Jensen Huang di Nvidia definisce le paure di perdita di posti di lavoro causate dall’IA “esattamente al contrario”
Punti chiave
- •Huang ha detto che l’IA va vista come sostituzione di singole attività di lavoro, non di interi posti di lavoro, sostenendo che questa distinzione rende esagerati i timori di disoccupazione di massa.
- •Ha citato i radiologi e gli ingegneri software come esempi di IA che aumenta la produttività mantenendo intatta, o persino in crescita, la domanda di lavoratori.
- •Il PwC 2026 Global AI Jobs Barometer ha rilevato che i lavori con competenze IA sono cresciuti del 69%, quasi otto volte più velocemente del mercato del lavoro più ampio, e che questi ruoli pagano in media il 62% in più.
- •NACE ha affermato che più di un terzo delle offerte entry-level richiede ora competenze IA, mentre il tasso di disoccupazione per i recenti laureati è salito al 5.6% all’inizio del 2026.
- •Uber la scorsa settimana ha tagliato circa il 10% del personale del customer service e ha detto che l’IA ha contribuito direttamente alla decisione.

Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia (NASDAQ: NVDA), ha respinto con forza i timori che l’intelligenza artificiale eliminerà posti di lavoro.
Huang, la cui azienda alimenta gran parte del settore dell’IA, ha sostenuto che l’IA rimuoverà singoli “tasks” invece di interi lavori, e che questo cambiamento porterà probabilmente a più assunzioni mentre le aziende useranno la tecnologia per sviluppare più idee e progetti.
Qual è la principale argomentazione di Jensen Huang sull’IA e i posti di lavoro?
Huang ha detto ai fondatori della Startup School di Y Combinator che le preoccupazioni sull’IA derivano dalla confusione tra un “task” e un “job”. A suo avviso, un task è un’azione specifica e ripetibile svolta sul lavoro, come rispondere alla domanda di un cliente o scrivere una semplice riga di codice. Un job, al contrario, è lo scopo più ampio di un ruolo, come aiutare i clienti a risolvere problemi o costruire nuovo software.
Ha affermato che l’idea secondo cui l’IA distruggerà tutti i posti di lavoro è “exactly backward”. Invece, si aspetta che la tecnologia assuma molti di questi compiti individuali, permettendo ai dipendenti di concentrarsi sulle parti più importanti del loro lavoro e aumentando la produttività.
Per illustrare il suo punto, Huang ha citato i radiologi, un gruppo che molti avevano pensato sarebbe diventato obsoleto una volta che l’IA fosse stata in grado di leggere le scansioni mediche. Invece, ha detto, la domanda di radiologi è aumentata perché l’IA li ha aiutati a lavorare più velocemente.
Ha fatto un argomento simile per gli ingegneri software. Secondo Huang, oggi gli ingegneri usano strumenti di IA per scrivere codice più rapidamente, ma questa efficienza non ha ridotto le assunzioni. Al contrario, ha detto, consente alle aziende di lavorare su un backlog più ampio di idee, il che può portare ad assumere ancora più ingegneri.
Huang ha anche affermato che la domanda di paralegali sta crescendo “like crazy” perché l’IA può aiutare nella ricerca. Tuttavia, il U.S. Bureau of Labor Statistics (BLS) prevede che i lavori da paralegale vedranno “little or no change” fino al 2034, in parte perché l’IA sta rendendo il lavoro più efficiente.
Nvidia è ora l’azienda più preziosa al mondo, con una capitalizzazione di mercato di $5 trillion, e il patrimonio personale di Huang è salito a $173 billion, collocandolo al settimo posto nella Bloomberg Billionaires Index.
Huang ha anche risposto direttamente al CEO di Anthropic, Dario Amodei, che ha detto che l’IA potrebbe eliminare il 50% dei posti di lavoro white-collar di livello iniziale. Huang ha definito questa affermazione “complete nonsense”.
Da allora Amodei ha attenuato il proprio messaggio, concentrandosi maggiormente sui guadagni di produttività guidati dall’IA, anche se continua a sostenere che le perdite di posti di lavoro potrebbero essere una parte naturale dell’impatto della tecnologia.
Anche Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, si è allontanato dagli avvertimenti più gravi, affermando di non credere che il settore creerà “the kind of jobs apocalypse” che alcuni suoi colleghi hanno previsto.
I dati di ricerca mostrano che l’IA sta rubando posti di lavoro?
Il PwC 2026 Global AI Jobs Barometer, che ha analizzato oltre un miliardo di annunci di lavoro, ha rilevato che i lavori che richiedono competenze specialistiche in IA stanno crescendo quasi otto volte più velocemente del mercato del lavoro complessivo. I lavori con competenze IA sono aumentati del 69%, rispetto a una crescita del 9% per tutti i lavori.
Il report ha inoltre rilevato un significativo premio salariale per queste competenze. In media, un lavoro che richiede competenze IA paga il 62% in più.
Il gruppo datoriale NACE segnala che più di un terzo delle offerte per posizioni entry-level ora richiede competenze IA, quasi tre volte la quota di un anno prima.
Per i neolaureati, tuttavia, il mercato del lavoro resta difficile. All’inizio del 2026, il tasso di disoccupazione per i recenti laureati ha raggiunto il 5.6%, 1.6 punti percentuali in più rispetto a tre anni prima.
Un brief dello Stanford Institute for Economic Policy Research indica l’IA come possibile fattore di questa tendenza specifica, osservando che molti lavori entry-level consistono in attività che l’IA sa automatizzare bene, come raccolta dati di base, analisi e scrittura.
Il report di Stanford ha anche rilevato che dal 2022 la disoccupazione nelle professioni più esposte all’IA è aumentata leggermente meno che nelle professioni a bassa esposizione, suggerendo che gli effetti sul mercato del lavoro sono disomogenei e non uniformi.
Un rapporto separato della New York Federal Reserve ha mostrato che il tasso di disoccupazione per tutti i laureati universitari tra i 22 e i 27 anni era pari al 5.6% nel marzo 2026, rispetto al 3.1% per tutti i laureati universitari. Da notare che la scorsa settimana Uber (NYSE: UBER) ha tagliato circa il 10% del personale del customer service, citando direttamente l’IA come motivo del cambiamento.
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