La crisi di capacità di Starlink
Punti chiave
- •Starlink, lanciata nel 2019, è diventata la più grande costellazione satellitare in orbita, servendo milioni di abbonati in decine di paesi, compresi mercati africani come Nigeria, Kenya e Ciad.
- •I satelliti in orbita terrestre bassa coprono solo aree di terreno limitate, quindi la capacità di Starlink viene aggiunta regione per regione, a differenza dei fornitori geostazionari che operano da circa 36.000 chilometri di altezza.
- •Quando le iscrizioni dei clienti crescono più velocemente del dispiegamento della capacità satellitare, la larghezza di banda per utente si riduce, spingendo SpaceX a introdurre liste d'attesa e a de-prioritizzare le nuove iscrizioni residenziali nei mercati saturi.
- •SpaceX sta espandendo la capacità tramite regolari lanci Falcon 9 di satelliti V2 Mini, che secondo la società offrono circa quattro volte la capacità per satellite delle generazioni precedenti.
- •La sfida tra capacità e abbonati riguarda tutto il settore della banda larga LEO, da Eutelsat OneWeb al Project Kuiper di Amazon, ed è per questo che la cadenza di lancio viene monitorata con la stessa attenzione della crescita degli abbonati.

TechNext24 ha pubblicato un rapporto sulla crisi di capacità che riguarda Starlink, il servizio internet satellitare gestito da SpaceX. La copertura completa è disponibile su TechNext24.
Una rete in crescita sotto pressione
Starlink è la costellazione broadband in orbita terrestre bassa (LEO) di SpaceX. I primi satelliti operativi sono stati lanciati nel 2019, e da allora la rete è diventata la più grande costellazione satellitare in orbita, con migliaia di satelliti che forniscono servizio internet a milioni di abbonati in decine di paesi. La sua presenza include una quota crescente in Africa, con lanci in mercati come Nigeria, Kenya e Ciad.
È l'architettura a spiegare il vincolo. A differenza dei tradizionali fornitori di banda larga satellitare che trasmettono dall'orbita geostazionaria, a circa 36.000 chilometri di altezza, i satelliti LEO volano a poche centinaia di chilometri sopra le teste e coprono solo una porzione limitata di terreno, quindi la capacità di rete viene aggiunta regione per regione man mano che nuovi veicoli spaziali raggiungono l'orbita, anziché in un intero paese contemporaneamente. Poiché ogni satellite serve un'area di copertura fissa, la qualità del servizio in una determinata regione dipende dal rapporto tra capacità di rete disponibile e numero di utenti attivi. Quando le iscrizioni crescono più velocemente del dispiegamento della nuova capacità satellitare, la larghezza di banda per utente può ridursi. Questa dinamica ha già spinto SpaceX a introdurre liste d'attesa per i nuovi clienti in alcune aree ad alta domanda mentre lavorava per espandere la costellazione, e società ha talvolta de-prioritizzato le nuove iscrizioni residenziali nei mercati saturi per proteggere la qualità del servizio per gli abbonati esistenti. Quell'equazione tra capacità e abbonati non è esclusiva di Starlink: si applica a tutto il settore della banda larga LEO, da Eutelsat OneWeb al Project Kuiper di Amazon, ed è per questo che la cadenza di lancio viene monitorata con la stessa attenzione della crescita degli abbonati dagli operatori del settore.
Come uscire dalla crisi
SpaceX continua a espandere Starlink attraverso regolari lanci di Falcon 9, con generazioni di satelliti più recenti progettate per trasportare una capacità maggiore rispetto ai modelli precedenti — la generazione V2 Mini che ha iniziato a volare su Falcon 9 nel 2023, che secondo SpaceX offre circa quattro volte la capacità per satellite dei suoi predecessori. L'aggiunta di nuovi satelliti, insieme agli aggiornamenti satellitari e alle misure di gestione della rete, resta il principale strumento per alleviare i vincoli di capacità man mano che la base di abbonati cresce. Per i lettori che seguono la vicenda, i segnali pratici da monitorare sono la cadenza di lancio di SpaceX e le liste di disponibilità, attesa e priorità area per area che Starlink mantiene per le sue regioni di servizio, che riflettono dove la capacità si sta stringendo o allentando.