NotizieAzioniNvidia (NVDA) tocca massimi storici mentre un riacquisto da 150 miliardi di dollari e l'ottimismo sull'AI alimentano il rally

Nvidia (NVDA) tocca massimi storici mentre un riacquisto da 150 miliardi di dollari e l'ottimismo sull'AI alimentano il rally

Autore: Coincentral·

Punti chiave

  • •Le azioni Nvidia sono salite di circa il 3% venerdì, scambiandosi vicino a 237,75 dollari, toccando un nuovo record intraday e portando il guadagno da inizio anno a circa il 27%.
  • •L'investitore Michael Burry ha sostenuto che le principali aziende tecnologiche sottovalutano la velocità di usura dei chip AI, il che significa che vite utili dei server presunte più lunghe potrebbero abbellire gli utili riportati.
  • •Nvidia ha risposto alle critiche evidenziando che i principali clienti Meta Platforms e Google hanno esteso i piani di ammortamento dei server AI da quattro a sei anni.
  • •Il consiglio di Nvidia ha approvato questa settimana ulteriori 150 miliardi di dollari in riacquisti, portando l'autorizzazione residua totale a 235 miliardi di dollari fino all'esercizio 2028, la più grande nella storia aziendale.
  • •Morgan Stanley ha reintrodotto Nvidia come sua scelta top nel settore semiconduttori e ha dichiarato che il collo di bottiglia delle infrastrutture AI si sta spostando dalla produzione di chip verso terreni per data center, energia e finanza.
Nvidia (NVDA) tocca massimi storici mentre un riacquisto da 150 miliardi di dollari e l'ottimismo sull'AI alimentano il rally

Le azioni di Nvidia (NVDA) sono salite di circa il 3% venerdì, toccando un nuovo record intraday e superando il precedente massimo storico di chiusura del chipmaker registrato a maggio. Il titolo si è scambiato vicino a 237,75 dollari durante la seduta, prolungando un rally che l'ha portato a guadagnare circa il 27% da inizio anno.

L'avanzamento ha tratto forza da due direzioni contemporaneamente. La prima è una controversia in evoluzione sulla durata effettiva dei chip AI, una disputa che tocca il cuore di come vengono contabilizzati i massicci investimenti AI delle big tech. La seconda è denaro contante che torna agli azionisti. Entrambi i temi sono convergenti nel rally di venerdì.

Nvidia replica agli scettici dell'ammortamento

Al centro della disputa c'è l'investitore Michael Burry, noto soprattutto per aver previsto il crollo immobiliare del 2008, che ha sostenuto le principali aziende tecnologiche stiano sottovalutando la velocità con cui i loro chip AI si consumano. Se avesse ragione, gli utili attuali sarebbero sostenuti da una contabilità che abbellisce i numeri.

Sono i meccanismi contabili a rendere l'argomento rilevante. Le aziende ripartiscono il costo dei server sul numero di anni in cui prevedono che resteranno in servizio, quindi una vita utile presunta più lunga significa minori costi addebitati sugli utili ogni anno — e un utile riportato maggiore a parità di spesa.

Nvidia non resta in silenzio sulla questione. L'azienda evidenzia che clienti importanti come Meta Platforms e Google hanno esteso i piani di ammortamento dei server AI da quattro a sei anni. Si tratta di una replica diretta mirata al nucleo della tesi degli scettici, e segnala che Nvidia intende contestare le critiche piuttosto che lasciarle senza risposta.

Perché conta il riacquisto da 150 miliardi di dollari

Il secondo motore è più semplice. Il consiglio di amministrazione di Nvidia ha autorizzato questa settimana ulteriori 150 miliardi di dollari in riacquisti di azioni proprie, portando l'autorizzazione residua totale a 235 miliardi di dollari fino all'esercizio 2028. È la più grande autorizzazione di riacquisto nella storia aziendale.

I riacquisti restituiscono liquidità agli azionisti mediante il riacisto di azioni, e un'autorizzazione permanente di questa dimensione dà all'azienda margine per continuare a farlo per più anni.

L'entità del programma non è una piccola dichiarazione di fiducia. Segnala che la dirigenza di Nvidia ritiene che l'azienda possa continuare a generare liquidità significativa anche mentre investe ingenti somme nelle infrastrutture AI.

Wall Street ha fatto notare la cosa. Morgan Stanley ha reintrodotto Nvidia come sua scelta preferita nel settore semiconduttori venerdì, dopo incontri con l'amministratore delegato Jensen Huang e altri dirigenti, indicando la forza continua della domanda AI e una base di clienti in crescita.

Morgan Stanley ha anche segnalato un aspetto da monitorare. La società ha sostenuto che il collo di bottiglia delle infrastrutture AI si sta spostando dalla produzione di chip verso terreni per data center, fornitura di energia e finanza. Si tratta di un cambiamento significativo nel dibattito: se i chip non sono più la risorsa scarsa, le aziende che dispongono di energia a basso costo e immobili prestigiosi ottengono un vantaggio maggiore.

Il quadro AI più ampio

Nvidia non opera nel vuoto. Il più ampio trend AI porta gli investitori a guardare oltre la pura spesa in infrastrutture verso ciò che verrà nel ciclo tecnologico. La attesa IPO di Anthropic alimenterà ulteriormente tale slancio: una quotazione pubblica per lo sviluppatore della chatbot Claude sarebbe un altro importante test di quanto appetito abbiano ancora gli investitori per le aziende AI e per i capitali di cui necessitano per crescere.

Per Nvidia in particolare, la combinazione di un riacquisto record e di una controargomentazione pubblica ai critici offre al titolo una nuova storia in vista di ottobre. L'azienda non si limita più a lasciare che il dibattito sull'ammortamento si svolga sullo sfondo.

Come evolverà la disputa — e se altri grandi clienti di Nvidia seguiranno Meta e Google nell'estendere i loro piani di ammortamento — è ormai al centro di come gli investitori leggono gli utili delle big tech nell'era dell'AI.

Nvidia collabora inoltre strettamente con le società di Wall Street per contribuire a impiegare circa 500 miliardi di dollari di capitali a supporto del settore AI, una cifra che sottolinea quanto siano diventate elevate le posta in gioco in questo dibattito sulla durata dei chip e sulla spesa.