La Corea del Sud ordina il blocco di 27 siti crypto non registrati, tra cui KuCoin, MEXC e BitMart
Punti chiave
- •La Commissione di Riesame Broadcasting, Media e Comunicazioni della Corea del Sud ha approvato i blocchi di accesso domestico a 27 siti web gestiti da exchange crypto non registrati, tra cui KuCoin, MEXC, Phemex, BingX e BitMart.
- •L'ordinanza di blocco si basa su misure precedenti che avevano già escluso le piattaforme dagli app store di Google e Apple, e la FSC si è impegnata a bloccare rapidamente eventuali domini sostitutivi.
- •Una revisione di giugno 2026 dell'associazione di settore DAXA ha rilevato che le piattaforme non registrate applicavano commissioni di trading medie dall'1,5% al 10%, contro lo 0,16% dei cinque più grandi exchange registrati con quotazione in won della Corea del Sud.
- •Gestire un'impresa di asset virtuali non registrata in Corea del Sud può comportare fino a cinque anni di reclusione o una multa di 50 milioni di won, circa 36.000 dollari.
- •Le restrizioni riguardano solo il mercato domestico, dato che gli exchange menzionati continuano a servire gli utenti a livello globale, e la FSC non ha annunciato una data esatta per l'entrata in vigore dei blocchi dei siti web.

La Corea del Sud ha ordinato il blocco dell'accesso domestico a 27 siti web di criptovalute gestiti da exchange che non si sono mai registrati presso il regolatore finanziario del Paese. La lista comprende diverse piattaforme di trading offshore molto popolari tra i trader coreani — KuCoin, MEXC, Phemex, BingX e BitMart — tutte al servizio degli utenti locali senza la registrazione governativa richiesta dalla legge.
L'Unità di Intelligence Finanziaria (FIU) della Corea del Sud ha annunciato che la Commissione di Riesame Broadcasting, Media e Comunicazioni ha approvato i blocchi di accesso dopo le verifiche svolte il 6 e il 7 ottobre 2026, come dettagliato in un avviso ufficiale. La misura segna l'ultimo passo dell'operato di Seul per arginare gli exchange offshore che servono gli utenti coreani senza registrazione, estendendo le precedenti restrizioni che impedivano già il download delle piattaforme tramite gli app store di Google e Apple ai siti web completi degli exchange.
Cosa copre l'ordinanza
L'organo di riesame delle comunicazioni ha approvato i blocchi di accesso domestico per 27 siti web gestiti da attività classificate dai regolatori come "imprese di asset virtuali non dichiarate". Ai sensi della legge sudcoreana, qualsiasi exchange che serve clienti coreani deve registrarsi presso la FIU e soddisfare requisiti che includono uno standard di sicurezza informatica certificato dal governo, noto come certificazione Information Security Management System (ISMS). La regola si applica anche alle società straniere, non solo a quelle coreane.
La Financial Services Commission (FSC) considera un'operatività domestica di una piattaforma estera se questa offre un sito in lingua coreana, conduce attività di marketing mirate agli utenti coreani o accetta pagamenti in won coreano. Molte delle 27 piattaforme interessate soddisfacevano almeno uno di questi criteri, rientrando così nella giurisdizione domestica del regolatore.
Il regolatore ha inoltre confermato che 44 attività illegali erano già state segnalate alle autorità investigative prima di questo giro di blocco dei siti web — un dato che suggerisce come l'azione di ottobre faccia parte di un più ampio sforzo di enforcement in corso, piuttosto che di un intervento isolato. La FSC ha dichiarato che chiederà il blocco rapido di eventuali domini sostitutivi che dovessero emergere.
Perché le commissioni sono al centro della repressione
La FSC non ha presentato l'azione come un puro esercizio di conformità. Il regolatore ha accompagnato il provvedimento di enforcement con un confronto dei costi di trading tra piattaforme registrate e non registrate, citando una revisione di giugno 2026 della DAXA (la Digital Asset Exchange Alliance), l'associazione di settore crypto della Corea del Sud, che ha rilevato come le attività non registrate individuate applichino commissioni di trading medie tra l'1,5% e il 10%.
I cinque più grandi exchange registrati con quotazione in won della Corea del Sud, in confronto, applicavano in media appena lo 0,16% — il che significa che alcune piattaforme non registrate addebitavano fino a 62 volte di più. Questo divario nelle commissioni è al centro dell'argomentazione del regolatore in materia di tutela dei consumatori a sostegno della repressione.
Cosa significa per gli utenti
Gli utenti in Corea del Sud che utilizzano uno dei 27 siti interessati perderanno probabilmente l'accesso diretto dal browser una volta che i blocchi entreranno in vigore, anche se la FSC non ha pubblicato una data esatta di attivazione. Lo stato degli account e dei fondi esistenti è una questione separata che dipende dalla risposta di ciascun exchange, e nessuna delle piattaforme menzionate aveva fornito dettagli pubblici in merito al momento della redazione dell'articolo.
La pena per la gestione di un'impresa di asset virtuali non registrata in Corea del Sud può arrivare a cinque anni di reclusione o a una multa fino a 50 milioni di won, circa 36.000 dollari ai tassi attuali. Conseguenze di questa entità offrono alle piattaforme interessato un forte incentivo a registrarsi oppure a uscire completamente dal mercato coreano. La Corea del Sud ha già visto pressioni normative simili ridefinire il panorama crypto locale, inclusi casi in cui il rischio di delisting ha spinto un progetto ad annullare una fusione importante.
Per gli utenti fuori dalla Corea del Sud, i blocchi non hanno effetti diretti. KuCoin, MEXC e gli altri exchange menzionati continuano a operare a livello globale. L'azione è specificamente una restrizione di accesso domestica, non uno spegnimento globale o un congelamento degli asset.
Il contesto normativo più ampio
La Corea del Sud non è sola nel rafforzare le regole sulle piattaforme crypto non registrate. I regolatori di Stati Uniti, UE e di altri Paesi stanno muovendo verso l'obbligo di registrazione formale per gli exchange che servono clienti locali, una tendenza che ha innalzato i requisiti di custodia e conformità in tutto il settore. Gli utenti coreani in cerca di alternative registrate hanno opzioni tra gli exchange domestici del Paese, che operano con piena certificazione ISMS e sotto la supervisione della FIU.
Riferimento aggiuntivo: documento fonte 1.
Fonte: CoinLineup.
Disclaimer: Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza finanziaria o di investimento. I mercati delle criptovalute e degli asset digitali comportano rischi significativi. Effettua sempre le tue ricerche prima di prendere decisioni.