e se il percorso proposto di “proprietà condivisa” riceverà il sostegno dei creditori e l’approvazione del tribunale fallimentare.

Anche altre società crypto sono entrate in Chapter 11

Il deposito di Storj arriva in un periodo in cui almeno altre due società legate alle criptovalute hanno richiesto la protezione del Chapter 11. Movement Labs ha presentato istanza ai sensi del Subchapter V il 15 luglio dopo mesi di turbolenze collegate al suo token MOVE. Il mining pool di Bitcoin Poolin ha presentato istanza il 22 luglio mentre perseguiva una vendita supervisionata dal tribunale di due siti di mining in Texas.

Separatamente, BitMEX ha annunciato a luglio che avrebbe chiuso dopo 11 anni, scegliendo una liquidazione ordinata invece di un deposito fallimentare.

Il recente gruppo di procedure Chapter 11 riflette il continuo affidamento delle imprese decentralizzate e adiacenti alla blockchain a strutture legali e finanziarie tradizionali quando le obbligazioni pregresse diventano difficili da gestire. Per le reti basate su utility token, ciò può creare tensioni tra il mantenimento delle operazioni infrastrutturali e la negoziazione di esiti che potrebbero modificare il rapporto tra economia del token e proprietà societaria.

I depositi giudiziari determineranno la prossima fase

I prossimi passi di Storj, inclusi i dettagli di qualsiasi meccanismo azionario per i titolari di token e i termini di un piano di riorganizzazione approvato dal tribunale, determineranno se il concetto di “proprietà condivisa” della società potrà rientrare nelle priorità fallimentari.

Finché tali dettagli non saranno depositati e valutati, i titolari di token cercheranno documenti giudiziari specifici piuttosto che rassicurazioni generiche, insieme alla conferma che la continuità della rete rimanga intatta sotto la supervisione del tribunale.