Gli indici azionari USA chiudono in ribasso per il rialzo del petrolio e dei rendimenti dei Treasury; S&P 500 e Dow guidano i cali
Punti chiave
- •Dow, S&P 500, Nasdaq Composite, Nasdaq 100 e Russell 2000 hanno tutti chiuso in ribasso lunedì dopo una settimana da record per l'S&P 500.
- •Il greggio WTI è salito oltre il 2%, mentre le preoccupazioni per lo Stretto di Hormuz e lo stallo dei negoziati tra Stati Uniti e Iran hanno mantenuto elevati i rischi di approvvigionamento.
- •Il rendimento dei Treasury a 30 anni è salito al 5,31%, il livello più alto dal giugno 2007, mentre quello decennale è arrivato al 4,72%.
- •Il comparto energetico dell'S&P è stato l'unico settore in rialzo, mentre servizi di comunicazione, beni di prima necessità e finanziari hanno registrato i cali più marcati.
- •Le azioni dei chip e dell'IA hanno guidato i rialzi tra i singoli titoli, con Sandisk che ha esteso il proprio rally chiudendo con un guadagno dell'8,88%.

I principali indici azionari statunitensi hanno chiuso in ribasso lunedì, con vendite che si sono intensificate nel corso del pomeriggio, mentre il rialzo dei prezzi del petrolio e dei rendimenti dei Treasury pesava sul sentiment. Il passo indietro è arrivato dopo una settimana da record per l'S&P 500, un livello che aveva lasciato il mercato pronto per qualche presa di profitto.
Livelli di chiusura:
- Indice Dow Jones: -272,03 punti (-0,51%) a 53.465,36
- S&P 500: -40,37 punti (-0,52%) a 7.745,38
- Nasdaq Composite: -84,25 punti (-0,32%) a 26.644,91
- Nasdaq 100: -50,76 punti (-0,17%) a 29.995,38
- Russell 2000: -10,87 punti (-0,35%) a 3.057,53
L'S&P 500 e il Dow hanno chiuso in ritardo rispetto agli altri principali indici, mentre il Nasdaq 100 è riuscito a tenere relativamente meglio.
Il greggio è stato uno dei principali motori della debolezza. Il WTI è salito oltre il 2%, mentre le preoccupazioni legate allo Stretto di Hormuz e allo stallo dei negoziati tra Stati Uniti e Iran hanno mantenuto i rischi di approvvigionamento al centro dell'attenzione. Lo stretto è uno dei punti di passaggio del petrolio più critici al mondo, dato che circa un quinto del petrolio scambiato a livello globale lo attraversa: qualsiasi minaccia alla libera navigazione in quella zona ha quindi implicazioni particolarmente rilevanti per l'offerta mondiale. Il rialzo ha favorito le azioni del settore energetico, ma ha anche riacceso le preoccupazioni su inflazione e tassi di interesse, poiché un greggio più costoso tende a ripercuotersi sui costi di carburante e trasporti. Il comparto energetico dell'S&P ha guadagnato lo 0,87%, risultando l'unico settore dell'S&P a chiudere in rialzo. Sul lato negativo, i servizi di comunicazione sono scesi dell'1,47%, i beni di prima necessità dell'1,46% e il settore finanziario dell'1,04%.
I titoli dei chip e dell'intelligenza artificiale hanno dominato la lista dei vincitori, con Sandisk che ha proseguito il rialzo avviato in occasione dell'investor day dello scorso giovedì. Il titolo ha guadagnato un ulteriore 8,88% lunedì e da quel giorno è ora in rialzo del 35%:
- Sandisk (SNDK): +8,88%
- Credo Technology (CRDO): +8,87%
- Coherent (COHR): +7,79%
- Applied Materials (AMAT): +5,55%
- Marvell Technology (MRVL): +5,54%
- Lumentum (LITE): +4,62%
- Micron (MU): +4,13%
- Lam Research (LRCX): +3,45%
- SK Hynix (SKHY): +3,04%
- ASML (ASML): +2,12%
Anche i rendimenti dei Treasury sono saliti, aggiungendo un ulteriore livello di pressione sulle azioni. Il rendimento decennale è salito al 4,72%, in aumento di 3,1 punti base, mentre il rendimento trentennale è arrivato al 5,31%, in crescita di 4,8 punti base, al livello più alto dal giugno 2007, riportando i costi di finanziamento a lungo termine a livelli non visti prima della crisi finanziaria globale del 2008. I rendimenti in aumento contano per le azioni perché alzano i costi di finanziamento per imprese e famiglie, rendendo al contempo le obbligazioni relativamente più attraenti rispetto ai titoli azionari, una dinamica che storicamente pesa sulle valutazioni azionarie. I prezzi del petrolio più alti, insieme ai dati più solidi sulla manifattura di New York pubblicati durante la seduta, hanno contribuito alla pressione al rialzo sui rendimenti.
L'attenzione si sposta ora sul consumatore, con una settimana ricca di risultati trimestrali della grande distribuzione. Tra le principali società che pubblicheranno i conti figurano Home Depot, Walmart, Target e Lowe's, che offriranno agli investitori una nuova occasione per valutare la spesa dei consumatori dopo il dato sulle vendite al dettaglio statunitensi di venerdì, più debole delle attese. La spesa dei consumatori rappresenta la quota prevalente dell'attività economica statunitense, motivo per cui questi risultati sono un indicatore ampiamente monitorato della resilienza delle famiglie. Gli operatori analizzeranno inoltre i verbali della riunione di luglio della Federal Reserve, che saranno pubblicati mercoledì, per capire meglio come i responsabili della politica monetaria abbiano valutato il quadro di inflazione e crescita.
Per ora, il calo di lunedì rappresenta un ulteriore passo indietro rispetto ai livelli da record della scorsa settimana. Il rialzo dei prezzi del petrolio e dei rendimenti dei Treasury resta il principale ostacolo, mentre la solidità delle azioni legate all'IA e ai semiconduttori ha contribuito a limitare le perdite del Nasdaq.