Petrolio scende sotto i 100 dollari con il ritorno delle speranze su un accordo USA-Iran; azioni stabili in vista delle elezioni di metà mandato americane
Punti chiave
- •Il greggio WTI è sceso del 4,1% a 99,80 dollari, tornando sotto i 100 dollari al barile, mentre le rinnovate speranze di un accordo USA-Iran riducevano il premio di rischio geopolitico sui prezzi del petrolio.
- •L'oro ha guadagnato lo 0,6% a circa 3.900 dollari dopo un rimbalzo da una zona di supporto chiave vicino alla media mobile a 100 settimane, sebbene il quadro tecnico rimanga fragile tra vendite e liquidazioni in corso.
- •Le azioni europee hanno chiuso poco cambiate mentre i futures sugli indici USA si sono moderatamente ripresi, con futures S&P 500 in rialzo dello 0,3% e futures Nasdaq dello 0,7%, ma le preoccupazioni degli investitori sul ritorno degli investimenti in infrastrutture di IA continuano a pesare sul sentiment.
- •I rendimenti del decennale USA hanno ceduto 1,8 punti base al 4,91%, e la loro futura direzione potrebbe dipendere dal fatto che gli investitori cerchino rifugio nelle obbligazioni se il crollo dei titoli tecnologici riprende.
- •Le elezioni di metà mandato USA determineranno la composizione della Camera dei Rappresentanti e di circa un terzo del Senato, rendendo il voto il prossimo principale evento di rischio per i mercati insieme all'andamento dei colloqui USA-Iran.

I mercati europei hanno dato avvio alle negoziazioni di novembre lunedì su basi più stabili, offrendo quanto sembrava una breve tregua dopo il crollo che ha travolto Wall Street alla fine della settimana scorsa. L'umore più tranquillo si deve soprattutto al ripiegamento dei prezzi del petrolio, mentre i trader valutavano le rinnovate speranze di una risoluzione del conflitto USA-Iran.
Il greggio ha aperto la settimana in calo ed ha esteso le perdite, con il WTI in ribasso del 4,1% a 99,80 dollari e tornando sotto la soglia dei 100 dollari al ritorno dell'ottimismo su un possibile accordo USA-Iran. I benchmark del greggio tipicamente incorporano un premio di rischio geopolitico quando sono in atto interruzioni dell'offerta, quindi i titoli sulle negoziazioni tendono a riflettersi direttamente sui prezzi. Anche l'oro ha tratto supporto dallo stesso sviluppo, rimbalzando da una zona di supporto chiave e salendo dello 0,6% intorno ai 3.900 dollari — un promemoria del tradizionale appeal del metallo come riserva di valore quando crescono lo stress geopolitico e di mercato.
Nel mercato obbligazionario, i rendimenti del decennale USA sono rimasti sostanzialmente fermi, cedendo 1,8 punti base al 4,91%. Rendimenti a questi livelli sostengono i costi di finanziamento in tutta l'economia, quindi la loro direzione da qui in avanti potrebbe dipendere dal fatto che gli investitori cerchino nuovamente rifugio nelle obbligazioni se il crollo dei titoli tecnologici dovesse riprendersi più avanti questa settimana.
I mercati azionari sono stati nel complesso tranquilli. Le azioni europee hanno chiuso poco cambiate, mentre i futures sugli indici USA hanno ottenuto un moderato rimbalzo dopo la discesa di venerdì: i futures S&P 500 hanno guadagnato lo 0,3% e i futures Nasdaq sono saliti dello 0,7%. Ciononostante, c'è ancora molta strada da fare per cancellare il pessimismo delle ultime settimane, con gli investitori tementi che gli enormi investimenti nelle infrastrutture di IA non generino rendimenti abbastanza rapidamente. La costruzione di infrastrutture per l'IA è stato uno dei pilastri centrali del rally azionario degli ultimi anni, ed è per questo che i dubbi sul ritorno degli investimenti pesano così tanto sul sentiment.
Il dollaro è stato misto, tenendosi più debole contro le valute europee ma più forte contro lo yen e le valute antipodiane. EUR/USD è salito dello 0,5% a 1,1217, mentre USD/JPY ha aggiunto lo 0,2% a 157,87. Tra le valute principali, il franco svizzero ha guidato la giornata, con il dollaro australiano in coda.
Quanto all'oro, il metallo prezioso si è mantenuto vicino ai 3.900 dollari dopo un moderato rimbalzo dalla sua media mobile a 100 settimane. La pressione immediata si è in parte allentata, ma il quadro tecnico rimane fragile tra ulteriori vendite e liquidazioni, in particolare se il più ampio umore sul rischio dovesse di nuovo essere messo alla prova.
Altrove nella coperturа della giornata, la Banca del Giappone ha continuato a ribadire che l'inflazione è destinata a restare, sollevando la domanda su cosa trattenga un altro rialzo dei tassi. Le vendite al dettaglio tedesche sono crollate a settembre, aggiungendo la debolezza dei consumatori alle preoccupazioni della Banca Centrale Europea, mentre il PMI manifatturiero dell'eurozona si è mantenuto a ottobre, sebbene le crescenti pressioni sui prezzi abbiano dato alla BCE un'altra preoccupazione. Nel complesso, i dati sottolineano la tensione con cui i policy maker devono confrontarsi tra domanda in rallentamento e pressioni sui prezzi persistenti.
Per ora, tutti gli occhi si rivolgono alle elezioni di metà mandato americane di domani, il prossimo principale evento di rischio per i mercati. Il voto determinerà la composizione della Camera dei Rappresentanti e di circa un terzo del Senato, plasmando l'agenda legislativa per il resto del mandato presidenziale. Accanto al voto, l'andamento dei colloqui USA-Iran resterà sul radar dei trader, vista la sensibilità del greggio ai titoli sull'accordo.
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