I verbali della RBA rivelano un acceso dibattito su un rialzo preventivo ad agosto, mentre il tasso resta al 4,35%
Punti chiave
- •La RBA ha lasciato all’unanimità invariato il cash rate target al 4,35% nella riunione del 10–11 agosto.
- •I membri del board hanno discusso un possibile aumento di 25 punti base ma hanno scelto di attendere, poiché la politica monetaria era già in parte restrittiva.
- •L’inflazione trimmed mean è salita al 3,6% nel trimestre di giugno, mentre l’inflazione complessiva è risultata inferiore alle previsioni per via di prezzi più deboli di carburante e viaggi.
- •Il board ha affermato che i rischi inflazionistici sono orientati al rialzo, citando prezzi del petrolio, pass-through dei costi legati al Medio Oriente e investimenti in AI e data center più forti del previsto.
- •La prossima decisione di politica monetaria è attesa per fine settembre e il board monitorerà i dati in arrivo su inflazione, mercato del lavoro e conti nazionali.

I verbali della riunione della Reserve Bank of Australia del 10–11 agosto, pubblicati due settimane dopo l’incontro, mostrano che il board ha deciso all’unanimità di lasciare invariato il cash rate target al 4,35%, giudicando che la politica monetaria fosse già su un livello sufficientemente restrittivo dopo tre aumenti all’inizio del 2026, pur segnalando esplicitamente che i rischi per le prospettive dell’inflazione restano orientati al rialzo — una preoccupazione concreta, dato che l’inflazione di fondo continua a correre al di sopra della fascia obiettivo del 2–3 per cento della RBA.
I verbali confermano che il mantenimento dei tassi non è stato una formalità, ma il risultato di una vera deliberazione, con il board che ha valutato esplicitamente un rialzo preventivo di 25 punti base rispetto all’argomento secondo cui la politica monetaria si trova già nella parte alta delle stime del tasso neutrale e sta funzionando come previsto. La RBA ha scelto di attendere invece di alzare i tassi ad agosto, ma i verbali indicano chiaramente che la decisione è stata molto equilibrata e che la porta per un altro aumento resta pienamente aperta.
La valutazione del rischio da parte dello staff — secondo cui i rischi per le previsioni sull’inflazione sono sbilanciati al rialzo — mantiene in gioco una chiara inclinazione alla stretta anche con i tassi fermi, il che significa che i dati in arrivo, in particolare su mercato del lavoro, abitazioni e trasferimento ai prezzi dei costi legati al Medio Oriente, avranno un peso decisivo per la prossima decisione.
Contesto: I verbali della RBA di martedì chiariranno il dibattito tra rialzo e attesa dopo la pausa di agosto
Punti chiave dei verbali:
- Il board della RBA ha deciso all’unanimità di lasciare invariato il cash rate target al 4,35% nella riunione del 10–11 agosto.
- I membri hanno discusso esplicitamente la possibilità di un rialzo preventivo di 25 punti base rispetto al mantenimento invariato della politica, concludendo infine che le condizioni finanziarie erano già in parte restrittive e che serviva tempo per valutare i dati in arrivo.
- L’inflazione di fondo misurata dalla trimmed mean è salita al 3,6% nel trimestre di giugno, solo leggermente sotto le attese, mentre l’inflazione complessiva è risultata inferiore alle previsioni a causa dei prezzi più bassi di carburante e viaggi.
- Il board ha giudicato i rischi per l’inflazione orientati al rialzo, citando la possibilità di prezzi del petrolio più alti, un trasferimento dei costi più marcato derivante dal conflitto in Medio Oriente e un boom degli investimenti in AI e data center superiore alle attese.
- Il tasso di disoccupazione è previsto in graduale aumento fino al 4,8% entro la fine del 2028, mentre l’inflazione trimmed mean dovrebbe restare sopra il 3% fino a metà 2027 prima di scendere verso il punto medio della fascia obiettivo nella seconda metà del 2027.
- Il dollaro australiano si è deprezzato di circa l’1% su base trade-weighted da maggio, per effetto di differenziali di rendimento più contenuti e prezzi delle materie prime più bassi, pur restando circa il 5% sopra l’inizio del 2026 e vicino al livello stimato di equilibrio di lungo periodo.
- Le considerazioni di stabilità finanziaria non sono state ritenute un vincolo alla politica monetaria e il board ha sostenuto la decisione dell’APRA di lasciare invariati i parametri macroprudenziali.
Il dibattito tra rialzo e attesa
I verbali mostrano che il board ha preso in seria considerazione un ulteriore aumento del cash rate di 25 punti base in questa riunione — una mossa preventiva, nel senso di agire prima che i rischi al rialzo si materializzassero, e non in risposta a dati già confermati. I membri hanno valutato un rialzo preventivo sulla base del fatto che diversi rischi potevano spingere l’inflazione oltre le previsioni, tra cui:
- un conflitto prolungato in Medio Oriente che riduca le riserve di petrolio e spinga i prezzi nettamente più in alto;
- un trasferimento più completo nei prezzi al consumo delle pressioni sui costi ampiamente riportate; e
- un impulso all’attività superiore alle attese proveniente dagli investimenti in AI e data center, sia a livello globale sia domestico.
Alla fine, il board ha ritenuto appropriato mantenere invariati i tassi, citando i dati in arrivo che mostravano un’economia in progressivo avvicinamento agli obiettivi di inflazione e occupazione, insieme alla valutazione che ci fosse tempo per capire se i rischi al rialzo si sarebbero effettivamente materializzati prima della riunione successiva. I membri hanno concluso che le condizioni finanziarie erano già in parte restrittive e che fosse necessario attendere ulteriori dati prima di agire.
Inflazione e condizioni finanziarie interne
L’inflazione di fondo misurata dalla trimmed mean — l’indicatore preferito dalla RBA per l’inflazione sottostante, perché esclude movimenti di prezzo insolitamente ampi in entrambe le direzioni — è salita al 3,6% nel trimestre di giugno, solo leggermente sotto le attese, mentre l’inflazione complessiva è risultata inferiore alle previsioni a causa di prezzi al dettaglio di carburante e viaggi più bassi del previsto.
Il board ha osservato che le condizioni finanziarie in Australia si sono irrigidite in modo significativo nel corso dell’anno. La domanda di nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni è diminuita sensibilmente, soprattutto tra gli investitori, e i prezzi nazionali delle abitazioni sono scesi di circa l’1,5% rispetto al picco di marzo, pur restando circa il 50% sopra i livelli precedenti la pandemia. Poiché una quota elevata dei mutui australiani è a tasso variabile, le variazioni del cash rate si trasmettono ai rimborsi delle famiglie più rapidamente rispetto a molte economie comparabili, uno dei motivi per cui il board segue da vicino credito immobiliare e prezzi delle case. Al contrario, la crescita del credito alle imprese è rimasta forte e diffusa, con gli investimenti aziendali in forte aumento nel trimestre di marzo grazie alla spesa legata ai data center.
Mercato del lavoro e traiettoria delle previsioni
Le condizioni del mercato del lavoro si sono allentate leggermente più del previsto, anche se il tasso di disoccupazione è rimasto basso e le condizioni sono state ancora giudicate leggermente tese.
La previsione centrale del board vede il tasso di disoccupazione salire gradualmente fino al 4,8% entro la fine del 2028, un livello leggermente superiore alle stime precedenti a causa di un punto di partenza più alto. L’inflazione trimmed mean dovrebbe restare sopra il 3% fino a metà 2027, per poi scendere verso il punto medio della fascia obiettivo, intorno al 2,5%, nella seconda metà del 2027, con il venir meno delle pressioni di capacità e dei rincari legati al conflitto. Il mandato di politica monetaria della RBA è mantenere l’inflazione dei prezzi al consumo tra il 2 e il 3 per cento in media nel tempo, quindi un ritorno al punto medio riporterebbe l’inflazione di fondo all’interno di tale obiettivo.
Il board ha giudicato il bilanciamento dei rischi per questa previsione orientato al rialzo, pur riconoscendo i rischi al ribasso, tra cui un allentamento più rapido del previsto del mercato del lavoro e un impatto maggiore sull’attività dovuto al rallentamento del mercato immobiliare o a una debole fiducia dei consumatori.
Valuta e contesto globale
Il dollaro australiano si è deprezzato di circa l’1% su base trade-weighted dalla riunione di maggio — misura che valuta la moneta rispetto a un paniere di partner commerciali dell’Australia — riflettendo un restringimento dei differenziali di rendimento e prezzi delle materie prime più bassi, pur restando circa il 5% sopra l’inizio del 2026. Il board ha valutato l’indice trade-weighted come sostanzialmente coerente con il proprio livello di equilibrio di lungo periodo, il che significa che non è stato ritenuto in grado di fornire ulteriore trasmissione della politica monetaria oltre al canale standard — una lettura che per ora implica effetti valutari solo modesti.
A livello globale, il board ha osservato che i rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine sono saliti in modo più marcato negli Stati Uniti e in Giappone, riflettendo un aumento delle aspettative sui tassi ufficiali e dei premi per il rischio più consistente rispetto a quello osservato in Australia — un cambiamento che segnala il restringimento del vantaggio di rendimento alla base del calo trade-weighted dell’AUD da maggio. I flussi verso azioni e obbligazioni legate all’AI hanno mostrato segnali di volatilità, in un contesto di rivalutazione dei rendimenti prospettici dei data center, hanno aggiunto i verbali.
Stabilità finanziaria
Le considerazioni di stabilità finanziaria non sono state ritenute un vincolo per la politica monetaria e il board ha sostenuto la decisione dell’Australian Prudential Regulation Authority (APRA) di lasciare invariati i parametri macroprudenziali — gli strumenti di vigilanza che influenzano gli standard di concessione del credito delle banche.
La prossima decisione
Il board ha ribadito di restare concentrato sul ritorno dell’inflazione verso l’obiettivo in modo tempestivo ed è pronto ad alzare ulteriormente il cash rate qualora i rischi al rialzo identificati iniziassero a concretizzarsi. Ulteriori dati su inflazione, mercato del lavoro e conti nazionali, attesi prima della prossima riunione, dovrebbero rendere più precisa la valutazione.
La prossima riunione della RBA è prevista per fine settembre, secondo il calendario attuale del board di circa otto riunioni l’anno, il che lascia un intervallo più lungo tra una decisione e l’altra per l’accumulo dei dati in arrivo.