Procuratori e autorità di regolamentazione francesi intensificano i controlli sugli smart glasses
Punti chiave
- •I procuratori di Parigi hanno aperto almeno un'indagine penale su denunce di molestie sessuali legate a una tendenza di filmare di nascosto donne con gli smart glasses e condividere i filmati online.
- •Gli smart glasses con IA di Meta, sviluppati con EssilorLuxottica, detengono circa il 76% del mercato globale e hanno venduto 7 milioni di unità lo scorso anno.
- •L'Australia sta valutando di vietare gli smart glasses con fotocamera nei luoghi di lavoro governativi per motivi di privacy e sicurezza, potenzialmente il primo divieto di questo tipo.
- •La CNIL francese ha ricevuto meno di 10 denunce legate al luogo di lavoro e un numero crescente di richieste da parte di aziende che vogliono vietare i dispositivi, pur rilevando che l'applicazione delle leggi sulla privacy è difficile quando i contenuti si diffondono rapidamente online.
- •I gruppi per i diritti affermano che le donne sono i principali bersagli degli abusi con gli smart glasses e sostengono che la spia di registrazione sposti ingiustamente la responsabilità su chi viene ripreso.

PARIGI — I procuratori di Parigi hanno aperto un'indagine penale su presunte molestie sessuali che coinvolgono gli smart glasses, mentre l'autorità francese per la protezione dei dati ha ricevuto denunce da parte di aziende, mentre i governi di tutto il mondo affrontano l'impatto sociale di questi dispositivi in rapida diffusione.
Sul mercato sono in vendita diversi modelli di smart glasses, ma quelli del colosso tecnologico statunitense Meta, sviluppati in collaborazione con EssilorLuxottica, guidano il mercato con circa il 76% della quota globale.
Gli smart glasses con IA di Meta, dotati di una piccola fotocamera integrata che consente a chi li indossa di registrare in modo discreto, sono diventati un successo globale, con 7 milioni di unità vendute lo scorso anno. Gli ultimi dati di vendita di Essilor indicano una "crescita esponenziale" nel 2026. Il passaggio dei dispositivi da novità a prodotto di massa è ciò che li ha trasformati in un punto di frizione regolamentare: indossati per strada, nei luoghi di lavoro e nei luoghi pubblici, moltiplicano le situazioni in cui le persone vicine possono essere riprese senza accorgersene.
Questo successo ha scatenato un crescente controllo internazionale da parte di procuratori, autorità di regolamentazione, gruppi per i diritti e aziende su questioni che vanno dalle molestie sessuali agli illeciti aziendali e alla sorveglianza illecita. Alcune sale cinematografiche del Regno Unito hanno vietato gli smart glasses, e un gruppo di tutela dei consumatori tedesco ha presentato una querela penale contro Meta e altre aziende coinvolte nella vendita dei dispositivi in Germania, citando le leggi sulla privacy.
La procura di Parigi ha dichiarato a Reuters di aver aperto di recente almeno un'indagine penale a seguito di denunce per molestie sessuali legate a una tendenza sui social media che consiste nell'usare gli smart glasses per filmare donne per strada senza il loro consenso e pubblicare i video online. I procuratori non hanno specificato la marca dei dispositivi utilizzati.
La procura ha rifiutato di fornire ulteriori dettagli, ma ha dichiarato che la sua unità di criminalità informatica ha testato i dispositivi due settimane fa per comprendere meglio i potenziali reati che gli smart glasses potrebbero essere usati per commettere.
Un portavoce di Meta ha dichiarato che l'azienda ha "integrato la privacy nelle nostre IA glasses fin dalla progettazione", aggiungendo che "continueremo a rafforzare le nostre protezioni man mano che i nostri occhiali diventeranno ancora più capaci". EssilorLuxottica ha rifiutato di commentare.
Denunce sul luogo di lavoro e un possibile primo divieto
La CNIL, l'autorità francese per la protezione dei dati, ha dichiarato di aver ricevuto meno di 10 denunce relative all'uso degli smart glasses sul luogo di lavoro e non ha reso note le marche coinvolte. Ha aggiunto di essere sempre più contattata da aziende che chiedono se possano vietare i dispositivi sul lavoro.
L'Australia ha dichiarato giovedì che sta valutando di vietare gli smart glasses dotati di fotocamera nei luoghi di lavoro governativi per motivi di privacy e sicurezza, in quello che ha descritto come potenzialmente il primo divieto di questo tipo. Accanto all'indagine aperta di Parigi, la valutazione australiana è uno dei segnali più concreti a breve termine di quanto le autorità siano disposte ad andare.
Gli smart glasses pongono "vere sfide" nell'informare le persone che stanno being filmate e nell'ottenere il consenso dove necessario, ha dichiarato Nacera Bekhat, responsabile degli affari economici della CNIL.
Quadro giuridico e lacune nell'applicazione
I dispositivi indossabili con IA rientrano nell'AI Act dell'Unione europea e nel Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), che stabiliscono le regole su come possono essere utilizzati i dati personali delle persone.
Anche la legge francese prevede tutele della privacy — tra cui pene fino a un anno di reclusione o un'ammenda di 45.000 euro (51.700 dollari) — per la registrazione dell'immagine di una persona in un luogo privato senza il suo consenso. Tuttavia, l'applicazione può essere difficile, in particolare quando i contenuti si diffondono rapidamente online, hanno dichiarato la CNIL e altre fonti legali. Le azioni finora intraprese — divieti nelle sale cinematografiche del Regno Unito, una querela penale in Germania, richieste di orientamento alla CNIL sul luogo di lavoro e un possibile divieto australiano — rappresentano, per ora, una risposta frammentaria e disomogenea tra le giurisd.
Una piccola spia luminosa nei flecchi dei dispositivi indica quando è in corso una ripresa, ma i gruppi per i diritti hanno dichiarato che questo sposta sull'individuo la responsabilità di evitare di essere ripreso.
"Vedere una luce che si accende non significa che si acconsenta a essere filmati, né che la propria immagine venga successivamente distribuita a migliaia di persone", ha dichiarato Ines Legendre, esperta legale dell'organizzazione per la sicurezza in internet e-Enfance.
Le donne sono il principale bersaglio degli abusi commessi con gli smart glasses, affermano i gruppi per i diritti. Ines Girard, che coordina progetti sulla violenza di genere facilitata dalla tecnologia presso l'organizzazione femminista Hubertine Auclert, ha dichiarato che l'industria tecnologica dovrebbe fare di più per prevenire gli abusi.
"Non possiamo rispondere a una tecnologia di sorveglianza dicendo alle persone sorvegliate che dovrebbero essere più vigili", ha dichiarato. "Questo pone un onere aggiuntivo su queste persone, in particolare donne, minoranze di genere e persone già esposte a violenza, abusi online e controllo negli spazi pubblici."
(1 dollaro = 0,8704 euro)
— Reuters
Fonte: BusinessWorld