NotizieMacroCome sono cambiate le aspettative sui tassi di interesse dopo gli eventi di questa settimana

Come sono cambiate le aspettative sui tassi di interesse dopo gli eventi di questa settimana

Autore: ForexLive·

Punti chiave

  • I mercati vedono nella RBNZ la banca centrale più restrittiva, con 52 punti base di rialzi attesi entro fine anno, contro i soli 5 punti base della SNB.
  • Il buyback del Tesoro, che riacquista debito più vecchio e meno liquido, ha allentato le condizioni finanziarie abbassando i rendimenti di lungo periodo, facendo però salire le aspettative di inflazione per i timori di svalutazione della valuta.
  • La core CPI giapponese è risultata in linea con le previsioni all'1,8% su base annua, ancora sotto il target del 2%, e un rialzo dei tassi della Bank of Japan a settembre è già in larga parte scontato nell'ambito del suo ciclo di normalizzazione.
  • La promessa di Trump di una pressione economica devastante sull'Iran aumenta il rischio di uno stallo prolungato che potrebbe sostenere o spingere al rialzo i prezzi del petrolio e intensificare la pressione inflazionistica.
  • Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha detto che una conferenza stampa di lunedì illustrerà nel dettaglio le azioni contro l'Iran e che le sanzioni saranno le più dure della storia.
Come sono cambiate le aspettative sui tassi di interesse dopo gli eventi di questa settimana

Rialzi dei tassi entro fine anno

  • RBNZ: 52 punti base, con una probabilità del 91% di un rialzo dei tassi alla prossima riunione
  • ECB: 40 punti base, con una probabilità del 94% di un rialzo dei tassi alla prossima riunione
  • BoJ: 35 punti base, con una probabilità del 67% di un rialzo dei tassi alla prossima riunione
  • BoE: 27 punti base, con una probabilità dell'81% di nessuna variazione alla prossima riunione
  • Fed: 23 punti base, con una probabilità del 65% di nessuna variazione alla prossima riunione
  • BoC: 20 punti base, con una probabilità del 97% di nessuna variazione alla prossima riunione
  • RBA: 15 punti base, con una probabilità dell'85% di nessuna variazione alla prossima riunione
  • SNB: 5 punti base, con una probabilità del 91% di nessuna variazione alla prossima riunione

Il divario tra il percorso più restrittivo e quello meno restrittivo — 52 punti base di rialzi attesi alla RBNZ contro 5 punti base alla SNB — evidenzia quanto sia diventato disomogeneo il ciclo globale dei tassi, una divergenza con effetti a catena sui costi di finanziamento e sulle valute legate a ciascuna economia.

Due eventi principali hanno segnato i mercati questa settimana: l'annuncio del buyback del Tesoro e la promessa di Donald Trump di strangolare economicamente l'Iran.

Sul fronte dei dati, non c'è stato nulla che abbia modificato in modo sostanziale le prospettive delle banche centrali. Nel Regno Unito, gli ultimi report su occupazione e inflazione hanno rafforzato l'attuale approccio "wait and see" della Bank of England, con dati sul lavoro deboli e un'inflazione al consumo in larga parte in linea con le attese.

La stessa valutazione generale vale per la Reserve Bank of Australia e la Bank of Canada. I dati sull'occupazione australiana sono arrivati più deboli del previsto, mentre le misure di inflazione di fondo del Canada continuano a oscillare intorno al target.

In Giappone, la core CPI — l'indicatore di riferimento per la Bank of Japan — è risultata in linea con le attese all'1,8% su base annua, in aumento rispetto all'1,6% del mese precedente ma ancora sotto il target del 2%. I mercati si aspettano già un rialzo dei tassi della BoJ a settembre, quindi quella mossa è in larga parte già scontata. I trader saranno invece attenti a eventuali segnali di un irrigidimento più rapido oltre quella scadenza, con settembre visto come il prossimo passo di un ciclo di normalizzazione iniziato quando il Giappone è uscito dalla politica dei tassi negativi nel 2024.

L'annuncio del buyback del Tesoro ha allentato le condizioni finanziarie, con un calo dei rendimenti di lungo periodo del Tesoro, mentre le aspettative di inflazione sono salite per i timori di svalutazione della valuta — la preoccupazione che un forte indebitamento pubblico eroda il valore della valuta nel lungo periodo. I buyback funzionano attraverso il riacquisto da parte del Tesoro del debito in circolazione, tipicamente titoli più vecchi e meno liquidi, il che sostiene i prezzi delle obbligazioni e abbassa i rendimenti di lungo periodo. Questo resterà probabilmente un tema centrale per i mercati nelle prossime settimane, con i trader concentrati sulla risposta della Federal Reserve, dato che l'intervento del segretario al Tesoro Scott Bessent va contro l'obiettivo della banca centrale.

Sull'Iran, Trump ha giurato una guerra economica devastante contro Teheran, aumentando la prospettiva che lo stallo possa protrarsi più a lungo di quanto i mercati si aspettassero. Ciò potrebbe mantenere i prezzi del petrolio sostenuti o spingerli ancora più in alto, accentuando la pressione inflazionistica. In quanto uno dei maggiori produttori di greggio dell'OPEC, l'Iran è il canale attraverso cui lo stallo arriva ai mercati petroliferi globali.

Bessent ha dichiarato che lunedì si terrà una conferenza stampa per illustrare le azioni contro l'Iran e ha aggiunto che le sanzioni saranno le più dure della storia.