La Norvegia propone un divieto temporaneo degli occhiali smart con AI nei luoghi pubblici
Punti chiave
- •Il governo norvegese propone un divieto temporaneo degli occhiali smart con AI in luoghi selezionati come parchi, spiagge, musei, centri commerciali ed eventi pubblici, spinto dal timore di registrazioni nascoste.
- •Il ministro della Digitalizzazione e della Pubblica Amministrazione Torgeir Micaelsen ha dichiarato che le restrizioni transitorie daranno alle autorità il tempo di sviluppare regole permanenti, con scuole, strutture sanitarie e università potenzialmente aggiunte all'elenco.
- •Il divieto non arriva a vietare completamente i dispositivi: resta consentito l'uso privato e sono previste eccezioni per i gruppi vulnerabili e per le applicazioni con un chiaro beneficio sociale.
- •L'approccio norvegese segna uno spostamento rispetto ai piani precedenti centrati su un gruppo di esperti e sulla discrezionalità dei singoli locali verso restrizioni basate sui luoghi imposte dallo Stato, dopo le pressioni dell'autorità per la protezione dei dati Datatilsynet.
- •La proposta arriva mentre prosecutor e rivenditori europei — tra cui gli investigatori di Parigi, il rivenditore olandese Hans e la catena di pub britannica Wetherspoon — hanno agito contro gli occhiali Meta Ray-Ban, mentre si prevede che le spedizioni superino 10 milioni di unità nel 2025 e raggiungano 55 milioni entro il 2030.

La Norvegia ha annunciato che intende imporre un divieto temporaneo dell'uso degli occhiali smart basati sull'intelligenza artificiale in specifici luoghi pubblici e sensibili. La proposta, presentata dal governo norvegese, si concentra sulla privacy — più precisamente, sulla preoccupazione che questi dispositivi possano essere usati per registrare le persone a loro insaputa.
La preoccupazione per la privacy non riguarda più solo le telecamere integrate negli occhiali. Gli occhiali smart con AI possono ora combinare microfoni, connettività cloud ed elaborazione in tempo reale all'interno di montature dall'aspetto discreto, rendendo più difficile individuare le registrazioni nascoste. L'azione della Norvegia la colloca accanto alle autorità e alle imprese europee già alle prese con le stesse questioni di privacy.
Luoghi selezionati, non un divieto generalizzato
Secondo la proposta, le restrizioni riguarderebbero luoghi tra cui parchi, spiagge, musei, centri commerciali ed eventi pubblic. Le autorità norvegesi hanno inoltre segnalato che scuole, asili e parchi gioco potrebbero essere aggiunti all'elenco, insieme a strutture sanitarie e palestre o piscine dotate di spogliatoi. Anche le università potrebbero rientrare nel perimetro, secondo l'annuncio del governo.
Il ministro della Digitalizzazione e della Pubblica Amministrazione Torgeir Micaelsen ha dichiarato che la soluzione provvisoria è intesa a dare alle autorità il tempo di elaborare regole permanenti.
"Non vogliamo una società in cui le persone siano preoccupate per registrazioni audio nascoste, fotografie e riprese in luoghi e situazioni in cui sono abituate a trovarsi senza essere monitorate", ha dichiarato Micaelsen in comunicato del governo.
Il governo non arriva a un divieto totale. Le persone potranno continuare a usare gli occhiali in ambito privato o in situazioni a più basso rischio, e saranno previste eccezioni per l'uso tra gruppi vulnerabili e per usi con un evidente scopo sociale.
Poiché le restrizioni sono temporanee per impostazione, la mappa dei luoghi coinvolti non è fissa: diverse delle categorie segnalate devono ancora essere confermate, lasciando il perimetro finale da definire insieme alle regole permanenti.
Da 'già coperto' al divieto
La posizione della Norvegia si è spostata rapidamente, un cambiamento significativo rispetto all'atteggiamento precedente di Oslo. In una risposta parlamentare di settembre, Micaelsen ha dichiarato che il ministero aveva già deciso di istituire un gruppo di esperti. I funzionari stavano anche valutando restrizioni sulle funzioni di riconoscimento facciale negli spazi pubblici e incoraggiavano le organizzazioni a decidere autonomamente se consentire gli occhiali smart nei propri locali, secondo la risposta allo Storting.
L'autorità norvegese per la protezione dei dati (Datatilsynet) aveva anche esortato il governo a prendere in considerazione regole più specifiche, tra cui restrizioni sui luoghi di utilizzo dei dispositivi e salvaguardie sull'identificazione biometrica, secondo un'analisi dello studio legale Stephenson Harwood.
Lette insieme, le due posizioni delineano uno spostamento da strumenti più morbidi — un gruppo di esperti e la discrezionalità venue per venue — verso restrizioni basate sui luoghi imposte dallo Stato.
Un confronto su scala continentale
Anche la Francia affronta preoccupazioni simili. I prosecutor di Parigi hanno aperto un'indagine penale collegata alle accuse secondo cui donne sarebbero state riprese di nascosto con occhiali Meta Ray-Ban, come aveva precedentemente riferito Cryptopolitan.
Anche i rivenditori sono intervenuti in risposta alle preoccupazioni sulla privacy. Nei Paesi Bassi e in Belgio, il rivenditore ottico olandese Hans Anders ha cessato la vendita degli occhiali Meta Ray-Ban per questioni di privacy. Nel Regno Unito, la catena di pub Wetherspoon ne ha limitato l'uso per timore di riprese segrete — una posizione che mal si concilia con l'affermazione di Meta secondo cui la luce che indica quando la telecamera è attiva non può essere spenta e coprirla farebbe smettere di funzionare la telecamera, come riportato da Reuters.
Le risposte coinvolgono prosecutor, un rivenditore ottico e una catena di pub — e finora convergono sullo stesso prodotto: gli occhiali a marchio Ray-Ban di Meta.
Perché i produttori osservano
L'iniziativa regolatoria è emersa mentre i produttori investono pesantemente negli occhiali smart e la categoria inizia a raggiungere i consumatori mainstream. Le ricerche di Bank of America prevedono che le spedizioni supereranno 10 milioni di unità nel 2025 e raggiungeranno 55 milioni di unità entro il 2030. I dati Forrester presentati nello stesso rapporto indicano che la quota di adulti statunitensi che hanno sperimentato gli occhiali smart crescerà fino a circa il 17% nel 2025, dal 4,0% del 2024.
Per la categoria, il dettaglio da osservare in Norvegia è il perimetro: la proposta è stata annunciata ma non finalizzata, e le regole permanenti destinate a seguire il divieto temporaneo determineranno dove i dispositivi resteranno utilizzabili.
La sfida maggiore per i produttori potrebbe non essere più rendere utili gli occhiali smart. Potrebbe essere convincere le persone che i dispositivi possano essere indossati senza far sentire osservati tutti quelli intorno.