NotizieMaterie prime e ForexIl flusso delle materie prime: il petrolio sale mentre le tensioni in Medio Oriente si riaccendono

Il flusso delle materie prime: il petrolio sale mentre le tensioni in Medio Oriente si riaccendono

Autore: Hellenic Shipping News·

Punti chiave

  • Il Brent è salito di oltre il 4% dopo che le rinnovate tensioni in Medio Oriente hanno riacceso i timori di interruzioni dell’offerta di petrolio.
  • Le segnalazioni indicano che la raffineria di Jazan da 400k b/d in Arabia Saudita potrebbe aver chiuso dopo gli attacchi Houthi, ma non è stato confermato.
  • L’OPEC+ dovrebbe aggiungere 188k b/d di offerta per settembre, completando il ritiro dei tagli volontari del 2023.
  • Le scorte di greggio statunitensi sono diminuite di 3.3 milioni di barili la scorsa settimana, mentre le scorte di benzina e distillati sono aumentate.
  • L’Arabica è salita di oltre il 4.5% mentre le scorte monitorate dall’ICE sono scese al livello più basso da febbraio 2024.
Il flusso delle materie prime: il petrolio sale mentre le tensioni in Medio Oriente si riaccendono

Il flusso delle materie prime: il petrolio sale mentre le tensioni in Medio Oriente si riaccendono

Oil & Companies News, 29/07/2026

Energia – Riemergono le tensioni nel Golfo Persico

Dopo una forte vendita sul mercato petrolifero nei tre giorni precedenti, i prezzi sono saliti nelle contrattazioni del primo mattino, con il Brent in rialzo di oltre il 4% al momento della stesura. Il rimbalzo è arrivato dopo che gli Stati Uniti hanno dichiarato di aver intercettato un attacco a sorpresa contro truppe statunitensi. Anche l’Arabia Saudita ha intercettato droni di gruppi sostenuti dall’Iran in Iraq, che prendevano di mira le infrastrutture energetiche saudite. In risposta, forze statunitensi e saudite stanno conducendo attacchi contro siti di armi nell’Iraq orientale.

Gli ultimi sviluppi smorzano le aspettative di una rapida de-escalation nel Golfo Persico, dove rotte di navigazione e infrastrutture di esportazione restano centrali per l’approvvigionamento energetico globale. Con le infrastrutture petrolifere saudite sempre più sotto minaccia, aumenta il rischio di interruzioni dell’offerta più prolungate. Secondo alcune segnalazioni, la raffineria di Jazan da 400k b/d in Arabia Saudita avrebbe chiuso dopo gli attacchi Houthi nel fine settimana. Se confermato, questo aggiungerebbe ulteriori timori di tensione nel mercato dei prodotti raffinati, già alle prese con interruzioni provenienti sia dal Golfo Persico sia dalla Russia.

La pressione è particolarmente evidente nei middle distillates. Lo crack ICE del gasolio è salito oltre $70/bbl, raggiungendo livelli record, mentre il prompt timespread ICE del gasolio è passato in backwardation di oltre $80/bbl. Per i middle distillates, al momento non si intravede un sollievo immediato.

Allo stesso tempo, il traffico di petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz resta di fatto fermo. Iran e Oman hanno discusso modalità per gestire il transito delle navi nello stretto, ma l’Iran ha respinto la proposta dell’Oman di un piano di navigazione 50-50, che prevederebbe la rotta in entrata da un lato e quella in uscita dall’altro. L’Iran vuole invece la supervisione sia delle navi in entrata sia di quelle in uscita.

L’OPEC+ dovrebbe annunciare un aumento dell’offerta di 188k b/d per settembre quando il gruppo si riunirà il 2 agosto. Ciò completerebbe il ritiro dei tagli volontari da 1.65m b/d annunciati nel 2023. Vi sono inoltre segnalazioni secondo cui il gruppo probabilmente metterà in pausa ulteriori aumenti dell’offerta dopo quello di settembre. In ogni caso, gli aumenti annunciati non si traducono necessariamente in un aumento effettivo della produzione, dato il persistere delle interruzioni dell’offerta nel Golfo Persico. Dopo tali interruzioni, gli aumenti pianificati rafforzano l’idea di un mercato ben fornito fino al 2027. La principale incognita fino al 2027 resterà la politica dell’OPEC+, incluso il possibile irrigidimento sulle quote di produzione, soprattutto alla luce delle interruzioni affrontate da diversi produttori quest’anno.

Gli ultimi dati sulle scorte dell’API mostrano che le scorte statunitensi di greggio sono diminuite di 3.3m di barili nell’ultima settimana. I prodotti raffinati hanno visto un certo sollievo, con le scorte di benzina e distillati aumentate rispettivamente di 900k barili e 400k barili. I dati dell’EIA, più seguiti dal mercato, saranno pubblicati più tardi oggi.

Anche i prezzi europei del gas naturale sono saliti questa mattina, dopo le rinnovate tensioni in Medio Oriente. Il mercato europeo del gas appare sempre più vulnerabile mentre ci avviciniamo all’inverno. Secondo quanto riferito, QatarEnergy ha esteso il proprio force majeure per gli acquirenti in Asia ed Europa fino alla fine di settembre. Ci sono anche segnalazioni secondo cui QatarEnergy starebbe cercando di subnoleggiare una nave LNG fino alla fine di ottobre, a causa delle continue interruzioni alle esportazioni qatariote di LNG.

Le importazioni UE di LNG sono destinate a calare di poco più del 25% su base annua a luglio, rendendo più difficile il riempimento degli stoccaggi. Attualmente gli stoccaggi di gas dell’UE sono pieni al 56%, al di sotto della media stagionale decennale del 72%. Le ondate di caldo in Europa non faranno che aumentare la difficoltà di riempire gli stoccaggi prima dell’inverno. Livelli di stoccaggio più bassi del solito all’inizio della stagione di riscaldamento suggeriscono che i prezzi del gas potrebbero restare elevati per tutto l’inverno, con il rischio di ulteriori impennate.

Metalli – Oro sotto pressione in vista della decisione della Fed

I prezzi dell’oro sono tornati sotto pressione, con il mercato che assume un atteggiamento prudente in vista della riunione di politica monetaria della Federal Reserve di oggi. Il mercato si aspetta che la Fed mantenga invariati i tassi mercoledì, prezzando però una probabilità superiore al 30% di un rialzo di 25bp. Nel frattempo, prezzi del petrolio più alti, in un contesto di nuova escalation in Medio Oriente, peseranno sull’oro nelle contrattazioni del mattino, riaccendendo le preoccupazioni inflazionistiche.

L’ultimo report COTR mostra che la posizione net long speculativa sul rame LME è aumentata di 12,668 lotti, portandosi a 60,771 lotti nella settimana terminata il 24 luglio. Il movimento è stato determinato da una maggiore partecipazione sia delle posizioni long sia di quelle short. Condizioni di offerta tese e scorte basse hanno sostenuto il sentiment più ampio del mercato. I cambiamenti di posizionamento negli altri metalli di base sono stati più contenuti, con i money manager che hanno aumentato il loro net long nell’alluminio LME di soli 96 lotti, a 59,264 lotti, mentre il net long nello zinco è salito di 4,107 lotti, a 39,736 lotti.

Agricoltura – Il calo delle scorte spinge al rialzo l’Arabica

Il caffè Arabica ha esteso ieri il proprio rally, chiudendo in rialzo di oltre il 4.5%. La forza deriva dal calo delle scorte nei magazzini e dall’aumento delle preoccupazioni sull’offerta nel breve termine. Le scorte di caffè monitorate dall’ICE nei magazzini portuali statunitensi sono diminuite di 18.5k sacchi il 27 luglio, segnando il 25° calo giornaliero consecutivo e scendendo a 292.8k sacchi, il livello più basso da febbraio 2024.

Sebbene la produzione mondiale di caffè sia attesa su un massimo storico nella stagione 2026/27, sostenuta da un forte raccolto di Arabica in Brasile, gli arrivi dell’offerta sono stati più lenti del previsto. Le forti piogge nella regione brasiliana di Minas Gerais hanno interrotto le attività di raccolta. Nonostante le aspettative di un surplus produttivo più avanti nella stagione, il restringimento dell’offerta vicina ha spinto il prompt timespread dell’Arabica in una backwardation marcata, con lo spread Sep/Dec salito oltre USc22/lb.

Fonte: ING