NotizieMacroPeter Schiff avverte: il rimbalzo del petrolio potrebbe spingere al rialzo il CPI di luglio mentre il Brent supera $100

Peter Schiff avverte: il rimbalzo del petrolio potrebbe spingere al rialzo il CPI di luglio mentre il Brent supera $100

Autore: CryptoBreaking·

Punti chiave

  • Schiff ha affermato che la lettura più bassa del CPI di giugno è stata trainata principalmente da un calo del 30% dei prezzi del petrolio.
  • I dati del US Bureau of Labor Statistics hanno mostrato che il CPI complessivo è sceso dello 0,4% a giugno, mentre l’inflazione annua è diminuita al 3,5%.
  • I prezzi del petrolio sono saliti bruscamente tra tensioni in Medio Oriente, inclusi attacchi a petroliere legate all’Arabia Saudita e interruzioni attorno a rotte marittime chiave.
  • Reuters ha riferito che le esportazioni petrolifere iraniane sono scese da 2 milioni di barili al giorno a quasi zero durante il conflitto.
  • Gli analisti si aspettano che la Federal Reserve mantenga invariato il suo intervallo obiettivo dei tassi al 3,50%-3,75% nella riunione di luglio.
Peter Schiff avverte: il rimbalzo del petrolio potrebbe spingere al rialzo il CPI di luglio mentre il Brent supera $100

L’economista Peter Schiff ha avvertito che il rimbalzo dei prezzi del petrolio potrebbe spingere al rialzo i dati sull’inflazione al consumo di luglio, dopo un calo del CPI di giugno che, secondo lui, è stato determinato in larga misura da una flessione del 30% del petrolio.

I prezzi del petrolio sono aumentati bruscamente tra rinnovate ostilità USA-Iran, attacchi Houthi a petroliere legate all’Arabia Saudita e nuovi timori sull’offerta di greggio. Il Brent ha superato $100 al barile poche ore dopo gli avvertimenti sugli attacchi guidati dagli Houthi contro petroliere saudite.

Schiff segnala rischi di inflazione prima della riunione della Fed

I commenti di Schiff sono arrivati mentre si intensificavano le tensioni USA-Iran e le preoccupazioni per le catene di approvvigionamento. L’articolo ha citato il blocco imposto dall’Iran allo Stretto di Hormuz e allo Stretto di Bab el-Mandeb come fattori chiave dietro la rinnovata pressione sui mercati energetici.

Schiff ha affermato che la lettura più bassa del CPI di giugno rifletteva un significativo calo dei prezzi del greggio, ma ha sostenuto che il movimento al rialzo di luglio potrebbe invertire quel progresso e far risalire l’inflazione. L’energia è una componente volatile del CPI complessivo, e le variazioni dei prezzi del greggio possono riflettersi in modo più diretto su benzina e altri costi dei combustibili per le famiglie.

In un post su X, Schiff ha scritto:

“Investors celebrated the June CPI, as a 30% fall in the price of oil led to a larger-than-expected decline. But so far in July, the price of oil is already up 30%, back above $90 per barrel.”

Schiff ha detto che, se i prezzi del petrolio tornassero sopra $100, l’aumento equivarrebbe a un rialzo del 43% rispetto ai minimi recenti e potrebbe pesare in modo significativo sui dati CPI di luglio.

“If the price hits $100 by month-end, that will be a 43% rise. July CPI could be a doozy.”

Ha ribadito che il dato CPI più debole di giugno era dovuto principalmente al calo dei prezzi del petrolio, e che prezzi più alti a luglio potrebbero annullare quell’effetto.

“No, it’s just that the only reason June CPI fell so much was the 30% drop in oil. That will likely be completely reversed by an even bigger rise in the price of oil in July.”

I prezzi del petrolio potrebbero aumentare la pressione sui dati di inflazione di luglio

I dati del US Bureau of Labor Statistics hanno mostrato che il CPI complessivo è sceso dello 0,4% a giugno, rispetto alle attese per un calo dello 0,1%. L’inflazione annua è diminuita dal 4,2% al 3,5%, sotto la lettura attesa del 3,8%. Il calo è stato attribuito principalmente all’indebolimento dei prezzi dell’energia.

Secondo i dati del US Bureau of Labor Statistics, l’indice energetico è sceso del 5,7% a giugno, il calo più ampio da aprile 2020, quando i prezzi della benzina diminuirono di quasi il 10%. Il Core CPI è rimasto invariato nel mese, ma si è mantenuto superiore del 2,6% rispetto a un anno prima.

I prezzi dell’energia, tuttavia, erano ancora più alti del 15,7% rispetto all’anno precedente, mentre i prezzi della benzina erano aumentati del 26,7% nello stesso periodo. Se i prezzi del petrolio resteranno elevati per il resto del mese, le spese delle famiglie potrebbero subire ulteriore pressione.

Le tensioni in Medio Oriente rinnovano i timori sull’offerta

I prezzi del petrolio sono balzati dopo una nuova escalation in Medio Oriente, incluso un attacco a petroliere saudite. L’articolo ha riferito che l’Iran ha anche bloccato lo Stretto di Bab el-Mandeb tramite gli Houthi, colpendo una rotta su cui gli esportatori sauditi fanno forte affidamento in mezzo alle restrizioni nello Stretto di Hormuz.

Reuters ha riportato un brusco calo delle esportazioni petrolifere iraniane, affermando che sono passate da 2 milioni di barili al giorno a quasi zero durante il conflitto in corso. Anche gli analisti di Goldman Sachs hanno detto a Reuters che il Brent potrebbe salire sopra $120 se le attuali interruzioni dovessero proseguire.

Anche gli sforzi diplomatici si sono arenati. Il Segretario di Stato USA Marco Rubio ha accusato l’Iran di non essere disposto a negoziare, pur affermando che Washington resta impegnata nei negoziati. L’aumento dell’attività militare statunitense e iraniana accresce inoltre il rischio di danni a importanti infrastrutture petrolifere.

La decisione della Fed al centro dell’attenzione

L’attenzione si sposta ora sulla riunione del Federal Open Market Committee prevista per il 28 e 29 luglio. L’aumento dei prezzi del petrolio potrebbe entrare nelle valutazioni della Federal Reserve sui tassi di interesse, poiché i policymaker hanno affermato che un solo rapporto non è sufficiente a confermare una tendenza discendente dell’inflazione.

Il governatore Chris Waller ha detto dopo il rapporto di giugno che la Fed aveva bisogno di diversi mesi di dati più moderati prima di poter stabilire che l’inflazione si stesse muovendo verso il suo obiettivo del 2%. Gli analisti si aspettano che la Fed mantenga invariato il suo intervallo obiettivo al 3,50%-3,75%. Il rapporto sull’inflazione di luglio sarà quindi osservato non solo per il dato complessivo, ma anche per capire se i costi energetici si stiano trasmettendo a categorie di prezzo più ampie.