Le fuoriuscite di stablecoin dalla Corea del Sud raggiungono 367 milioni di dollari a giugno 2026, prolungando la serie a 18 mesi consecutivi
Punti chiave
- •Gli investitori sudcoreani hanno trasferito un saldo netto di 367 milioni di dollari in stablecoin verso exchange esteri a giugno 2026, prolungando una serie di fuoriuscite nette mensili consecutive iniziata a gennaio 2025.
- •La fuoriuscita netta di stablecoin di giugno 2026 è stata equivalente a circa il 78% degli acquisti netti di azioni estere da parte degli investitori retail sudcoreani nello stesso mese.
- •I saldi di stablecoin sugli exchange sudcoreani sono diminuiti di oltre il 50% in meno di un anno in mezzo al rafforzamento della vigilanza normativa sulle attività estere ancorate al dollaro.
- •Gli analisti segnalano che gran parte del capitale sta fluendo verso derivati offshore, equity coreane tokenizzate e prodotti DeFi e staking denominati in dollari non disponibili a livello nazionale.
- •Le prossime discussioni sul Digital Asset Basic Act sono osservate con attenzione come caso di test per il modo in cui un'economia asiatica di rilievo bilancia l'innovazione negli asset digitali con i controlli sui capitali e la tutela degli investitori.

Gli investitori sudcoreani hanno trasferito un saldo netto di 367 milioni di dollari in stablecoin dalle piattaforme di scambio di criptovalute nazionali a quelle estere nel giugno 2026, prolungando la serie di fuoriuscite nette mensili a 18 mesi consecutivi, secondo i dati del Financial Supervisory Service (FSS).
I prelievi verso gli exchange esteri hanno totalizzato circa 1,81 miliardi di dollari a giugno 2026, rispetto a afflussi di circa 1,44 miliardi di dollari, secondo i dati presentati al parlamentare Lee Jong-wook.
La fuoriuscita netta è stata equivalente a circa il 78% dei 473 milioni di dollari di acquisti netti di azioni estere da parte degli investitori retail sudcoreani nello stesso mese, evidenziando una crescente domanda di prodotti di trading e investimento in criptovalute offshore non disponibili sugli exchange nazionali. Il confronto è significativo perché la Corea del Sud mantiene controlli sui capitali sul won, che non è liberamente convertibile, rendendo le stablecoin ancorate al dollaro un canale pratico per gli investitori che cercano esposizione ad attività denominate in dollari al di fuori dei tradizionali quadri di cambio valutario.
Le autorità hanno rafforzato la vigilanza sulle stablecoin estere — in particolare sulle attività ancorate al dollaro statunitense — nel tentativo di frenare la fuga di capitali e rafforzare il controllo monetario. Queste misure hanno aumentato l'attrito sulla liquidità delle criptovalute, supportando indirettamente i mercati finanziari nazionali. Secondo un rapporto correlato, i saldi di stablecoin sugli exchange sudcoreani sono diminuiti di oltre il 50% in meno di un anno.
Analisti e parlamentari affermano che gran parte del flusso di stablecoin viene destinato ai derivati offshore, tra cui prodotti crittografici con leva e versioni tokenizzate di azioni sudcoreane, nonché servizi di finanza decentralizzata (DeFi) denominati in dollari, staking e offerte di asset del mondo reale (RWA). La disponibilità di questi prodotti sulle piattaforme offshore contrasta con l'offerta limitata sugli exchange nazionali, che operano sotto restrizioni più rigide in materia di quotazione e prodotti imposte dai regolatori coreani.
Le stablecoin registrano fuoriuscite nette ogni mese da gennaio 2025. Nel secondo trimestre del 2026, le fuoriuscite nette cumulative hanno raggiunto circa 1,10 miliardi di dollari, anche se gli investitori sudcoreani sono stati venditori netti di azioni estere nello stesso periodo.
Il parlamentare Lee Jong-wook ha invitato il governo a rafforzare la tutela degli investitori e ad accelerare le riforme normative, avvertendo che una quota crescente di capitali si sta spostando verso exchange esteri dove le tutele nazionali non si applicano.
I risultati arrivano in vista delle discussioni sul Digital Asset Basic Act, con un recente rapporto politico sudcoreano che ha proposto un quadro per la vigilanza sulle stablecoin. La Corea del Sud è stato uno dei più grandi mercati al dettaglio di criptovalute al mondo per volume di scambio, e la legislazione è osservata con attenzione come caso di test per il modo in cui un'economia asiatica di rilievo bilancia l'innovazione negli asset digitali con la gestione dei flussi di capitali e la tutela degli investitori.