Le prospettive del petrolio si indeboliscono mentre l’aumento dell’offerta OPEC+ e la domanda debole pesano sui prezzi
Punti chiave
- •Brent è sceso del 6,8% e WTI dell’8,2% in una sola sessione, invertendo settimane di rialzi.
- •L’allentamento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran ha ridotto i timori di interruzioni nello Stretto di Hormuz e indebolito il premio per il rischio geopolitico.
- •OPEC+ dovrebbe aumentare le quote di produzione di settembre di 188,000 barili al giorno.
- •La U.S. Energy Information Administration ha segnalato un aumento inatteso di 2.01 milioni di barili nelle scorte di greggio.
- •Gli speculatori restavano net long sul greggio statunitense a 81.7K contratti, in calo rispetto a oltre 110K di poche settimane prima.

Le prospettive del petrolio si indeboliscono mentre l’aumento dell’offerta OPEC+ e la domanda debole pesano sui prezzi
in Oil & Companies News 28/07/2026
I prezzi del petrolio sono scesi bruscamente, con Brent in calo del 6,8% e WTI in flessione dell’8,2% in una sola giornata, cancellando settimane di slancio rialzista. L’ultimo movimento arriva mentre il mercato rivaluta contemporaneamente i segnali di offerta e domanda, lasciando gli operatori a chiedersi se la recente volatilità rifletta un ricalibramento temporaneo o un cambiamento di tono più duraturo.
Geopolitica e timori sull’offerta cambiano direzione
L’ultimo ribasso dei prezzi di Brent Oil (LCO) e Crude Oil (CL) è arrivato dopo una pausa nelle ostilità tra Stati Uniti e Iran, che ha ridotto i timori di interruzioni nello Stretto di Hormuz. L’allentamento delle tensioni ha riportato il petrolio verso i minimi di una settimana e ha annullato i guadagni sostenuti dai rischi di conflitto in Medio Oriente e dalle preoccupazioni sulle rotte di navigazione nel Mar Rosso.
Allo stesso tempo, ora ci si aspetta che OPEC+ aumenti le quote di produzione a settembre di 188,000 barili al giorno, una mossa che potrebbe aggiungere ulteriore offerta a un mercato già esposto all’incertezza sulla domanda. Per un mercato che si era appoggiato ai premi per il rischio geopolitico, la prospettiva di barili aggiuntivi evidenzia quanto rapidamente il sentiment possa cambiare quando le aspettative sull’offerta e i rischi legati alle notizie si muovono in direzioni opposte.
Segnali di allarme sulla domanda
La U.S. Energy Information Administration ha riportato un aumento inatteso di 2.01 milioni di barili nelle scorte di greggio, mentre il mercato si attendeva una diminuzione. L’incremento indica una domanda più debole o un eccesso di offerta, entrambi fattori che potrebbero continuare a pesare sui prezzi.
Bank of America ha inoltre avvertito che la volatilità del petrolio, non solo il suo livello, potrebbe alimentare le preoccupazioni sull’inflazione, soprattutto se i prezzi rimbalzano ma non scendono altrettanto rapidamente. Questo rende il contesto macro più difficile da prevedere, in particolare per aziende e responsabili politici che considerano il petrolio non solo come materia prima, ma anche come costo di input e indicatore dell’inflazione.
Andamento dei prezzi
Brent ha chiuso l’ultima seduta a $85.42, in calo rispetto al massimo a 52 settimane di $126.41. WTI era ultimo a $82.01, ben al di sotto del massimo di $117.63. Entrambi i benchmark hanno rinunciato in pochi giorni a gran parte dei guadagni da inizio anno.
Posizionamento e prospettive
Gli speculatori restano net long sul greggio statunitense a 81.7K contratti, anche se si tratta di un dato in calo rispetto a oltre 110K di poche settimane fa, segnalando una fiducia in diminuzione con l’aumento della volatilità.
Se OPEC+ procederà con quote di produzione più alte e la domanda resterà debole, i prezzi potrebbero subire ulteriori ribassi, a meno che un nuovo shock geopolitico non riaccenda i timori sull’offerta.
Cosa monitorare
- Riunione OPEC+ del 2 ago.: eventuali sorprese sulle quote potrebbero muovere i prezzi.
- Tensioni tra Stati Uniti e Iran: una nuova escalation potrebbe invertire il recente sell-off.
- Dati sulle scorte: un altro aumento del greggio aggiungerebbe rischio ribassista.
- Dati macro: i dati globali PMI e GDP potrebbero offrire ulteriori indicazioni sulla domanda.
Fonte: Investing.com