NotizieMacroAzioni in calo: il robusto rapporto sull'occupazione di agosto alimenta i timori di un rialzo dei tassi della Fed

Azioni in calo: il robusto rapporto sull'occupazione di agosto alimenta i timori di un rialzo dei tassi della Fed

Autore: Coincentral·

Punti chiave

  • L'economia USA ha aggiunto 162.000 posti di lavoro ad agosto, ben oltre i 55.000 previsti dagli economisti, con un tasso di disoccupazione al 4,1% e il dato di luglio rivisto al rialzo di 43.000 posti.
  • Il Dow è sceso di circa lo 0,7% (circa 380 punti), lo S&P 500 ha perso lo 0,5% e il Nasdaq ha ceduto circa lo 0,4% per i timori di un rialzzo dei tassi.
  • Secondo i dati di CME Group, i trader hanno portato la probabilità di un rialzzo dei tassi della Fed a settembre a circa il 60%, e i rendimenti dei Treasury sono aumentati.
  • Il presidente della Fed Kevin Warsh ha dichiarato di non attribuire troppo peso a un singolo rapporto; il prossimo grande dato, il CPI di agosto, è atteso l'11 settembre.
  • Le azioni Lululemon sono scese di circa il 16% dopo il taglio delle previsioni di ricavi e profitti e il calo dei ricavi nel secondo trimestre.
Azioni in calo: il robusto rapporto sull'occupazione di agosto alimenta i timori di un rialzo dei tassi della Fed

I titoli azionari USA sono scesi venerdì dopo che un rapporto sull'occupazione di agosto più forte del previsto ha spinto gli investitori ad aumentare le scommesse su un rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve.

Il Dow Jones Industrial Average ha perso circa lo 0,7%, ovvero circa 380 punti, mentre lo S&P 500 è sceso dello 0,5% e il Nasdaq Composite ha ceduto circa lo 0,4%. Lo S&P 500 ha chiuso vicino a 7.708, il Dow intorno a 53.301 e il Nasdaq attorno a 26.463.

Il rapporto sull'occupazione di agosto ha mostrato che l'economia USA ha aggiunto 162.000 posti di lavoro il mese scorso, ben oltre i 55.000 previsti dagli economisti. Il tasso di disoccupazione si è attestato al 4,1%, in linea con le attese, mentre il dato di luglio è stato rivisto al rialzo di 43.000 posti di lavoro, tornando positivo per il mese. Il superamento delle previsioni ha segnalato che il mercato del lavoro rimane solido, sollevando una domanda chiave su Wall Street: la Fed lo userà come motivo per alzare i tassi? Per la banca centrale, la tensione è chiara: un mercato del lavoro più forte può sostenere i consumi e la domanda, ma può anche mantenere una pressione al rialzo sui prezzi in un momento in cui i responsabili della politica monetaria valutano ancora se l'inflazione sia saldamente sotto controllo.

BREAKING: The US economy adds +162,000 jobs in August, well above expectations of +55,000. The unemployment rate was 4.1%, in-line with expectations of 4.1%. July's job number was also revised up by +43,000 jobs and is now positive for the month. The US job market nearly…

— The Kobeissi Letter (@KobeissiLetter), September 4, 2026 (post su X)

Secondo i dati di CME Group, dopo il rapporto i trader hanno portato la probabilità di un rialzzo dei tassi a settembre a circa il 60%, un netto cambiamento rispetto alle aspettative di inizio settimana. Anche i rendimenti dei Treasury sono saliti, mentre gli investitori adeguavano le proprie previsioni sui tassi e scontavano la possibilità di una politica monetaria più restrittiva. L'aumento dei rendimenti tende a pesare sugli asset azionari, rendendo le obbligazioni relativamente più attraenti e aumentando i costi di finanziamento per le aziende: per questo dati occupazionali forti possono tradursi in perdite azionarie anche in assenza di notizie aziendali negative.

I segnali della Fed e i prossimi passi

Il presidente della Fed Kevin Warsh ha dichiarato di non attribuire troppo peso a un singolo rapporto e ha suggerito che i dati sui salari siano meno legati all'inflazione di quanto alcuni ritengano, il che potrebbe limitare l'influenza del dato occupazionale sulle decisioni della banca centrale.

Secondo alcuni analisti, il dato di venerdì da solo potrebbe non bastare per confermare un rialzo. Il prossimo importante dato sarà l'indice dei prezzi al consumo (CPI) di agosto, atteso l'11 settembre. L'indice delle spese per i consumi personali (PCE), la misura dell'inflazione preferita dalla Fed, non è atteso prima del 30 settembre, dopo la riunione della Fed di questo mese: i responsabili della politica monetaria potrebbero quindi agire prima di vedere quel dato.

Nonostante le perdite di venerdì, i tre principali indici sono rimasti vicini ai propri massimi storici. Il ribasso relativamente contenuto potrebbe riflettere una certa fiducia degli investitori nella capacità dell'economia di reggere un aumento dei tassi. I rapporti sull'occupazione sono inoltre soggetti a revisioni e alcuni investitori potrebbero attendere di vedere se il dato di agosto verrà confermato prima di compiere movimenti significativi.

Lululemon pesa sui mercati

Fuori dal quadro macroeconomico, Lululemon è stata la principale storia azionaria individuale della giornata. Le azioni sono scese di circa il 16% dopo che l'azienda ha tagliato le previsioni di ricavi e profitti e ha riportato un calo dei ricavi nel secondo trimestre. Non erano previsti altri rilevanti resoconti aziendali per venerdì.

Fonte: CoinCentral