Wall Street registra la migliore settimana da aprile mentre il debole report sul mercato del lavoro attenua le paure di rialzi dei tassi
Punti chiave
- •L'economia statunitense ha perso 23.000 posti di lavoro non agricoli a luglio, mancando nettamente le aspettative degli economisti per un guadagno di 80.000 posti, e il dato sull'occupazione di giugno è stato rivisto al ribasso di 37.000 unità.
- •Tutti e tre i principali indici azionari hanno chiuso la settimana in positivo, con il Nasdaq in surge del 5% e l'S&P 500 in rialzo di quasi il 3,5%, segnando la migliore performance settimanale da aprile.
- •Il rendimento dei Treasury a 2 anni è sceso del 4,2% nella settimana, il calo settimanale più ampio da giugno, segnalando che i trader stanno riducendo le aspettative per rialzi dei tassi a breve termine della Fed.
- •La probabilità di un rialzo dei tassi di interesse della Federal Reserve a settembre è scesa al 42% dal 55%, mentre le probabilità che i tassi rimangano invariati fino a fine anno sono salite al 24,8% dal 15,5%.
- •L'attenzione degli investitori si sposta ora sul report del Consumer Price Index di luglio previsto per il 12 agosto, considerato il prossimo dato decisivo che influenzerà il percorso politico dipendente dai dati della Fed.

Le azioni statunitensi hanno chiuso in rialzo venerdì, segnando la migliore settimana da aprile, dopo che un report sull'occupazione più debole del previsto ha attenuato le preoccupazioni per un ulteriore rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve.
Il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato 151 punti, ovvero lo 0,3%, nella giornata. L'S&P 500 ha ottenuto un aumento dello 0,6% e il Nasdaq è salito dell'1,3%. I guadagni settimanali sono stati più marcati: il Nasdaq ha registrato un balzo del 5%, mentre l'S&P 500 è salito di quasi il 3,5%. Tutti e tre i principali indici hanno chiuso la settimana in positivo.
Il report sull'occupazione di luglio guida il rally
Il catalizzatore è stato il report sull'occupazione di luglio, pubblicato venerdì mattina dal Dipartimento del Lavoro. L'economia statunitense ha perso 23.000 posti di lavoro non agricoli nel mese scorso, ben al di sotto dei 80.000 posti di guadagno previsti dagli economisti. Anche il dato sull'occupazione di giugno è stato rivisto al ribasso di 37.000 unità.
Il tasso di disoccupazione è sceso al 4,1% dal 4,2%, un calo modesto che ha fatto poco per modificare il quadro generale di un mercato del lavoro in via di indebolimento. Nel quadro del doppio mandato della Federal Reserve di bilanciare la stabilità dei prezzi con la massima occupazione, un indebolimento del mercato del lavoro riduce direttamente la pressione per proseguire il irrigidimento monetario, ragione per cui i mercati azionari e obbligazionari hanno reagito in modo così netto.
Il mercato obbligazionario rally su dati del lavoro deboli
I mercati obbligazionari hanno reagito rapidamente ai dati. Il rendimento dei Treasury a 2 anni è sceso del 4,2% nella settimana, registrando il calo settimanale più ampio da giugno. Il rendimento a 2 anni è particolarmente sensibile ai mutamenti delle aspettative sulla politica monetaria a breve termine della Fed, rendendo il suo declino uno dei segnali di mercato più chiari che i trader stanno riducendo le ipotesi di rialzo dei tassi. Il rendimento a 10 anni è sceso sotto il 4,66%. Poiché i prezzi delle obbligazioni si muovono in senso inverso ai rendimenti, il calo ha innescato un rally del mercato obbligazionario e le azioni hanno seguito la stessa tendenza.
David Rosenberg di Rosenberg Research ha descritto il report come «bond-bullish» (favorevole alle obbligazioni) e ha affermato di non vedere alcun motivo per un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve a settembre o oltre.
Secondo il CME FedWatch Tool, la probabilità di un rialzo dei tassi a settembre è scesa al 42%, rispetto al 55% prima del report. I trader vedono ora una probabilità del 24,8% che i tassi rimangano invariati per il resto dell'anno, in aumento rispetto al 15,5% del giorno precedente.
L'attenzione si sposta sul CPI
Con il report sull'occupazione alle spalle, gli investitori stanno spostando l'attenzione sui dati sull'inflazione. Il Consumer Price Index di luglio è in programma per il 12 agosto, seguito dal Producer Price Index il 13 agosto. Poiché la Fed ha sottolineato che le future decisioni sui tassi saranno dipendenti dai dati, la lettura del CPI acquisisce un peso aggiuntivo come prossimo input critico per i policymaker che valutano se l'inflazione si stia indirizzando in modo sostenibile verso l'obiettivo del 2%.
Christopher Shaffer di Talaria Capital Management ha affermato che il report sull'occupazione pone «il 100% dell'attenzione sul CPI».
La stagione degli utili sta volgendo al termine, ma i risultati di Super Micro Computer, Applied Materials e Cisco Systems sono ancora in calendario e si prevede che attireranno l'attenzione.
Sul fronte energetico, i prezzi del petrolio sono scesi venerdì tra l'incertezza persistente legata alla situazione tra Stati Uniti e Iran. Iran e Oman continuano a lavorare a un accordo per riaprire lo Stretto di Hormuz — attraverso cui transita quotidianamente circa un quinto dell'approvvigionamento petrolifero globale — con l'Iran che, secondo quanto riportato, cercherebbe di impedire alle navi statunitensi e israeliane di utilizzare la via navigabile.
Il prossimo grande test per i mercati arriverà mercoledì 12 agosto, con la pubblicazione del report sul CPI.