SEBI valuta un ruolo più ampio degli investitori istituzionali nelle offerte pubbliche delle piccole imprese, secondo alcune fonti
Punti chiave
- •La SEBI sta valutando quote che riserverebbero parte delle offerte pubbliche delle PMI agli investitori istituzionali.
- •Il regolatore potrebbe aumentare i limiti di dimensione per la quotazione e i requisiti di profitto per le piccole società che intendono quotarsi.
- •Le modifiche proposte rispondono alle preoccupazioni sulla diversione dei fondi raccolti e sulle commissioni elevate nel segmento PMI.
- •La partecipazione istituzionale potrebbe fungere da filtro di qualità su prezzi e informativa, ma potrebbe complicare la raccolta di capitali per le imprese più piccole.
- •Eventuali regole definitive richiederebbero una consultazione pubblica e l'approvazione del board prima di entrare in vigore.

L'autorità indiana che regola i mercati mobiliari, la Securities and Exchange Board of India (SEBI), sta valutando nuove regole per le offerte pubbliche delle piccole imprese, secondo alcune fonti.
Tra le possibili modifiche in discussione vi sono quote che riserverebbero una parte delle azioni agli investitori istituzionali in vista delle vendite di titoli da parte delle piccole imprese. Il regolatore potrebbe inoltre aumentare i limiti di dimensione per la quotazione e i requisiti di profitto che queste società devono soddisfare.
Le modifiche proposte giungono in risposta alle preoccupazioni sulla diversione dei fondi raccolti attraverso tali offerte e sulle commissioni elevate applicate nel segmento. Le modifiche mirano a rafforzare la governance e a migliorare la tutela degli investitori.
La SEBI è l'organismo statutario responsabile della regolamentazione dei mercati mobiliari indiani, comprese le offerte pubbliche iniziali e le piattaforme dedicate alla quotazione delle PMI gestite dalle borse del Paese. Negli ultimi anni, le piccole e medie imprese hanno utilizzato sempre più spesso queste piattaforme per raccogliere capitali da investitori pubblici, attirando l'attenzione del regolatore sugli standard di informativa e sull'uso dei proventi.
Un ruolo più ampio degli istituzionali segnerebbe una svolta per il segmento PMI, in cui le offerte pubbliche sono state tradizionalmente dominate da investitori al dettaglio e non istituzionali. Gli investitori istituzionali, come i fondi comuni di investimento, conducono una due diligence approfondita e la loro partecipazione è spesso considerata dai regolatori un freno a prezzi aggressivi e a un'informativa carente. Richiedere a tali investitori di assumere una quota fissa di un'offerta potrebbe quindi fungere da filtro di qualità, sebbene potrebbe anche rendere più difficile la raccolta di capitali per le società più piccole che non riescono ad attrarre interesse istituzionale.
La misura si aggiungerebbe ai passi già compiuti dalla SEBI per rafforzare la vigilanza sulle quotazioni delle PMI, che hanno incluso requisiti di informativa più severi e un controllo sull'uso dei proventi. Eventuali regole definitive seguirebbero il consueto processo di consultazione pubblica e approvazione del board della SEBI, che prevede tipicamente la raccolta di commenti da parte dei partecipanti al mercato prima che le modifiche entrino in vigore.
Fonte: Economic Times Markets