I prezzi del petrolio toccano i massimi di tre settimane mentre la guerra con l'Iran mantiene interrotto lo Stretto di Hormuz
Punti chiave
- •Il Brent è salito dell’1,3% a 92,82 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate ha raggiunto 86,75 dollari, segnando la quinta seduta consecutiva di rialzi per entrambi i benchmark.
- •Il rialzo del petrolio è guidato dal conflitto tra Stati Uniti e Iran e dalla continua interruzione delle spedizioni attraverso lo Stretto di Hormuz, che in precedenza trasportava circa un quinto del greggio mondiale.
- •Il traffico commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz resta ben al di sotto dei livelli precedenti alla guerra e l'Iran ha smentito le affermazioni degli Stati Uniti secondo cui il passaggio sarebbe aperto.
- •Gli Emirati Arabi Uniti hanno sospeso tutte le transazioni finanziarie ed economiche con l'Iran fino a nuovo avviso, aumentando le tensioni regionali.
- •Le scorte statunitensi di distillati sono diminuite per la terza settimana consecutiva, mentre le scorte di greggio sono aumentate inaspettatamente di 4,4 milioni di barili.

I prezzi del petrolio sono saliti giovedì ai livelli più alti in tre settimane, con il Brent in aumento dell’1,3% a 92,82 dollari al barile e il West Texas Intermediate a 86,75 dollari. Il rialzo ha segnato la quinta seduta consecutiva di guadagni per entrambi i benchmark, che rappresentano i due riferimenti di prezzo più seguiti per il greggio a livello globale e possono riflettere rapidamente i cambiamenti nel rischio di offerta, nei flussi di spedizione e nei costi di raffinazione.
Il rialzo è alimentato dalla guerra in corso tra Stati Uniti e Iran, iniziata con i raid americani e israeliani sull'Iran il 28 febbraio. Da allora, l'Iran ha di fatto bloccato lo Stretto di Hormuz, il passaggio stretto tra Iran e Oman che collega il Golfo Persico alle rotte marittime globali, tagliando fuori un corridoio che in precedenza trasportava circa un quinto dell’offerta mondiale di greggio. Poiché così tanto petrolio transita attraverso quel corridoio, anche interruzioni limitate possono propagarsi ai mercati e mantenere gli operatori concentrati sul fatto che le spedizioni stiano procedendo normalmente.
BREAKING: President Trump posts an image claiming that the Strait of Hormuz is now "new US territory." US oil prices extend gains toward $85 per barrel. pic.twitter.com/JZvodNadlG
— The Kobeissi Letter (@KobeissiLetter), August 18, 2026 (post)
I dati recenti sulle spedizioni mostrano che il traffico commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz rimane a una frazione dei livelli precedenti alla guerra, nonostante le affermazioni degli Stati Uniti secondo cui il passaggio sarebbe aperto. L'Iran ha smentito tali affermazioni e le due parti non sembrano più vicine a una soluzione.
"Le tensioni in Medio Oriente restano elevate, lasciando spazio a ulteriori interruzioni dell'offerta", ha detto l'analista UBS Giovanni Staunovo. "Le minori esportazioni di petrolio dal Medio Oriente stanno di nuovo restringendo il mercato petrolifero."
Gli Emirati Arabi Uniti hanno aggiunto ulteriore pressione sospendendo tutte le transazioni finanziarie ed economiche con l'Iran fino a nuovo avviso. La decisione ha riportato l'attenzione sulla relazione tesa tra due dei principali attori del Golfo, sottolineando come il conflitto stia influenzando non solo le spedizioni di petrolio, ma anche il commercio regionale e la diplomazia più in generale.
Trump minaccia un "Economic D-Day" per l'Iran
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha alzato i toni mercoledì, annunciando quella che ha definito la "most crushing economic operation ever taken against any country". Ha descritto la campagna come una guerra economica su scala senza precedenti e ha avvertito altri paesi di non fare affari con l'Iran.
BREAKING: Trump announces "the most crushing economic operation ever taken against a country" against Iran. Trump implies the US will directly target China and Russia, saying "any country that allows its financial institutions, businesses, airports, or government entities to… pic.twitter.com/Hu3fzEyC0x
— The Hormuz Letter (@HormuzLetter), August 19, 2026 (post)
Trump non ha fornito dettagli su quali saranno le nuove restrizioni. Ha inoltre ribadito che gli Stati Uniti controllano lo Stretto di Hormuz e che i colloqui con l'Iran potrebbero riprendere "at some point".
L'Iran ha respinto questa posizione, affermando che non si è tenuto alcun vero dialogo. Tehran ha inoltre chiesto a Washington di rispettare i termini di un memorandum d'intesa di giugno prima che possano esserci progressi. L'accordo è scaduto all'inizio di questa settimana senza segnali di rinnovo.
Hiroyuki Kikukawa, chief strategist di Nissan Securities Investment, ha affermato che il mercato probabilmente manterrà un graduale trend al rialzo, date le incertezze sui colloqui di pace e le tensioni che coinvolgono Emirati Arabi Uniti, Oman e Iran.
Sul fronte dell'offerta, le scorte statunitensi di distillati, che includono diesel e olio combustibile per riscaldamento, sono diminuite per la terza settimana consecutiva. Le scorte di greggio sono aumentate di 4,4 milioni di barili, un dato inatteso. Il quadro misto delle scorte suggerisce che gli operatori stiano valutando sia il calo delle riserve nei prodotti raffinati sia l'aumento, in prima battuta, del greggio.
I rilasci di riserve strategiche da parte delle principali economie, compresi gli Stati Uniti, hanno contribuito a compensare parte delle interruzioni causate dal conflitto. Tuttavia, gli analisti prevedono che il conflitto in Medio Oriente continuerà a sostenere i prezzi del greggio nei prossimi mesi.
Il contratto WTI di settembre è scaduto giovedì, mentre il contratto di ottobre, più scambiato, si è attestato a 85,52 dollari, in rialzo dell'1,3% nella giornata.
Fonte: CoinCentral