NotizieCryptoLa SEC propone Regulation Crypto Assets, stabilendo un percorso condizionato per le offerte di token crypto

La SEC propone Regulation Crypto Assets, stabilendo un percorso condizionato per le offerte di token crypto

Autore: ICO Bench·

Punti chiave

  • La proposta della SEC crea due nuove esenzioni dalla registrazione ai sensi del Securities Act per le offerte crypto idonee, incluso un percorso per startup e uno più ampio per la raccolta fondi.
  • L’esenzione per startup consentirebbe raccolte fino a 5 milioni di dollari in un periodo mobile di quattro anni, mentre l’esenzione per raccolta fondi consentirebbe fino a 75 milioni di dollari in qualsiasi periodo di 12 mesi.
  • Gli emittenti che utilizzano una delle due esenzioni dovrebbero fornire disclosure in linguaggio semplice, e l’esenzione più ampia richiederebbe anche bilanci e reporting continuativo dopo la raccolta.
  • La proposta include un safe harbor condizionato legato al comportamento dell’emittente, ma non esenta automaticamente Bitcoin, Ethereum o qualsiasi altro token nominato.
  • Il periodo di commento pubblico termina il 20 ottobre 2026 e la SEC non ha ancora adottato una norma finale.
La SEC propone Regulation Crypto Assets, stabilendo un percorso condizionato per le offerte di token crypto

La U.S. Securities and Exchange Commission (SEC) ha proposto Regulation Crypto Assets, pubblicando la norma nel Federal Register con Release No. 33-11434 e File No. S7-2026-27. La proposta crea un regime di offerta mirato per quelli che la SEC definisce “covered investment contracts” che coinvolgono crypto asset — non una deroga generale per Bitcoin, Ethereum o qualsiasi altro token consolidato.

TODAY: The SEC proposed new rules, “Regulation Crypto Assets,” that would create a clear and fit-for-purpose framework for certain investment contracts involving crypto assets. pic.twitter.com/SAA2sErMXF

U.S. Securities and Exchange Commission (@SECGov) August 18, 2026

Questa distinzione è al centro del testo stesso della norma. Il quadro prevede due nuove esenzioni dalla registrazione e un safe harbor condizionato, ma lo status di un token ai sensi della normativa federale sui titoli dipende ancora da come un asset viene offerto, da cosa un emittente promette agli investitori e dal rispetto di specifiche condizioni — non dal nome di un token, dalla sua età o dalla sua capitalizzazione di mercato.

Il presidente della SEC Paul Atkins ha descritto la proposta come un’alternativa adatta allo scopo rispetto al costringere le offerte crypto entro regole di disclosure nate negli anni 1930. L’elaborazione della norma estende anche il distacco dell’agenzia dall’approccio basato sull’enforcement dell’era Gensler, quando la SEC avviò una serie di azioni contro exchange ed emittenti di token sulla base dell’ipotesi che molti asset digitali fossero titoli non registrati. Il periodo di commento pubblico resta aperto fino al 20 ottobre 2026, il che significa che nulla nella proposta è ancora legge definitiva — e, secondo la normale procedura normativa, la SEC esaminerà i commenti ricevuti prima del voto dei commissari su una norma finale, che può differire dalla proposta o essere ritirata del tutto.

Cosa coprirebbe la proposta Regulation Crypto Assets

Regulation Crypto Assets introduce due esenzioni dai requisiti di registrazione della Sezione 5 del Securities Act of 1933.

La prima, un’esenzione per startup, consentirebbe agli emittenti idonei di raccogliere fino a 5 milioni di dollari in un periodo mobile di quattro anni senza registrazione completa. È pensata per progetti in fase iniziale che necessitano di capitale prima che una rete o un protocollo siano sufficientemente operativi da sostenere una raccolta più ampia.

La seconda, un’esenzione per raccolta fondi, è molto più significativa per le offerte di token attive: consentirebbe di raccogliere fino a 75 milioni di dollari in un periodo di 12 mesi, una struttura che la stessa release della SEC paragona nello spirito a Regulation A.

Entrambe le esenzioni richiedono agli emittenti di fornire disclosure narrative basate su principi — spiegazioni in linguaggio semplice del progetto, del crypto asset e dei rischi coinvolti — invece delle disclosure per singole voci tipiche di una registrazione S-1 completa.

CLARITY ACT: SEC Chair Paul Atkins says the SEC itself was “weaponized” against crypto, as he unveils its most historic step yet. Atkins says Regulation Crypto Assets answers the question “that has puzzled innovators since the birth of the blockchain,” letting projects raise… pic.twitter.com/d3GRdWnw7m

Coin Bureau (@coinbureau) August 18, 2026

Il riferimento al “CLARITY ACT” rimanda al parallelo percorso legislativo: il disegno di legge sulla market structure è stato approvato dalla Camera nel luglio 2025 con sostegno bipartisan e dividerebbe la supervisione degli asset digitali tra la SEC e la Commodity Futures Trading Commission — una divisione di competenze che la proposta della SEC in materia di securities law non risolve da sola.

L’esenzione più ampia comporta obblighi più gravosi. Gli emittenti che si affidano al percorso da 75 milioni di dollari devono fornire bilanci e rispettare requisiti di reporting continuo dopo la chiusura della raccolta. La stessa dichiarazione di Atkins sulla proposta aggiunge che l’esenzione per raccolta fondi richiede disclosure sulla situazione finanziaria dell’emittente, inclusi bilanci che devono essere verificati da revisione contabile una volta che il capitale raccolto supera determinate soglie, un dettaglio pensato per aumentare la protezione degli investitori in proporzione alla dimensione della raccolta invece di eliminarla.

Nessuna delle due esenzioni equivale a deregolamentazione. Entrambe sono percorsi volontari che scambiano parte dell’onere di registrazione con disclosure più limitate e mirate, e gli emittenti che scelgono una delle due restano pienamente esposti all’enforcement se travisano l’offerta. Per un’analisi più completa dei meccanismi, la precedente copertura di ICO Bench sulla proposta Regulation Crypto Assets illustra più in dettaglio gli obblighi di disclosure e antifrode dell’esenzione per raccolta fondi.

Perché la proposta non esenta automaticamente Bitcoin o Ethereum

La parte più rilevante della proposta per i trader del mercato secondario è il safe harbor condizionato dal termine “investment contract” così come compare nelle definizioni di “security” sia nel Securities Act of 1933 sia nel Securities Exchange Act of 1934. Quel termine ha un peso giuridico consolidato: la sentenza della Corte Suprema del 1946 in SEC v. W.J. Howey Co. ha definito un investment contract come un investimento di denaro in un’impresa comune con ragionevole aspettativa di profitti derivanti dagli sforzi altrui — il quadro che la SEC applica alle vendite di token dal suo rapporto del 2017 su The DAO.

Se un emittente soddisfa le condizioni del safe harbor, il crypto asset in questione sarebbe considerato non soggetto a un investment contract ai fini di tali definizioni — ma l’esito è condizionato, non automatico, e si applica asset per asset, non alle crypto in generale.

Nel testo normativo della SEC non c’è alcun riferimento che indichi Bitcoin, Ethereum o un token specifico come esente. Il safe harbor è strutturato attorno al comportamento dell’emittente: un progetto deve aver completato o cessato definitivamente gli sforzi gestionali essenziali che aveva promesso agli investitori, tra le altre condizioni, prima che il token sottostante possa essere considerato fuori dallo status di investment contract. Questa condizione segue il criterio degli “efforts of others” di Howey — la questione diventa se resti ancora qualche sforzo gestionale promesso su cui gli investitori possano fare affidamento.

The SEC did not pass a crypto law. It proposed one. Regulation Crypto Assets (Aug 18): raise up to $5m over four years, or $75m a year with extra reporting. There is also a path for a token to leave “investment contract” treatment. Comments close Oct 20. It can still change or…

AdrianKBL ༼ つ ◕_◕ ༽つ (@AdrianKBL) August 24, 2026

Si tratta di un processo basato su certificazione, legato alla storia di una specifica offerta, non di una determinazione valida per tutto il mercato.

Questo è importante perché la proposta della SEC definisce in modo restrittivo un “covered investment contract”: il crypto asset non deve essere esso stesso un titolo, e nessun altro asset può essere incluso nello stesso contratto. I token venduti nell’ambito di accordi che coinvolgono equity, revenue share o altri titoli restano completamente fuori da questo quadro e continuano a essere soggetti alla normale regolamentazione sui titoli.

La stessa logica spiega perché il comportamento dell’emittente, e non il profilo pubblico di un token, continui a guidare l’attenzione della SEC — un andamento visibile nella copertura di ICO Bench su come la notorietà di un token non abbia protetto gli emittenti dalle indagini quando le disclosure o le promesse agli investitori erano fuorvianti.