NotizieMacroLa RBA mantiene i tassi invariati mentre gli economisti segnalano possibili ulteriori rialzi

La RBA mantiene i tassi invariati mentre gli economisti segnalano possibili ulteriori rialzi

Autore: The Market Online Australia·

Punti chiave

  • L'inflazione core dell'Australia, misurata dall'indice Trimmed Mean Inflation, si attesta al 3,6%, superando la banda target della RBA del 2-3%.
  • La RBA ha mantenuto il tasso di riferimento invariato dopo tre rialzi consecutivi quest'anno che hanno annullato i tre tagli implementati l'anno precedente.
  • I principali economisti anticipano in larga misura un ulteriore rialzo dei tassi, sebbene vi sia poca chiarezza su quando o su cosa potrebbe scatenarlo.
  • Westpac ha riportato un calo del 20% nelle domande di mutuo durante il terzo trimestre, segnalando un notevole rallentamento del mercato immobiliare australiano.
  • Il mercato del lavoro australiano rimane relativamente resiliente nonostante un modesto aumento della disoccupazione all'inizio dell'anno, offrendo pochi segnali di indebolimento della domanda interna.
La RBA mantiene i tassi invariati mentre gli economisti segnalano possibili ulteriori rialzi

Dopo aver tagliato i tassi di interesse tre volte l'anno scorso, la Reserve Bank of Australia (RBA) ha successivamente raised rates tre volte, riportandoli al livello precedente i tagli iniziali. Tale traiettoria sottolinea la sfida persistente che l'Australia affronta nei suoi sforzi di contenere le pressioni inflazionistiche, mantenendo al contempo condizioni di credito restrittive per le famiglie e le imprese.

La misura preferita dall'Australia per l'inflazione core, il Trimmed Mean Inflation (TMI), che esclude i prezzi di alimentari e carburante, si attua attualmente al 3,6%, ben al di sopra della banda target della RBA del 2-3%. Ciò suggerisce che il Paese non ha ancora superato in modo decisivo le pressioni inflazionistiche e contribuisce a spiegare perché i policymaker siano restii a segnalare un ciclo di allentamento.

In questo contesto, la decisione della RBA di martedì di mantenere il tasso di riferimento invariato era ampiamente attesa nella settimana, e la risposta del mercato è stata contenuta. Verso l'ultima ora di contrattazione, l'S&P/ASX 200 (XJO) era in aumento di circa lo 0,3%, mantenendosi relativamente stabile per la maggior parte della seduta e scrollandosi di dosso un nuovo rialzo dei prezzi del petrolio. Parte della resilienza dell'indice è stata attribuita ai prezzi del petrolio che hanno sostenuto le azioni di Woodside Energy, mentre l'oro tornato a quotare sopra i 4.400 dollari USA per oncia alle 15:15 AEST ha fornito ulteriore supporto.

Tuttavia, una singola seduta stabile non offre un quadro completo della più ampia traiettoria economica dell'Australia, soprattutto con l'inflazione ancora al di sopra del target e la banca centrale che continua a valutare se i progressi recenti siano durevoli.

In seguito alla decisione sui tassi, diversi economisti di spicco hanno offerto valutazioni prudenti. Il chief economist di IFM Investors, Alex Joiner, ha descritto il mantenimento come «hawkish», indicando uno scenario in cui la RBA è ben lontana da una posizione in cui può escludere ulteriori rialzi dei tassi.

Katherine Palmer, head of fixed income di BlackRock Australia, ha valutato che la RBA sia essenzialmente in pausa per valutare ulteriormente quali interventi possano essere necessari. Ciò riflette l'incertezza all'interno del Board della RBA sull'opportunità di un ulteriore restrizionismo, alla luce della fluida situazione geopolitica in Medio Oriente, che ha contribuito alla volatilità dei prezzi del petrolio.

Il chief economist di KPMG ha affermato che la RBA ha «lasciata aperta la porta» a un altro rialzo, mentre Russel Chesler, head of markets di VanEck, ha espresso l'opinione che il mercato stia sottovalutando la possibilità di un ulteriore restrizionismo.

Si sta formando un consenso tra i professionisti dei mercati finanziari: un ulteriore rialzo dei tassi è ampiamente atteso, sebbene vi sia scarsa chiarezza sui tempi o sui possibili fattori scatenanti.

Il mercato del lavoro rimane relativamente resiliente nonostante un modesto aumento della disoccupazione all'inizio dell'anno, il che significa che è improbabile che dai dati sull'occupazione arrivi un sollievo immediato. Ciò lascia alla RBA meno segnali di indebolimento della domanda interna su cui fare affidamento qualora intendesse evitare ulteriori restrizionismo.

Nel frattempo, il mercato immobiliare australiano sta rallentando in modo significativo. Il rapporto sugli utili di Westpac di lunedì ha rivelato che le domande di mutuo sono crollate del 20% nel terzo trimestre, interpretato ampiamente come una risposta alle modifiche alla capital gains tax (CGT) introdotte nel più recente Federal Budget. L'edilizia abitativa è da tempo un motore significativo delle pressioni inflazionistiche dell'Australia, e il mantenimento della RBA potrebbe riflettere in parte il desiderio di valutare come evolve il raffreddamento del mercato immobiliare.

Tra i professionisti della finanza, sembra esserci la convinzione tangibile che la banca centrale non abbia ancora terminato il ciclo di rialzi dei tassi di interesse. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente continuano a essere un fattore, anche se alcuni partecipanti al mercato suggeriscono che il sentimento legato al conflitto potrebbe stare svanendo come elemento di preoccupazione. Secondo un partecipante al Diggers and Dealers Mining Forum, per quanto riguarda le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, «la maggior parte della sala vorrebbe passare oltre».