NotizieCryptoPolygon propone un hard fork per restituire 6,5 milioni di dollari in POL rubati a Binance e Polymarket

Polygon propone un hard fork per restituire 6,5 milioni di dollari in POL rubati a Binance e Polymarket

Autore: CryptoMeter io·

Punti chiave

  • •Quattro dei cinque wallet controllati dagli attaccanti sono legati all'incidente di Polymarket e contengono circa 23,86 milioni di POL, mentre un indirizzo collegato a Binance detiene circa 46,63 milioni di token.
  • •Le restrizioni alle transazioni esistenti congelano i fondi rubati ma non possono ripristinare la proprietà; pertanto il proposto hard fork sposterebbe i token tramite una rettifica una tantum dei saldi che mantiene invariata l'offerta totale di POL.
  • •L'implementazione dipende dall'approvazione della governance durante la Protocol Governance Call del 5 novembre, dalla verifica del controllo delle aziende sui propri wallet di recupero e da circa due settimane di test che inizieranno sulla testnet Amoy di Polygon.
  • •La proposta documenta tentativi continui di aggirare le restrizioni, tra cui una transazione sospetta che offriva circa 219.450 POL in commissioni per spostare gli asset congelati.
  • •L'intervento richiama l'hard fork DAO di Ethereum del 2016 e solleva questioni in corso sulla decentralizzazione, sulla proprietà degli asset e sul rischio di future modifiche dei saldi a livello di consenso.
Polygon propone un hard fork per restituire 6,5 milioni di dollari in POL rubati a Binance e Polymarket

Polygon sta valutando un importante aggiornamento della rete che potrebbe restituire circa 70,49 milioni di token POL congelati—del valore di circa 6,5 milioni di dollari—a Binance e Polymarket. I fondi sono bloccati in cinque wallet controllati dagli attaccanti da quando separate violazioni della sicurezza hanno colpito le due aziende alla fine di ottobre. POL è il token nativo di Polygon, utilizzato per lo staking e il pagamento delle commissioni di transazione sulla sua rete Proof-of-Stake.

Una proposta pubblicata il 4 novembre chiede l'approvazione per un hard fork coordinato della rete Polygon Proof-of-Stake. Un hard fork è un aggiornamento della rete che comporta una rottura: i produttori di blocchi, gli operatori dei nodi e i fornitori di infrastrutture devono adottare il nuovo software in modo simultaneo, poiché un'adozione parziale potrebbe dividere la chain in due versioni incompatibili. Se adottato, l'aggiornamento sposterebbe la criptovaluta rubata in wallet di recupero verificati senza aumentare l'offerta totale di POL.

Wallet coinvolti e meccanica del recupero

Secondo la proposta di recupero, quattro dei wallet sono collegati all'incidente di sicurezza di Polymarket e contengono circa 23,86 milioni di POL, mentre l'indirizzo rimanente collegato a Binance detiene circa 46,63 milioni di token. Entrambe le aziende hanno subito incidenti di sicurezza tra il 29 e il 30 ottobre. Su richiesta delle stesse, i produttori di blocchi di Polygon hanno limitato le transazioni dagli indirizzi degli attaccanti identificati.

Tali restrizioni, tuttavia, impediscono solo lo spostamento dei fondi; non possono ripristinare la proprietà né trasferire gli asset congelati alle aziende colpite. Il proposto hard fork colma questa lacuna tramite una rettifica una tantum dei saldi a un blocco prestabilito: la rete rimuoverebbe il POL dai wallet specificati degli attaccanti e accrediterebbe importi equivalenti agli indirizzi di recupero designati, lasciando invariata l'offerta totale esistente della criptovaluta.

L'approvazione della governance resta essenziale

La proposta è in programma per la discussione durante la Protocol Governance Call di Polygon il 5 novembre alle 14:30 UTC. L'approvazione consentirebbe agli sviluppatori di iniziare a preparare e testare le modifiche alla rete.

Diverse condizioni precedono l'implementazione. Binance e Polymarket devono dimostrare il controllo dei propri wallet di recupero, e i loro rapporti di sicurezza pubblicati devono rimanere coerenti con i record delle transazioni sulla blockchain. Gli sviluppatori stimano che l'implementazione e i test potrebbero richiedere circa due settimane dopo l'approvazione, con l'aggiornamento che verrà prima testato sulla testnet Amoy di Polygon.

La proposta documenta inoltre tentativi continui di aggirare le restrizioni esistenti. Una transazione sospetta avrebbe offerto, secondo quanto riportato, circa 219.450 POL in commissioni, sottolineando gli incentivi finanziari legati agli asset congelati.

Il piano di recupero solleva questioni sulla governance della blockchain

L'intervento proposto solleva questioni più ampie sulla decentralizzazione e sulla proprietà degli asset. Le reti blockchain si affidano in genere a regole di transazione consolidate che impediscono agli amministratori di annullare i trasferimenti. Gli interventi a livello di consenso hanno un precedente storico: l'hard fork del 2016 di Ethereum seguito all'exploit di The DAO recuperò i fondi hackerati e divise la rete in Ethereum ed Ethereum Classic. Un hard fork riuscito di Polygon dimostrerebbe come una governance coordinata possa rispondere a incidenti di sicurezza eccezionali, ma la modifica dei saldi dei contatti tramite il consenso della rete potrebbe anche generare preoccupazioni riguardo a futuri interventi.

La proposta descrive il meccanismo di recupero come una misura straordinaria piuttosto che una procedura standard. Per il momento, i token congelati restano inaccessibili, e il loro recupero dipende dall'approvazione della governance, dai test tecnici e da una partecipazione coordinata della rete. La governance call del 5 novembre e il successivo rilascio sulla testnet Amoy sono i prossimi punti di controllo osservabili prima che qualsiasi modifica alla mainnet possa entrare in vigore.