Ray Dalio spiega perché preferisce l'oro al Bitcoin pur possedendo entrambi
Punti chiave
- •Ray Dalio consiglia agli investitori di destinare tra il 5% e il 15% dei propri portafogli ad asset di moneta forte che le banche centrali non possono stampare in quantità illimitate, inclusi oro e Bitcoin.
- •Dalio ha dichiarato di detenere circa l'1% del proprio portafoglio personale in Bitcoin, rappresentando un notevole cambiamento rispetto al precedente scetticismo pubblico verso la criptovaluta.
- •Dalio considera l'oro un rifugio più sicuro del Bitcoin perché le banche centrali di tutto il mondo detengono collettivamente decine di migliaia di tonnellate d'oro, mentre i governi hanno l'autorità di tassare, limitare o controllare le criptovalute.
- •Dalio ha avvertito che si sta formando nei mercati una seria bolla centrata sull'intelligenza artificiale, alongside a più ampi rischi derivanti da alto debito, disuguaglianza di reddito e tensioni geopolitiche che mettono sotto pressione l'attuale ordine economico.
- •Dalio sostiene una diversificazione equilibrata tra diverse classi di asset tra cui azioni, obbligazioni, immobiliare, oro e Bitcoin piuttosto che fare affidamento su un singolo asset per resistere alle fluttuazioni finanziarie.

Ray Dalio spiega perché preferisce l'oro al Bitcoin pur possedendo entrambi
Ray Dalio, l'investitore miliardario e fondatore di Bridgewater Associates — il più grande hedge fund al mondo — ha offerto osservazioni dettagliate sul sistema finanziario globale, sui crescenti rischi economici e su come gli investitori dovrebbero affrontare l'allocazione degli asset in tempi di incertezza. Dalio ha raccomandato agli investitori di rivolgersi ad asset di «moneta solida» come Bitcoin e oro, che non possono essere stampati arbitrariamente, come copertura contro un potenziale collasso finanziario, esprimendo al contempo le proprie preferenze personali e le riserve riguardo alle criptovalute. La sua posizione rappresenta una notevole evoluzione rispetto al precedente scetticismo verso il Bitcoin, che aveva pubblicamente messo in discussione prima di riconoscerne gradualmente i pregi come riserva di valore non sovrana.
Dalio, ampiamente riconosciuto per aver previsto la crisi finanziaria globale del 2008, ha ammonito che si sta formando nei mercati una seria bolla centrata sull'intelligenza artificiale. Ha inoltre avvertito che la combinazione di alti livelli di debito, disuguaglianza di reddito e tensioni geopolitiche sottopone l'attuale ordine economico a una pressione significativa. Le sue preoccupazioni riecheggiano il quadro storico dei cicli del debito esposto nel suo libro Principles for Dealing with the Changing World Order, che traccia come la crescente indebitamento e i conflitti interni abbiano preceduto il declino delle passate valute di riserva.
Il celebre investitore ha sottolineato che il capitale non deve essere lasciato erodere dalle pressioni inflazionistiche e che gli investitori devono prepararsi a periodi di crisi attraverso la diversificazione del portafoglio.
Dalio ha dichiarato di detenere circa l'1% del proprio portafoglio personale in Bitcoin. Ha raccomandato agli investitori di destinare tra il 5% e il 15% dei propri portafogli ad asset di «moneta forte» — quelli che non possono essere stampati in quantità illimitate dalle banche centrali. La raccomandazione lo colloca in una lista crescente di voci istituzionali mainstream che hanno pubblicamente sostenuto l'allocazione in Bitcoin, un cambiamento che ha accelerato da quando sono stati approvati gli ETF fisici su Bitcoin negli Stati Uniti.
Nonostante abbia classificato il Bitcoin come una valuta non stampabile, Dalio ha affermato di considerare l'oro un rifugio più sicuro rispetto al Bitcoin. Ha delineato diverse ragioni chiave per la sua posizione cauta:
Dalio ha sostenuto che i governi hanno l'autorità di tassare, limitare o controllare il Bitcoin, e che le banche centrali è improbabile che detengano quantità significative della criptovaluta a causa di preoccupazioni relative a privacy e controllo. Al contrario, le banche centrali di tutto il mondo detengono collettivamente decine di migliaia di tonnellate d'oro nelle proprie riserve, una pratica che continua da decenni e che sottolinea il ruolo istituzionale radicato dell'oro.
Ha inoltre citato il potenziale di tecnologie emergenti come il calcolo quantistico di danneggiare l'infrastruttura delle criptovalute, insieme a una percepita mancanza di privacy, come principali fattori di rischio per il Bitcoin.
L'oro, al contrario, beneficia di millenni di precedenti storici accumulati, ha fatto notare Dalio. Lo ha descritto come l'asset finanziario più tangibile che non sia la sola passività di una singola controparte.
Piuttosto che fare affidamento su un singolo asset per resistere alle fluttuazioni finanziarie, Dalio ha sostenuto una diversificazione equilibrata tra diverse classi di asset — tra cui azioni, obbligazioni, immobiliare, oro e Bitcoin.
Questo non è un consiglio di investimento.