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Petrolio al massimo di tre settimane: l'Iran indurisce la posizione e respinge l'accusa missilistica degli Emirati Arabi Uniti

Autore: ForexLive·

Punti chiave

  • Il Brent ha chiuso a 91,02 dollari al barile, in aumento dello 0,17%, e il WTI a 84,94 dollari, in rialzo dello 0,52%, segnando le chiusure più alte da oltre tre settimane.
  • Il capo negoziatore dell'Iran ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso fino a quando Washington non soddisferà le condizioni dell'accordo provvisorio di giugno, e un alto funzionario iraniano ha affermato che il paese adotterà una posizione militare pienamente offensiva.
  • Gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato di aver rilevato due missili balistici lanciati dal territorio iraniano, un'accusa che il Ministero degli Esteri iraniano ha respinto definendola falsa e infondata.
  • L'offerta fisica si è dimostrata resiliente, con Saudi Aramco che ha ripreso i caricamenti tramite trasferimenti nave-nave al largo di Fujairah e due compagnie di navigazione cinesi che ritirano carghi al di fuori del punto di strozzatura del Golfo.
  • Il presidente Trump ha dichiarato che non vi sono trattative in corso o programmate con l'Iran, affermando al contempo che lo stretto rimane aperto e che il blocco navale statunitense è pienamente in vigore.
Petrolio al massimo di tre settimane: l'Iran indurisce la posizione e respinge l'accusa missilistica degli Emirati Arabi Uniti

I prezzi del petrolio hanno chiuso martedì ai livelli più alti da oltre tre settimane, mentre l'Iran segnalava una posizione più dura nel confronto con gli Stati Uniti e respingeva le accuse di aver lanciato missili contro gli Emirati Arabi Uniti. Il Brent si è chiuso a 91,02 dollari al barile, in aumento dello 0,17%, mentre il WTI ha terminato a 84,94 dollari, in rialzo dello 0,52%.

L'ultimo rialzo è arrivato pur in presenza di singole notizie che hanno generato solo modeste oscillazioni intraday dei prezzi. Gli operatori stanno guardando sempre più oltre la retorica quotidiana, concentrandosi sulla realtà fisica per cui i transiti delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz rimangono a una sola cifra, mentre una parte della perdita di offerta viene compensata da flussi occulti provenienti dall'Arabia Saudita e da acquirenti cinesi. Ciò è rilevante perché il mercato sta ancora cercando di bilanciare il rischio geopolitico con la evidenza che i barili continuano a muoversi, anche se attraverso rotte meno convenzionali.

Il capo negoziatore dell'Iran ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso fino a quando Washington non avrà soddisfatto le condizioni dell'accordo provvisorio di giugno. Ciò è seguito alle dichiarazioni, riportate da Reuters, di un alto funzionario iraniano secondo cui il paese avrebbe adottato una posizione militare pienamente offensiva al diminuire delle speranze di un accordo duraturo.

Il presidente Trump ha dichiarato che non vi sono trattative in corso o programmate con l'Iran, sostenendo al contempo che lo stretto rimane aperto e che il blocco navale statunitense è pienamente in vigore.

Gli Emirati Arabi Uniti avevano comunicato all'inizio della settimana di aver sospeso tutti i rapporti commerciali e finanziari con l'Iran a causa delle escalation regionali. Martedì Abu Dhabi è andata oltre, dichiarando di aver rilevato due missili balistici lanciati dal territorio iraniano contro il paese. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano ha respinto categoricamente l'accusa, mettendo in guardia da quelle che i funzionari hanno descritto come affermazioni false e infondate su attacchi messi in scena.

Questo scambio aggiunge un ulteriore livello di tensione tra i due paesi e suggerisce che la precedente mossa economica degli Emirati Arabi Uniti potrebbe aver rispecchiato anche preoccupazioni militari dirette, oltre alla pressione diplomatica.

Altrove nella regione, gli Houthi yemeniti hanno dichiarato di aver lanciato missili contro una nave da guerra saudita e le sue navi di scorta nel Mar Rosso. Separatamente, l'ufficio britannico di monitoraggio del commercio marittimo ha riferito che una nave in transito in uscita da Hormuz è stata colpita da un proiettile non identificato, che ha danneggiato la sala macchine e causato una vittima tra l'equipaggio.

Nonostante l'escalation, l'offerta fisica si è dimostrata più resiliente di quanto suggerisca la retorica. Saudi Aramco ha ripreso i caricamenti dall'interno dello stretto e sta offrendo carghi attraverso trasferimenti nave-nave al largo di Fujairah. Due compagnie di navigazione cinesi hanno inoltre iniziato a ritirare carghi al di fuori del punto di strozzatura del Golfo, alleviando alcune preoccupazioni sull'offerta anche se i transiti attraverso lo stretto rimangono limitati. Il contrasto tra le notizie e la logistica aiuta a spiegare perché i prezzi possano rimanere supportati senza un deciso rialzo.

Gli analisti hanno affermato che il mercato ha già assorbito mesi di notizie simili senza una risoluzione chiara, lasciando i prezzi supportati per il momento mentre il potenziale rialzista rimane contenuto.


Questo è il mio consueto post di riepilogo quotidiano per chi si sta appena svegliando nella regione Asia-Pacifico!

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