Costruire più velocemente, proteggere con intelligenza: perché le organizzazioni filippine devono ripensare al rischio software
Punti chiave
- •La ricerca di Fastly ha rilevato che i bug software hanno contribuito al 54% degli incidenti informatici in Asia-Pacifico nel 2025, rispetto al 43% attribuito ad aggressori informatici.
- •Le imprese dell'Asia-Pacifico con più di 10.000 dipendenti hanno registrato in media 57 incidenti l'anno scorso, al di sopra della media complessiva di 40.
- •Gartner ha avvertito che entro il 2027 oltre il 40% delle violazioni dei dati legate all'IA deriverà dall'uso improprio dell'IA generativa.
- •Tra le organizzazioni che si definiscono AI-first, il 31% non ha chiaro chi sia responsabile della risposta agli incidenti.
- •Le iniziative del DICT filippino, tra cui il Bug Bounty Program e il Cybersecurity Posture Assessment Laboratory, riflettono una crescente attenzione nazionale al rilevamento e alla mitigazione precoce dei rischi.

Di Rachel Ler
La trasformazione digitale era un tempo affrontata con cautela in molti consigli di amministrazione filippini. Oggi quell'entusiasmo è accompagnato da investimenti concreti: semmai, i decisori vogliono implementare software e lanciare nuove applicazioni più velocemente che mai. Ad alimentare questa fame di velocità è l'ascesa dell'intelligenza artificiale (IA), in particolare dello sviluppo assistito dall'IA, che aiuta i team di ingegneria ad automatizzare le attività ripetitive e a ridurre notevolmente i tempi di sviluppo.
Eppure, nel pieno della spinta alla velocità, i leader dovrebbero esaminare se stanno costruendo questi sistemi in sicurezza. Un'implementazione frettolosa, una dipendenza software vulnerabile o una modifica di configurazione trascurata possono introdurre rischi tanto significativi per le organizzazioni filippine quanto per quelle del resto dell'Asia-Pacifico. Una nuova ricerca di Fastly ha rilevato che i bug software hanno contribuito al 54% degli incidenti informatici nel 2025, rispetto al 43% attribuito ad aggressori informatici, in tutta la regione Asia-Pacifico. Ciononostante, molte organizzazioni continuano a pianificare le proprie strategie di cybersicurezza e di mitigazione dei rischi partendo dal presupposto che le minacce più gravi siano esterne.
La sfida dell'accelerazione dell'IA
Investire nel rilevamento dei ransomware, nella prevenzione del phishing e in altre difese informatiche resta essenziale, ma la gestione del rischio informatico non si ferma più al perimetro della rete. Man mano che le organizzazioni adottano sempre più strumenti di sviluppo assistito dall'IA, esse necessitano anche di una governance più solida e di argini di sicurezza che garantiscano che il software sia costruito in modo sicuro e in linea con la National AI Strategy 2.0.
Non perché il codice generato dall'IA sia intrinsecamente insicuro. Piuttosto, l'IA consente ai team di sviluppo di produrre codice più velocemente che mai, rendendo più facile che vulnerabilità, dipendenze insicure o errori di configurazione raggiungano la produzione quando la sicurezza è trattata come un ripensamento.
La sfida è aggravata dalla complessità degli ambienti digitali di oggi. Le applicazioni moderne si basano su interfacce di programmazione delle applicazioni (API), sono ospitate su più piattaforme cloud, si integrano con servizi di terze parti e vengono distribuite attraverso pipeline di distribuzione automatizzate. Se da un lato questa connettività crea nuove opportunità di innovazione, dall'altro significa che piccoli errori che un tempo avrebbero potuto essere individuati prima del rilascio possono ora raggiungere più rapidamente gli ambienti di produzione.
Le dimensioni dell'organizzazione amplificano il rischio. La ricerca di Fastly ha rilevato che le imprese dell'Asia-Pacifico con più di 10.000 dipendenti hanno registrato in media 57 incidenti l'anno scorso, rispetto alla media complessiva di 40. Con la crescita delle organizzazioni aumenta anche la complessità dei loro ambienti tecnologici, accrescendo sia la probabilità che si verifichino errori sia la velocità con cui possono diffondersi.
Le conseguenze non si limitano ai tempi di inattività. Possono incidere sulla fiducia dei clienti e sulla continuità operativa. Nei casi critici in cui un difetto software o una configurazione errata provoca una violazione di dati personali, il Data Privacy Act of 2012 può richiedere alle organizzazioni di notificarlo alla National Privacy Commission.
Perché portare la sicurezza al tavolo?
La cybersicurezza era tradizionalmente considerata distinta dallo sviluppo software, con le revisioni generalmente condotte verso la fine dei processi di sviluppo, ben oltre la fase in cui venivano prese le principali decisioni architetturali e tecniche. Questo approccio sta diventando sempre più insostenibile. Molti dei rischi di sicurezza attuali nascono all'interno del codice sorgente, delle configurazioni dell'infrastruttura, delle dipendenze software e dei flussi di lavoro di sviluppo basati sull'IA.
Persino tra le organizzazioni che si definiscono AI-first, la governance resta una sfida: la ricerca di Fastly ha rilevato che il 31% non ha chiaro chi sia responsabile della risposta agli incidenti.
Le esigenze di oggi richiedono alle organizzazioni di avvicinare la sicurezza al luogo in cui il software viene progettato e costruito. Passaggi semplici — processi di revisione del codice più rigorosi, test automatizzati, valutazioni delle vulnerabilità e linee guida chiare per l'uso del codice generato dall'IA — garantiscono che gli sviluppatori svolgano la dovuta diligenza e che le organizzazioni possano essere certe che i rischi siano individuati e affrontati prima della distribuzione.
La governance è altrettanto importante, perché l'incertezza sulle responsabilità costa tempo prezioso nei momenti critici. Le organizzazioni necessitano di politiche chiare che definiscano come vengono utilizzati gli strumenti di IA, come vengono trattati i dati sensibili e chi è responsabile quando si verificano incidenti. Ciò consentirà alle organizzazioni di trasformare la cybersicurezza da funzione reattiva e di controllo in una capacità strategica in grado di favorire un'innovazione più rapida e una resilienza più solida.
La via per rafforzare la cyber-resilienza
Integrare la sicurezza nel software fin dall'inizio non è un concetto nuovo, ma il costo di trascurarla sta diventando sempre più difficile da ignorare per le organizzazioni filippine. Gartner ha avvertito che entro il 2027 oltre il 40% delle violazioni dei dati legate all'IA deriverà dall'uso improprio dell'IA generativa. Non si tratta di un rischio lontano da affrontare in futuro: è una sfida di governance che le organizzazioni devono affrontare oggi.
Questo orientamento è in linea con il più ampio impulso verso una cybersicurezza proattiva. Le iniziative del Department of Information and Communications Technology (DICT), tra cui il Bug Bounty Program, il Cybersecurity Posture Assessment Laboratory e il framework DICT Trusted Assessment Provider, riflettono una crescente attenzione nazionale al rilevamento e alla mitigazione precoce dei rischi. Queste iniziative sottolineano inoltre che resilienza e innovazione non sono né mutuamente esclusive né priorità in competizione: vanno naturalmente di pari passo.
Un autentico approccio secure-by-design modella l'integrazione dell'IA nei flussi di lavoro e nelle pipeline di sviluppo. Esso fornisce una struttura di controlli degli accessi rigorosi, monitoraggio continuo e governance chiara lungo tutto il loro ciclo di vita. Al tempo stesso, incorporare la sicurezza nello sviluppo consente alle organizzazioni di muoversi più velocemente e con maggiore fiducia, riducendo le costose revisioni, prevenendo interruzioni evitabili e permettendo ai team di far crescere nuove capacità in maggiore sicurezza.
Costruire fiducia nell'era dell'IA
Non si può negare che le organizzazioni di successo siano quelle che si muovono rapidamente. Ma se i prodotti vengono rilasciati più velocemente solo per essere rifatti in seguito, l'organizzazione sta davvero superando la concorrenza? Sta riducendo davvero il rischio operativo? Sta davvero consentendo ai suoi esperti di innovare e far crescere nuove capacità se gran parte del loro tempo è dedicata a spegnere incendi?
Man mano che l'IA continua a rimodellare il modo in cui il software viene costruito, i leader devono ripensare a ciò che la velocità significhi davvero. L'obiettivo non è semplicemente rilasciare più in fretta, ma costruire capacità digitali in grado di crescere in modo sicuro, affidabile e sostenibile. Ottenere ciò richiederà più della difesa da aggressori esterni: richiederà alle organizzazioni di affrontare le vulnerabilità che emergono all'interno dei sistemi che le imprese stesse creano.
Incorporando la sicurezza nello sviluppo fin dall'inizio, i team acquisiscono la fiducia necessaria per innovare più rapidamente senza compromettere la resilienza. Nell'era dell'IA, il futuro apparterrà, in ultima analisi, alle organizzazioni che considerano la sicurezza una fondamenta fin dal principio.
Rachel Ler è area vice-president per l'Asia (ASEAN, Grande Cina e Corea), Fastly.