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Il Pakistan cerca una via per riprendere i colloqui USA-Iran mentre il petrolio scende

Autore: Investinglive·

Punti chiave

  • Il Pakistan starebbe cercando di riaprire un canale per i colloqui tra USA e Iran finalizzati a porre fine al conflitto.
  • Le azioni statunitensi sono salite dopo la notizia, con il Dow in rialzo di circa 350 punti e il S&P 500 in_gain di 39 punti.
  • Il petrolio è sceso di quasi 4,00 dollari a 88,25 dollari, con un supporto chiave individuato tra 86,66 e 87,07 dollari.
  • L'Oman ha inviato una delegazione diplomatica a Teheran per discutere meccanismi legati allo Stretto di Hormuz.
  • L'Iran ha dichiarato che non accetterà un cessate il fuoco temporaneo a meno che non siano soddisfatte le sue richieste riguardanti lo Stretto di Hormuz.
Il Pakistan cerca una via per riprendere i colloqui USA-Iran mentre il petrolio scende

Reuters, citando fonti, ha riferito che il Pakistan sta cercando di riaprire una via verso la ripresa dei colloqui tra Stati Uniti e Iran finalizzati a porre fine al conflitto. Titoli simili erano già apparsi in passato, ma la notizia ha coinciso con un rafforzamento delle borse statunitensi e ulteriori perdite per il greggio. Il Pakistan condivide un lungo confine con l'Iran e ha storicamente mantenuto relazioni sia con Teheran sia con Washington, il che in alcune occasioni lo ha posizionato come potenziale intermediario nelle dispute regionali.

Le azioni statunitensi sono salite dopo la notizia. Il Dow Jones Industrial Average è salito di circa 350 punti, ovvero +0,67%, a 52.063. Il S&P 500 ha guadagnato 39 punti, o +0,52%, a 7.447,13. Il Nasdaq ha recuperato da un minimo di seduta di -219,60 punti e oscillava intorno al pareggio vicino a 25.139.

Il petrolio ha esteso il proprio calo, scambiando a 88,25 dollari, in calo di quasi 4,00 dollari nella giornata. Da un punto di vista tecnico, la prossima importante zona di supporto si colloca tra 86,66 e 87,07 dollari. Il livello di 87,07 dollari rappresenta il ritracciamento del 38,2% ormai superato del calo dal massimo di marzo al minimo di luglio, mentre a 86,66 dollari si trova la media mobile centenaria (100 ore) in rialzo.

La media mobile a 100 ore è stata un importante punto di riferimento per gli acquirenti. Il greggio è rimasto al di sopra di quel livello dal 6 luglio, a parte alcune brevi incursioni al ribasso. Un movimento sostenuto al di sotto di esso sposterebbe l'attenzione verso la media mobile a 200 ore in rialzo a 83,42 dollari e conferirebbe ai venditori un maggiore controllo tecnico.

Al rialzo, la spinta del petrolio si è arrestata all'inizio della settimana dopo aver testato il ritracciamento del 50% del calo dal massimo del 2026 a 93,26 dollari. Il mancato superamento di quel livello ha attirato venditori disposti a vendere e ne ha rafforzato il ruolo come importante area di resistenza.

Altri recenti sviluppi in Medio Oriente

Una delegazione diplomatica omanita è arrivata a Teheran per discutere meccanismi legati allo Stretto di Hormuz, secondo l'agenzia di stampa iraniana IRNA. L'Oman ha tradizionalmente svolto il ruolo di mediatore tra l'Iran e gli Stati Uniti, rendendo la visita degna di nota mentre gli sforzi diplomatici proseguono parallelamente al conflitto militare. Lo Stretto di Hormuz è uno dei più critici punti di strozzatura per la spedizione di petrolio al mondo, attraverso cui transita circa un quinto del consumo globale di greggio, rendendo qualsiasi minaccia alla via d'acqua direttamente rilevante per i mercati energetici.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran non accetterà un cessate il fuoco temporaneo. Ha affermato che la questione non sarà nemmeno presa in considerazione a meno che non siano affrontate le richieste dell'Iran riguardanti lo Stretto di Hormuz, indicando che l'Iran continua a legare qualsiasi progresso diplomatico ai propri obiettivi strategici nella via d'acqua.

Il Ministero della Difesa del Kuwait ha dichiarato che le sue difese aeree stanno attualmente intercettando obiettivi ostili lanciati dall'Iran. La notizia evidenzia che il conflitto regionale continua a estendersi oltre l'Iran e Israele, con gli Stati del Golfo che rimangono in stato di massima allerta. Il Kuwait si trova a nord dello Stretto di Hormuz e confina sia con l'Iraq sia con l'Arabia Saudita, collocandolo entro il raggio delle vie di escalation regionale.

Araghchi ha inoltre dichiarato che l'Iran ha dimostrato di non lasciarsi intimorire dagli Stati Uniti e non risponderà a quella che lui ha definito la lingua della forza, della pressione e delle minacce.

Il ministro degli Esteri iraniano ha aggiunto che le consultazioni con Russia e Cina stanno proseguendo e si svolgono regolarmente quando si presentano le opportunità. I suoi commenti hanno evidenziato la continuazione del coordinamento diplomatico di Teheran con due dei suoi principali partner internazionali. Sia la Russia sia la Cina sono parti dell'accordo nucleare iraniano del 2015 insieme a Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania, fornendo un quadro multilaterale che precede l'attuale conflitto.

Araghchi ha dichiarato che è naturale che si svolgano colloqui con il Pakistan riguardo a iniziative e proposte di mediazione. Tuttavia, ha sostenuto che l'ostacolo alle trattative non è l'assenza di un mediatore, bensì quello che lui ha descritto come l'approccio degli Stati Uniti al conflitto. I commenti sono in linea con separate segnalazioni secondo cui il Pakistan sta cercando di ripristinare i contatti diplomatici tra Washington e Teheran.

Araghchi ha concluso dichiarando che l'Iran proseguirà l'attuale corso d'azione fino a quando quelle che lui ha definito le legittime aspirazioni e richieste del popolo iraniano non saranno raggiunte.

Le ultime notizie mostrano scarse evidenze di una imminente de-escalation. L'Oman ha rinnovato il proprio coinvolgimento diplomatico con Teheran e il Pakistan starebbe cercando di riavviare i colloqui tra USA e Iran. Al tempo stesso, l'Iran continua a respingere qualsiasi cessate il fuoco temporaneo a meno che non siano soddisfatte le sue richieste sullo Stretto di Hormuz.

Anche l'attività militare rimane elevata. Il Kuwait ha riferito di aver intercettato obiettivi ostili lanciati dall'Iran, mentre Teheran ha riaffermato che continuerà la propria campagna e manterrà strette consultazioni con Russia e Cina. Nel complesso, gli sviluppi indicano che i canali diplomatici rimangono aperti, mentre progressi significativi verso la fine del conflitto appaiono limitati, con entrambe le parti che continuano a mantenere posizioni rigide.