Starlink chiede l'approvazione per una rete satellitare direct-to-device in India
Punti chiave
- •L'ente spaziale indiano aveva in precedenza respinto la domanda di Starlink legata alla Gen 2 perché i requisiti non erano stati soddisfatti e le regole D2D non erano in vigore.
- •Starlink detiene ancora una licenza IN-SPACe quinquennale per i servizi satellitari di base valida fino a luglio 2030.
- •La sua costellazione Gen 1 è già stata approvata per i servizi convenzionali di banda larga satellitare in India.
- •Il Department of Telecommunications e TRAI stanno ancora redigendo le politiche per l'uso dello spettro D2D, i prezzi e i requisiti operativi.
- •Operatori telecom indiani come Reliance Jio e Bharti Airtel hanno sollevato preoccupazioni sul fatto che i servizi D2D via satellite potrebbero compromettere i loro investimenti nelle reti terrestri.

Starlink ha presentato domanda alle autorità di regolamentazione indiane per ottenere l'approvazione a gestire una rete satellitare con tecnologia direct-to-device, una mossa che consentirebbe ai normali telefoni cellulari di connettersi ai satelliti in orbita senza hardware speciale. Il deposito della domanda segna l'ultimo sforzo di SpaceX per espandersi in uno dei più grandi mercati delle telecomunicazioni al mondo.
L'ente indiano per la regolamentazione delle attività spaziali, IN-SPACe, aveva in precedenza respinto una domanda di Starlink legata ai suoi satelliti di seconda generazione (Gen 2), citando requisiti non soddisfatti e l'assenza di un quadro normativo per la connettività direct-to-device, o D2D.
Una licenza in mano, ma non quella giusta
Starlink non parte da zero in India. L'azienda ha ottenuto nel 2025 una licenza IN-SPACe della durata di cinque anni per i servizi satellitari di base, e tale autorizzazione rimane valida fino a luglio 2030. La sua costellazione Gen 1 ha inoltre già ricevuto l'approvazione per i servizi convenzionali di banda larga satellitare nel Paese.
Il problema è che l'India non dispone ancora di regole per disciplinare il servizio D2D. Il Department of Telecommunications, o DoT, e la Telecom Regulatory Authority of India, o TRAI, stanno ancora elaborando politiche che riguardano l'uso dello spettro, i prezzi e i requisiti operativi per la connettività D2D. Finché tali quadri normativi non saranno finalizzati, i piani più ampi di Starlink non potranno procedere.
Gli operatori telecom indiani sollevano preoccupazioni
Le aziende telecom indiane affermate hanno espresso preoccupazioni di natura competitiva sui servizi D2D via satellite. Operatori come Reliance Jio e Bharti Airtel hanno speso miliardi di dollari per costruire reti terrestri nella vasta geografia del Paese. Un servizio che connette i dispositivi direttamente ai satelliti, aggirando le antenne cellulari, potrebbe mettere in discussione tale investimento.
La politica dello spettro è al centro della disputa. Gli operatori telecom terrestri in genere ottengono lo spettro tramite aste costose, mentre gli operatori satellitari hanno storicamente ricevuto lo spettro tramite assegnazione amministrativa, che non prevede lo stesso livello di pagamento. Le aziende telecom indiane hanno sostenuto che ciò crea un campo di gioco non equo, e i regolatori sembrano prestare seria attenzione a queste preoccupazioni mentre redigono nuove regole.
I tempi del lancio globale aggiungono pressione
I satelliti Gen 2 di Starlink, che supporteranno il servizio D2D, sono programmati per un lancio globale a partire da metà 2027. La Federal Communications Commission statunitense ha concesso approvazioni parziali per i test, mettendo Starlink sulla strada per distribuire la tecnologia nei mercati in cui le basi normative sono pronte.
I tempi dell'India sono importanti perché il Paese sta ancora definendo le regole che determinerebbero come le reti satellitari e telecom possono coesistere in questo segmento. Se DoT e TRAI non finalizzeranno le regole D2D prima dell'inizio del lancio globale di Starlink, l'India rimarrebbe nella fase di consultazione e di elaborazione normativa mentre la tecnologia avanza altrove.
Per Starlink, l'ultima domanda suggerisce persistenza piuttosto che una ritirata dal mercato indiano. La licenza quinquennale per i servizi di base offre all'azienda un punto d'appoggio, e l'approvazione per la banda larga satellitare Gen 1 la mantiene operativamente presente mentre attende che le normative D2D vengano definite.