NotizieCryptoLa Corea del Sud rinvia la tassa sulle plusvalenze in criptovalute al 2029, quarto rinvio

La Corea del Sud rinvia la tassa sulle plusvalenze in criptovalute al 2029, quarto rinvio

Autore: CryptoNewsNet·

Punti chiave

  • •La Corea del Sud ha rinviato al 2029 la tassa sulle plusvalenze in criptovalute, segnalando il quarto rinvio dell'imposta.
  • •La prevista tassa del 22% sulle plusvalenze cripto superiori a 2,5 milioni di won, circa 1.800 dollari USA, avrebbe dovuto entrare in vigore originariamente a gennaio 2022.
  • •Gli officiali sostengono che attendere i sistemi internazionali di condivisione delle informazioni, inclusi i collegamenti con i dati degli exchange statunitensi, favorirà l'applicazione delle regole alle attività di trading all'estero.
  • •Il governo intende introdurre disposizioni che consentano agli investitori di riportare in avanti le perdite su investimenti in criptovalute per un massimo di tre anni.
  • •Gli emendamenti legislativi sono attesi all'Assemblea Nazionale nel 2027, con un gruppo di lavoro che perfezionerà le regole fiscali e semplificherà gli adempimenti dichiarativi prima dell'avvio nel 2029.
La Corea del Sud rinvia la tassa sulle plusvalenze in criptovalute al 2029, quarto rinvio

La Corea del Sud ha annunciato un rinvio all'introduzione della tassa sulle plusvalenze in criptovalute al 2029, estendendo di due anni il periodo di esenzione, mentre le autorità prevedono di rafforzare la vigilanza regolamentare e collegare i dati degli exchange con gli Stati Uniti, riporta yna.co.kr.

Il ministro delle Finanze Lee Hyoung-il ha annunciato la proposta giovedì, riconoscendo che il governo rimanderà per la quarta volta la controversa tassa. I ripetuti rinvii riflettono quanto la leva sia rimasta contestata: a differenza delle plusvalenze delle azioni quotate detenute da azionisti di minoranza, esenti secondo le regole sui titoli coreani, le plusvalenze da asset digitali erano destinate a essere tassate — una disparità che ha alimentato gran parte dell'opposizione.

La politica era originariamente prevista per entrare in vigore a gennaio 2022. Secondo il piano, sarebbe stata imposta un'imposta locale sul reddito del 22% su tutte le plusvalenze legate alle criptovalute superiori a 2,5 milioni di won (circa 1.800 dollari USA). Con il nuovo calendario, le plusvalenze realizzate prima della nuova data di entrata in vigore resteranno fuori dal perimetro della tassa.

Incertezza regolamentare e implicazioni di mercato

Gli officiali sostengono che attuare la tassa prima che i sistemi internazionali di condivisione delle informazioni diventino operativi potrebbe svantaggiare gli exchange locali e complicare l'applicazione delle regole alle attività di trading all'estero, un ambito in cui le autorità attualmente hanno una visibilità limitata sulle plusvalenze imponibili.

Le future passività fiscali non vengono eliminate con il rinvio. Secondo il piano del governo, il tempo aggiuntivo verrà utilizzato per sviluppare una rete fiscale completa, un approccio ritenuto più probabile nell'imporre ulteriori limitazioni agli investitori in futuro rispetto a un'attuazione prematura contenente varie scappatoie legali.

Il governo intende inoltre introdurre disposizioni che consentano agli investitori di riportare in avanti le perdite su investimenti in criptovalute per un massimo di tre anni, riducendo potenzialmente le plusvalenze imponibili nei periodi successivi.

L'ulteriore regolamentazione delle criptovalute resta una priorità

La Corea del Sud istituirà inoltre un apposito gruppo di lavoro per perfezionare ulteriormente le regole fiscali e semplificare gli adempimenti dichiarativi per gli investitori, tenendo conto della complessità della dichiarazione delle transazioni di asset digitali e dei trader sugli exchange.

Gli emendamenti legislativi dovrebbero arrivare all'Assemblea Nazionale nel 2027, lasciando circa due anni per finalizzare e attuare il quadro normativo prima dell'avvio nel 2029.

Le autorità hanno riferito di un coordinamento continuo con la Financial Services Commission, il principale regolatore finanziario del Paese, per accelerare la legislazione sugli asset digitali, con l'obiettivo di garantire maggiore trasparenza e tutela degli investitori.

Per il settore, il rinvio proposto è presentato come una fase di transizione destinata a migliorare la competitività del mercato degli asset digitali, pur introducendo un'applicazione fiscale più rigorosa. Le tappe fondamentali da monitorare sono le proposte del gruppo di lavoro sulla semplificazione degli adempimenti dichiarativi, gli emendamenti legislativi del 2027 e la conseguente legislazione sugli asset digitali.