Scaramucci esorta i legislatori a sostenere il Clarity Act nonostante lo stallo al Senato
Punti chiave
- •Scaramucci ha affermato che i legislatori dovrebbero accettare i progressi compiuti sul Clarity Act invece di lasciare che le dispute residue blocchino il disegno di legge.
- •Le disposizioni etiche e le misure di tutela degli investitori restano importanti punti di disaccordo nei negoziati al Senato.
- •Secondo quanto riportato, il testo rivisto limiterebbe i funzionari governativi interessati dall’emissione di token digitali o dalla stipula di accordi di sponsorizzazione crypto durante il mandato.
- •John Thune ha indicato che è improbabile che il disegno di legge venga approvato prima della pausa di agosto, riducendo le aspettative per un’approvazione a breve termine.
- •Polymarket attribuisce attualmente al Clarity Act una probabilità del 38% di diventare legge nel 2026, in calo rispetto al 78% di maggio.

Il finanziere statunitense Anthony Scaramucci ha rinnovato il suo sostegno al Clarity Act, esortando i legislatori a portare avanti il disegno di legge sulla regolamentazione crypto nonostante le continue divergenze al Senato su disposizioni etiche, tutele degli investitori e compromessi bipartisan.
Scaramucci ha sostenuto che la proposta di legge fornirebbe un quadro regolamentare più solido rispetto all’attuale contesto degli asset digitali negli Stati Uniti. In un post su X, ha affermato che i legislatori dovrebbero sostenere i progressi già compiuti invece di respingere il disegno di legge perché non soddisfa ogni richiesta: https://x.com/Scaramucci/status/2081439427277283435
Secondo Scaramucci, sia i Democratici sia i Repubblicani hanno fatto concessioni significative durante i negoziati. Ha esortato i legislatori a “bank the win” invece di permettere alle dispute irrisolte di bloccare la normativa.
I suoi commenti si aggiungono alle più ampie richieste del settore degli asset digitali affinché il Congresso stabilisca regole più chiare per le criptovalute. Il Clarity Act mira a definire le responsabilità regolamentari per gli asset digitali e a ridurre l’incertezza per aziende, investitori e sviluppatori blockchain che operano negli Stati Uniti. Questa chiarezza è centrale nel dibattito perché gli operatori di mercato sostengono da tempo che una giurisdizione poco chiara e aspettative di conformità incerte rendano più difficile lanciare prodotti, raccogliere capitali e operare secondo le regole statunitensi. Tuttavia, diverse questioni importanti restano irrisolte dopo mesi di discussioni a Capitol Hill.
Le disposizioni etiche restano un ostacolo centrale
Le norme etiche sono diventate uno dei principali punti critici nei negoziati. I legislatori Democratici hanno spinto per disposizioni più rigorose che impedirebbero ai funzionari governativi di trarre benefici finanziari da attività legate alle criptovalute mentre sono in carica.
Queste proposte sono state tra le questioni più difficili nei colloqui con i senatori Repubblicani e la Casa Bianca. Secondo quanto riportato, i negoziatori hanno redatto un testo rivisto che vieterebbe ai funzionari governativi interessati di emettere token digitali o stipulare accordi di sponsorizzazione legati alle crypto durante il mandato.
Anche con queste revisioni, diversi legislatori Democratici ritengono che il linguaggio proposto non sia sufficiente ad affrontare le loro preoccupazioni. Alcuni legislatori continuano inoltre a chiedere misure più forti di tutela degli investitori prima di offrire pieno sostegno al disegno di legge.
Di conseguenza, i negoziati hanno rallentato, anche se i due partiti hanno ridotto diverse aree di disaccordo.
Il ritardo al Senato pesa sulle aspettative
Il leader della maggioranza al Senato John Thune ha recentemente indicato che è improbabile che il Clarity Act venga approvato prima della pausa di agosto. La sua valutazione ha ridotto le aspettative che il Congresso approvi la normativa durante l’attuale sessione legislativa.
Anche i dati dei mercati predittivi hanno riflesso una minore fiducia. Polymarket assegna attualmente una probabilità del 38% che il Clarity Act diventi legge nel 2026, in netto calo rispetto al 78% di maggio. Il calo evidenzia la maggiore incertezza sullo stato dei negoziati.
Nonostante il ritardo, Scaramucci ha affermato che i legislatori dovrebbero riconoscere i progressi già raggiunti. Nel suo post su X, ha sostenuto che i Democratici hanno rafforzato il disegno di legge attraverso revisioni significative, mentre anche i Repubblicani si sono avvicinati a un terreno comune.
Ha affermato che abbandonare quei compromessi lascerebbe l’industria crypto a operare nell’attuale struttura regolamentare incerta.
I leader del settore continuano a chiedere chiarezza regolamentare
Anche dirigenti di Ripple e altri esponenti del settore hanno sostenuto l’avanzamento del Clarity Act nonostante le sue imperfezioni residue. La loro posizione è simile all’argomentazione di Scaramucci secondo cui un quadro regolamentare migliorato offrirebbe maggiore certezza rispetto al mantenimento del sistema attuale.
I sostenitori della normativa affermano che creerebbe una supervisione più chiara per gli asset digitali e favorirebbe un’innovazione responsabile nel mercato crypto statunitense. Per le società crypto, l’esito potrebbe incidere su come vengono classificati i token, quali autorità regolano le diverse attività e quali obblighi di conformità si applicano a exchange, emittenti e sviluppatori. Tuttavia, i legislatori devono ancora risolvere le divergenze sulle norme etiche e sulle tutele degli investitori prima che il disegno di legge possa ottenere un più ampio sostegno bipartisan.
Le ultime dichiarazioni di Scaramucci rafforzano la spinta del settore affinché il Congresso porti avanti il Clarity Act nonostante le divisioni politiche in corso. Sebbene il disegno di legge continui ad affrontare ostacoli al Senato, i sostenitori affermano che i compromessi già raggiunti offrono una base più solida rispetto all’incertezza regolamentare che il settore crypto statunitense si trova ad affrontare.