QCP: la spinta di Bitcoin verso gli 80.000 dollari si basa su un solido supporto spot mentre il rischio Fed aumenta
Punti chiave
- •Bitcoin è salito da circa 63.500 a quasi 80.000 dollari in poco più di una settimana, superando brevemente gli 81.000, con QCP che attribuisce il movimento alla domanda spot e alla copertura degli short anziché alla leva.
- •Gli ETF spot su Bitcoin statunitensi hanno registrato circa 2,8 miliardi di dollari di afflussi netti in otto sedute consecutive durante il rimbalzo.
- •L'open interest sui futures denominati in Bitcoin è sceso da circa 646.000 BTC a circa 588.000 BTC durante il rally, e i funding rate sono rimasti contenuti.
- •Dopo il discorso di Jackson Hole del presidente della Fed Kevin Warsh, che ha riconfermato il target di inflazione del 2%, i mercati hanno alzato la probabilità stimata di un rialzo dei tassi a settembre a circa il 56%-60%, e Bitcoin è sceso sotto i 78.000 dollari.
- •QCP ha individuato la fascia 81.000-86.000 dollari come prossima zona chiave di trading per Bitcoin amid un crescente rischio di politica monetaria della Fed.

La società di trading di asset digitali QCP afferma che il rimbalzo di Bitcoin verso gli 80.000 dollari riflette una struttura di mercato più sana rispetto a molti rapidi rally crypto, con la salita trainata dalla domanda spot, dagli afflussi negli ETF e dalla copertura delle posizioni short anziché da acquisti aggressivi a leva.
QCP: l'attuale rally di Bitcoin è sostenuto da un solido supporto spot
QCP Capital ha riferito che, dal punto di vista della struttura sottostante del mercato, l'attuale rally di BTC da 63.500 a oltre 80.000 dollari è sostenuto da un solido supporto spot.
QCP: Bitcoin's Current Rally Is Backed by Solid Spot Support — QCP Capital reported that from an underlying market structure perspective, BTC's current rally from $63,500 to above $80,000 is backed by solid spot support. The rally from $63,500 has been supported by ~$2.8B in spot… pic.twitter.com/29iK4Y2Acf
— Wu Blockchain (@WuBlockchain) August 29, 2026 (post su X)
La criptovaluta è salita da circa 63.500 a quasi 80.000 dolloli in poco più di una settimana, superando brevemente gli 81.000. Nello stesso periodo, gli ETF spot su Bitcoin statunitensi hanno registrato circa 2,8 miliardi di dollari di afflussi netti in otto sedute consecutive, fornendo una domanda misurabile dietro il recupero. Quei fondi, approvati per la prima volta dalla SEC nel gennaio 2024, sono ormai diventati uno dei canali di esposizione istituzionale a Bitcoin più osservati, ragione per cui i loro dati sui flussi funzionano oggi come indicatore ampiamente citato della domanda sottostante.
I dati sui derivati escludono la leva come motore
I dati sui derivati di QCP rafforzano la tesi che la leva non sia stata il motore principale del rally. L'open interest sui futures denominati in Bitcoin è calato anche mentre i prezzi avanzavano nettamente, scendendo da circa 646.000 BTC di metà agosto a circa 588.000 BTC durante il rimbalzo. I funding rate, nel frattempo, sono rimasti contenuti anziché salire bruscamente insieme ai prezzi.
Questa distinzione è importante. I rally fortemente indebitati possono diventare instabili quando i trader prendono in prestito somme sempre maggiori per mantenere posizioni rialziste. Un open interest in calo indica invece che alcune posizioni sui futures sono state chiuse mentre il mercato avanzava.
Secondo QCP, questa combinazione suggerisce che gli acquisti spot e la copertura degli short abbiano contribuito più pesantemente rispetto ai long aggressivi a leva. Gli short che chiudono posizioni ribassiste devono acquistare Bitcoin, aggiungendo domanda senza creare nuova leva sul lato long.
Il posizionamento sulle opzioni è comunque diventato più rialzista. Lo skew dei call si è rafforzato e il rapporto put-call è rimasto sotto uno, a indicare una domanda più forte di esposizione al rialzo rispetto alla protezione al ribasso. Ciononostante, le condizioni sui derivati sono rimaste al di sotto dei livelli associati a un posizionamento eccessivamente affollato, il che significa che il mercato è entrato nella zona degli 80.000 dollari senza quell'accumulo di leva che spesso accompagna brusche inversioni guidate dalle liquidazioni.
Il rischio di rialzo dei tassi della Fed mette alla prova Bitcoin vicino alla zona chiave 81.000-86.000 dollari
Mentre il posizionamento crypto rimane relativamente bilanciato, l'ambiente macroeconomico è diventato più restrittivo. A luglio l'inflazione PCE al netto dei dati volatili ha raggiunto il 3,7% su base annua, con la PCE core al 3,3%, secondo il Bureau of Economic Analysis. Entrambe le letture sono rimaste sopra il target di inflazione del 2% della Fed.
I policy maker hanno mantenuto i tassi di interesse al 3,50%-3,75% a luglio, sebbene tre membri con diritto di voto abbiano sostenuto un aumento di 25 punti base, secondo i verbali della FOMC. Per un mercato come Bitcoin, che storicamente ha negoziato con sensibilità alla forza del dollaro e alle attive sui tassi, tali condizioni possono pesare sulla domanda di asset rischiosi anche quando il posizionamento interno crypto appare sano.
Il presidente della Fed Kevin Warsh ha rafforzato questo messaggio di politica monetaria nel suo discorso di Jackson Hole, descrivendo l'obiettivo di inflazione del 2% come un «firm, fixed target». A seguito di quelle dichiarazioni, i mercati hanno alzato la probabilità stimata di un aumento dei tassi a settembre a circa il 56%-60%, rispetto a circa il 35% di prima. Bitcoin è successivamente sceso sotto i 78.000 dollari mentre il dollaro si rafforzava e i rendimenti di breve termine dei Treasury salivano.
Le misure di liquidità del Treasury hanno costituito un'influenza separata sul mercato. Il Treasury aumenterà dal 9 settembre i riacquisti di sostegno alla liquidità sui titoli nominali a 10-30 anni da 2 miliardi a almeno 4 miliardi di dollari, secondo il proprio annuncio. La notizia ha inizialmente spinto al ribasso i rendimenti a lungo termine e indebolito il dollaro, anche se il Treasury ha sottolineato che il programma sostiene il funzionamento del mercato e non rappresenta un quantitative easing in stile Fed.
Prossima zona chiave: 81.000-86.000 dollari
In questo contesto, QCP ha individuato la fascia 81.000-86.000 dollari come prossima importante regione di trading per Bitcoin (QCP Market Colour). I funding rate sui futures e l'open interest rappresentano ora indicatori misurabili di whether la domanda spot continui a dominare il rally, mentre le prossime comunicazioni della Fed e le pubblicazioni mensili della PCE offrono punti di controllo visibili sul fronte macro.
Per ora, i dati disponibili mostrano Bitcoin in avvicinamento a quella zona con afflussi sostanziosi negli ETF e un'esposizione in calo sui futures, mentre il crescente rischio di politica monetaria della Fed crea una distinta sfida macroeconomica.
Fonte: Blockonomi