La Russia amplia il divieto di mining di criptovalute a Mosca, con restrizioni valide fino al 2032
Punti chiave
- •La Russia ha esteso il divieto di mining di criptovalute per includere Mosca, con la proibizione valida fino al 2032.
- •La regione di Kursk affronta una restrizione comparabile sul mining nello stesso quadro normativo dettagliato su Consultant.ru.
- •Il divieto ampliato si basa sulle restrizioni regionali iniziali emanate alla fine del 2024 che prendevano di mira il Daghestan, la Cecenia, l'Inguscezia e i territori occupati dalla Russia in Ucraina.
- •Le restrizioni sul mining in Russia operano insieme a una separata legislazione sulle risorse digitali che ha legalizzato i mercati di criptovalute e imposto un limite di investimento annuale per gli investitori al dettaglio.
- •Sberbank prevede di lanciare infrastrutture di trading di criptovalute nel 2026, illustrando che le normative sul mining e sui mercati di criptovalute stanno avanzando lungo distinte direttrici di politica.

La Russia ha ampliato il divieto di mining di criptovalute per includere Mosca, estendendo la proibizione fino al 2032 in una notevole escalation della politica di mining del Paese rivolta ai suoi principali centri economici.
La misura pone la capitale russa sotto un divieto formale di mining, una mossa riportata insieme a una restrizione comparabile nella regione di Kursk, secondo Anadolu Agency. L'inclusione di Mosca riveste un'importanza particolare dato lo status della città come principale centro commerciale della Russia, rendendo la decisione sia un irrigidimento simbolico che operativo della supervisione sul mining. La Russia si colloca tra le più grandi nazioni al mondo per mining di criptovalute in termini di hashrate, una posizione che ha attirato un crescente controllo governativo sul consumo elettrico e la stabilità della rete.
Le relative disposizioni sono dettagliate nella documentazione normativa russa pubblicata sul servizio di consultazione legale Consultant.ru, che delinea il quadro governativo che disciplina dove l'attività di mining può essere limitata. Il divieto si basa su un primo insieme di restrizioni regionali sul mining emanate alla fine del 2024, che prendevano di mira territori tra cui il Daghestan, la Cecenia e l'Inguscezia, nonché le regioni dell'Ucraina occupate dalla Russia.
Implicazioni per gli operatori di mining con sede a Mosca
Per gli operatori del settore mining, l'estensione del divieto a Mosca elimina una delle più sostanziali potenziali sedi per l'espansione della capacità nel Paese. Una restrizione che si protrae fino al 2032 costituisce una misura politica di lunga durata piuttosto che una sospensione temporanea, modificando fondamentalmente i calcoli di pianificazione per qualsiasi entità che valuti nuove operazioni nella regione.
La Russia ha contemporaneamente costruito un regime giuridico formale attorno alle risorse digitali. I parlamentari avevano precedentemente provveduto a legalizzare le criptovalute anche mentre le autorità imponevano limiti operativi al mining. Separatamente, la Russia ha approvato una legge sul mercato delle criptovalute che stabilisce un limite di investimento annuale per gli investitori al dettaglio. Le restrizioni sul mining operano all'interno di questa più ampia architettura normativa, che riflette anche l'interesse del governo russo nell'utilizzare risorse digitali per i regolamenti transfrontalieri in un contesto di sanzioni occidentali.
Perché l'orizzonte pluriennale eleva il profilo di rischio
Un divieto esteso fino al 2032 segnala una traiettoria di politica sostenuta piuttosto che una risposta provvisoria, elevando il rischio di pianificazione e investimento per i miner esposti alle regioni interessate. Gli operatori che si trovano di fronte a un mercato chiuso a Mosca potrebbero dover valutare il trasferimento delle attrezzature in giurisdizioni o regioni russe non soggette a limitazioni comparabili.
La decisione comporta conseguenze che vanno oltre il settore del mining per la più ampia industria russa delle risorse digitali, che continua a sviluppare infrastrutture domestiche. L'interesse istituzionale rimane evidente, con Sberbank che prevede di lanciare infrastrutture di trading di criptovalute nel 2026, a sottolineare che gli approcci normativi al mining e ai mercati di criptovalute stanno avanzando lungo binari separati.
Restrizioni di questa natura non sono limitate alla Russia. Altri governi hanno adottato misure per rafforzare la supervisione del settore, tra cui il Pakistan, che recentemente ha costituito un'unità federale di applicazione delle norme sulle criptovalute, riflettendo un più ampio schema internazionale di autorità che assumono maggiore controllo sulle attività legate alle criptovalute.
La copertura ufficiale statale russa della misura è stata diffusa da testate tra cui TASS, che rimane un canale chiave per aggiornamenti sulla portata e sull'implementazione del divieto. Gli osservatori dell'industria delle criptovalute in Russia seguiranno attentamente come le regole sul mining saranno applicate nella pratica e se ulteriori regioni saranno incorporate nello stesso quadro normativo.