La Russia vieta il trading P2P di criptovalute e i trasferimenti verso wallet self-custody: cosa devono sapere gli investitori
Punti chiave
- •La Banca di Russia ha vietato il trading diretto P2P di criptovalute e i trasferimenti al dettaglio verso wallet self-custody, aggiornando le normative crypto firmate in legge dal presidente Vladimir Putin ad agosto.
- •È previsto un periodo di grazia fino al 1° luglio 2027, dopo il quale il trading P2P sarà completamente vietato e sostituito da transazioni tramite intermediari autorizzati dallo Stato.
- •Sberbank e VTB sono state autorizzate dalla banca centrale a offrire servizi di custodia e exchange di criptovalute come custodi regolamentati nel nuovo quadro.
- •Gli investitori non qualificati sono limitati a 300.000 rubli (circa 3.840 dollari) di acquisti annuali di criptovalute, ristretti a Bitcoin, Ethereum e Tether, e devono superare un test di conoscenza del rischio obbligatorio.
- •I russi possono ancora fare trading e detenere criptovalute all'estero tramite conti bancari esteri con dichiarazione fiscale, e le criptovalute restano consentite per le transazioni commerciali transfrontaliere di import-export nonostante il divieto come moneta legale domestica.

La Russia ha vietato il trading diretto peer-to-peer (P2P) di criptovalute, insieme ai trasferimenti al dettaglio verso wallet self-custody. La Banca di Russia ha annunciato l'aggiornamento del quadro normativo completo sulle criptovalute firmato in legge dal presidente Vladimir Putin ad agosto. Il trading P2P consente ad acquirenti e venditori di scambiare criptovalute direttamente, in genere tramite piattaforme di marketplace con deposito a garanzia anziché tramite un exchange centralizzato, mentre i wallet self-custody danno ai possessori il controllo esclusivo delle proprie chiavi private — l'opposto del modello di custodia regolamentata su cui si basa il nuovo quadro.
Periodo di grazia fino al 1° luglio 2027
Secondo le nuove regole, i trader di criptovalute dispongono di un periodo di grazia fino al 1° luglio 2027. Una volta scaduto tale termine, la banca centrale vietará completamente il trading P2P, sostituendolo con transazioni tramite intermediari autorizzati dallo Stato. Fino all'entrata in vigore completa del divieto, ulteriori indicazioni della Banca di Russia su licenze e conformità rappresentano il dettaglio implementativo chiave da monitorare.
La seconda parte delle linee guida vieta ai singoli di spostare le proprie criptovalute dai wallet regolamentati verso wallet non custodial o self-custody. La restrizione riguarda hardware wallet come Ledger e Trezor, nonché software wallet come Trust Wallet e MetaMask.
Designati gli intermediari autorizzati dallo Stato
Gli intermediari autorizzati dallo Stato e i custodi regolamentati in questo contesto includono Sberbank, la più grande banca commerciale controllata dallo Stato in Russia, e VTB. La banca centrale del Paese, che funge anche da principale autorità di regolamentazione delle criptovalute, ha recentemente autorizzato entrambe le entità a offrire servizi di custodia e exchange di criptovalute.
Limiti, eccezioni e attività consentite
In modo significativo, le normative sulle criptovalute entrate in vigore il 1° settembre hanno reso obbligatorio un test di conoscenza del rischio crypto che gli investitori devono superare per operare legalmente. Secondo tale legge, gli investitori sono divisi in due categorie:
- Investitori non qualificati: gli acquisti annuali di criptovalute sono limitati a 300.000 rubli (circa 3.840 dollari). Possono acquistare solo Bitcoin (BTC), Ethereum (ETH) e Tether (USDT), che la Banca di Russia considera attività digitali alta liquidità.
- Investitori qualificati: istituzioni e professionisti che, una volta certificati, non hanno limiti alla loro capacità di acquisto di criptovalute.
Inoltre, l'uso delle criptovalute come forma di moneta legale resta illegale. Le criptovalute estratte possono circolare, a condizione che provengano da miner domestici con licenza.
Sul piano internazionale, i russi possono fare trading e detenere criptovalute all'estero purché utilizzino conti bancari esteri e presentino le dichiarazioni fiscali necessarie. Sebbene l'uso domestico delle criptovalute rimanga fortemente controllato, la Russia ha consentito l'uso delle criptovalute per le transazioni commerciali transfrontaliere di import-export come modo per aggirare le sanzioni internazionali. Lette insieme, le regole tracciano una netta divisione tra un accesso al dettaglio strettamente controllato all'interno del Paese e un uso delle criptovalute consentito dallo Stato nel commercio estero.
Reazione della comunità
I commenti sui social media sull'annuncio sono stati in gran parte critici, con utenti che sostenevano che le normative severe e restrittive vadano contro l'etica fondamentale della decentralizzazione e dell'assenza di permessi propria della tecnologia blockchain e delle criptovalute.
Russia killed on-chain trading
— Sharky (@SharkyCT) October 15, 2026