NotizieCryptoIl fondatore di OneKey Yishi Wang avverte: i vecchi iPhone potrebbero non essere sicuri come cold wallet per criptovalute

Il fondatore di OneKey Yishi Wang avverte: i vecchi iPhone potrebbero non essere sicuri come cold wallet per criptovalute

Autore: Hokanews·

Punti chiave

  • •Il fondatore di OneKey Yishi Wang ha avvertito che adattare vecchi iPhone come wallet offline per criptovalute potrebbe comportare rischi per la sicurezza che persistono anche dopo la cancellazione dei dati personali e la disconnessione del dispositivo da internet.
  • •L'avvertimento cita vulnerabilità nel BootROM che riguardano l'iPhone 11 e i modelli precedenti, compreso l'iPhone SE di seconda generazione, e fa seguito a diverse dimostrazioni pubbliche di jailbreak avvenute nelle due settimane precedenti.
  • •Il firmware BootROM di Apple è scritto in memoria di sola lettura durante la produzione del chip, quindi le vulnerabilità identificate non possono essere risolte tramite i normali aggiornamenti iOS.
  • •Il ripristino di fabbrica e la modalità aereo non affrontano il rischio sottostante, poiché le vulnerabilità del BootROM esistono a un livello inferiore rispetto al sistema operativo, e apparecchiature USB specializzate potrebbero potenzialmente sfruttarle durante l'avvio senza una connessione a internet.
  • •Wang ha anche sollevato la minaccia degli attacchi 'evil maid', in cui un attaccante ottiene un accesso fisico temporaneo e non notato a un dispositivo, precisando al contempo che l'avvertimento non stabilisce che ogni vecchio iPhone sia stato compromesso o che tutti i dispositivi siano ugualmente esposti.
Il fondatore di OneKey Yishi Wang avverte: i vecchi iPhone potrebbero non essere sicuri come cold wallet per criptovalute

Utilizzare un vecchio iPhone come wallet offline per criptovalute potrebbe esporre i detentori di asset digitali a rischi per la sicurezza che non possono essere eliminati semplicemente cancellando i dati personali o disconnettendo il dispositivo da internet, secondo il fondatore di OneKey Yishi Wang, la cui azienda sviluppa hardware wallet dedicati per la conservazione di criptovalute.

Wang ha lanciato l'avvertimento dopo che nelle ultime due settimane sono emerse diverse dimostrazioni pubbliche di tecniche di jailbreak per iPhone. Ha evidenziato potenziali vulnerabilità a livello hardware che riguardano l'iPhone 11 e i modelli precedenti, compreso l'iPhone SE di seconda generazione, sollevando preoccupazioni sulla sicurezza dei dispositivi adattati come cold storage per criptovalute.

Al centro della questione vi sono vulnerabilità nel BootROM di Apple, il firmware di basso livello responsabile dell'avvio del processo di accensione del dispositivo. Il BootROM viene scritto in memoria di sola lettura durante la produzione del chip, senza alcun meccanismo per riscriverlo via software una volta che il dispositivo è stato immesso sul mercato. A differenza delle consuete debolezze software, queste vulnerabilità non possono essere risolte tramite i normali aggiornamenti iOS, il che significa che l'installazione dell'ultima versione del sistema operativo non elimina necessariamente l'esposizione alla sicurezza sottostante.

Perché la modalità aereo e il ripristino di fabbrica potrebbero non bastare

I vecchi smartphone vengono talvolta adattati come cold wallet perché possono essere tenuti permanentemente offline e separati dai dispositivi utilizzati per l'accesso quotidiano a internet. Questo approccio è pensato per ridurre l'esposizione agli attacchi remoti e proteggere le chiavi private delle criptovalute dalle minacce online, e viene talvolta discusso come alternativa agli hardware wallet dedicati, dispositivi costruiti appositamente per mantenere le chiavi private offline.

L'avvertimento di Wang mette in discussione l'assunzione che un iPhone diventi sufficientemente sicuro per il cold storage semplicemente cancellandone il contenuto e attivando la modalità aereo. Secondo Coin Bureau, la preoccupazione per la sicurezza che ha delineato è che le vulnerabilità del BootROM esistano a un livello inferiore rispetto al sistema operativo. Di conseguenza, la rimozione delle applicazioni, il ripristino del dispositivo o la disattivazione della connettività wireless non risolvono le debolezze sottostanti legate all'hardware.

Questa distinzione è particolarmente importante per i detentori di criptovalute, perché la sicurezza di un cold wallet dipende dalla protezione delle chiavi private che autorizzano le transazioni. Se un attaccante ottiene l'accesso al dispositivo a un livello di privilegi sufficientemente elevato, l'isolamento fornito dalle normali impostazioni offline potrebbe non garantire la protezione attesa dagli utenti.

Il rischio di un attacco "evil maid"

Uno degli scenari evidenziati da Wang è noto come attacco "evil maid", un modello di minaccia da tempo riconosciuto nella sicurezza informatica, in cui un attaccante ottiene un accesso fisico temporaneo a un dispositivo all'insaputa del proprietario. Ad esempio, qualcuno potrebbe accedere a un iPhone mentre il proprietario è assente o dopo aver preso in prestito il dispositivo, e potrebbe tentare di comprometterne la sicurezza prima di restituirlo. Il telefono potrebbe quindi apparire normale, lasciando il proprietario all'oscuro del fatto che la sua integrità potrebbe essere stata alterata.

Questo tipo di minaccia è particolarmente rilevante per la conservazione di criptovalute, perché gli utenti potrebbero presumere che un dispositivo conservato in un luogo privato rimanga sicuro finché non si connette mai a internet.

Strumenti USB specializzati potrebbero sfruttare vulnerabilità pre-boot

Un'ulteriore preoccupazione riguarda l'uso di apparecchiature USB specializzate per eseguire codice prima dell'avvio di iOS. Secondo l'avvertimento, un attaccante potrebbe potenzialmente sfruttare le vulnerabilità del BootROM durante il processo di avvio del dispositivo. È importante notare che questo scenario non richiede una connessione a internet, il che significa che le precauzioni convenzionali incentrate sulla disattivazione del Wi-Fi o della connettività cellulare potrebbero non essere sufficienti a prevenire questa particolare categoria di attacchi.

Avvertenze e conclusione

L'avvertimento non stabilisce che ogni vecchio iPhone sia stato compromesso, né che tutti i dispositivi siano ugualmente esposti. Tuttavia, evidenzia una limitazione di sicurezza che i detentori di criptovalute dovrebbero considerare prima di affidare hardware Apple datato alla protezione di asset digitali di valore.

Con le vulnerabilità del BootROM identificate che riguardano l'iPhone 11 e i modelli precedenti, compreso l'SE di seconda generazione, la preoccupazione centrale è che un dispositivo offline non è automaticamente un cold wallet sicuro quando il suo hardware sottostante resta vulnerabile.

L'avvertimento è stato riportato originariamente da Victoria Hale su Hokanews.