Trump ammorbidisce la posizione politica mentre l'OPEC+ aumenta la produzione di petrolio di 188.000 barili al giorno
Punti chiave
- •L'OPEC+ ha aumentato la produzione di petrolio di 188.000 barili al giorno per agosto nell'ambito di una serie continua di incrementi mensili della produzione.
- •La coalizione sta gradualmente invertendo i tagli volontari alla produzione di circa 2,2 milioni di barili al giorno che erano stati guidati principalmente da Arabia Saudita e Russia per sostenere i prezzi.
- •Le probabilità dei mercati di previsione per il raggiungimento di un nuovo massimo storico del greggio entro il 30 settembre sono scese al 4% rispetto al 6% della settimana precedente.
- •L'ex presidente Donald Trump ha ammorbidito la sua posizione su politiche che in precedenza avevano innervosito gli investitori, contribuendo a un ambiente di mercato più calmo.
- •Il Stretto di Hormuz, attraverso cui passa circa un quinto del consumo petrolifero globale, rimane un punto critico ricorrente per le preoccupazioni di interruzione dell'offerta.

I mercati si sono stabilizzati in seguito a un recente cambiamento nella politica statunitense e all'aumento della produzione da parte dell'OPEC+. Secondo CNBC, l'ex presidente Donald Trump ha ammorbidito la sua posizione su politiche che in precedenza avevano innervosito gli investitori, contribuendo a un ambiente di mercato più stabile.
Contemporaneamente, l'OPEC+ ha aumentato la produzione di petrolio di 188.000 barili al giorno per agosto, proseguendo una serie di incrementi mensili della produzione. L'aumento della produzione arriva in un momento in cui i prezzi del petrolio erano stati sotto pressione rispetto ai massimi precedenti, determinati dalle tensioni in Medio Oriente e dalle interruzioni nel Stretto di Hormuz.
L'OPEC+, che include l'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio e produttori alleati come la Russia, coordina i livelli di produzione tra i suoi Stati membri per influenzare l'offerta globale. Nel complesso, l'OPEC+ rappresenta circa il 40% della produzione petrolifera mondiale e una quota ancora maggiore delle esportazioni, conferendo alle sue decisioni in materia di produzione un peso eccezionale nella formazione dei prezzi. Il gruppo sta gradualmente smantellando i precedenti tagli volontari alla produzione — per un totale di circa 2,2 milioni di barili al giorno e guidati principalmente da Arabia Saudita e Russia — che erano stati implementati per sostenere i prezzi.
Il Stretto di Hormuz, uno stretto collo di bottiglia tra Oman e Iran attraverso cui passa circa un quinto del consumo petrolifero globale, è stato un punto critico ricorrente per le preoccupazioni legate all'offerta. Qualsiasi interruzione del traffico delle petroliere in quella zona comprometterebbe le consegne di greggio ai principali importatori in Asia ed Europa.
La decisione dell'OPEC+ di aumentare la produzione di petrolio sembra aver ridotto la probabilità che il greggio raggiunga un nuovo massimo storico entro il 30 settembre. I prezzi dei mercati di previsione indicano preoccupazioni ridotte per quanto riguarda la scarsità di petrolio, con le probabilità di settembre per un nuovo massimo di prezzo ora al 4%, in calo rispetto al 6% della settimana precedente. L'ultima volta che il petrolio si è avvicinato a territory nominale da record è stato a metà del 2008, quando il Brent e il greggio di riferimento statunitense hanno registrato picchi verso i 150 dollari al barile prima di crollare a causa della crisi finanziaria globale. I prezzi del petrolio incidono inoltre direttamente sull'inflazione dei consumi attraverso i costi di benzina, diesel e spedizione, collegando le decisioni di offerta dell'OPEC+ alle bollette energetiche delle famiglie e agli obiettivi di inflazione delle banche centrali.
L'ammorbidimento della posizione politica di Trump potrebbe indicare una riduzione delle tensioni geopolitiche, contribuendo a un ambiente di mercato più calmo.
Gli osservatori stanno monitorando ulteriori annunci da parte dell'OPEC+ riguardo a potenziali adeguamenti dei livelli di produzione. Figure chiave come Mohammad Sanusi Barkindo dell'OPEC e Abdulaziz bin Salman Al Saud, Ministro dell'Energia dell'Arabia Saudita, potrebbero fornire segnali sulle future strategie di produzione petrolifera. Qualsiasi sviluppo geopolitico significativo che coinvolga gli Stati Uniti o il Medio Oriente potrebbe inoltre influenzare i prezzi del petrolio e il più ampio sentiment di mercato.