NoOnes chiuderà il proprio marketplace crypto P2P dopo che le sanzioni hanno interrotto le operazioni
Punti chiave
- •NoOnes chiuderà il proprio marketplace P2P il 22 agosto 2026 e ha invitato gli utenti a prelevare i propri fondi entro il 23 agosto 2026.
- •Le sanzioni governative e le conseguenti restrizioni imposte da fornitori di servizi finanziari e cripto hanno reso insostenibile la continuazione delle operazioni della piattaforma.
- •L'Assets Recovery Agency del Kenya ha ricostruito una rete di riciclaggio di denaro superiore a 300 milioni di KES (circa 2 milioni di dollari) collegata a NoOnes, che ha portato a un congelamento di USDT disposto dal tribunale.
- •Binance ha bloccato le transazioni che coinvolgevano NoOnes e diverse altre piattaforme al fine di rimanere conforme, a seguito delle accuse di riciclaggio di denaro.
- •NoOnes aveva superato i 2,5 milioni di utenti a livello globale, compresa una base considerevole in Africa, dove il trading P2P rimane una via fondamentale verso asset legati al dollaro.

NoOnes, la piattaforma di criptovalute peer-to-peer (P2P) che all'inizio del 2026 ha superato i 2,5 milioni di utenti a livello globale, sta gradualmente cessando le proprie attività dopo che le sanzioni governative e le conseguenti restrizioni normative da parte di fornitori di servizi finanziari e cripto hanno reso insostenibile la continuazione delle operazioni.
L'azienda ha comunicato che il suo marketplace P2P chiuderà il 22 agosto 2026 e ha consigliato agli utenti di prelevare i propri fondi entro il 23 agosto 2026. NoOnes ha avvertito che, a causa delle sanzioni, i trasferimenti dalla piattaforma potrebbero essere ritardati, rifiutati o limitati da altri exchange e servizi.
Le sanzioni hanno inoltre posto NoOnes sotto scrutinio in Europa e nel Regno Unito, evidenziando come la pressione in materia di conformità possa estendersi al di là della singola piattaforma e incidere sui rapporti di pagamento, regolamento e scambio da cui dipendono i servizi P2P.
La repressione normativa del Regno Unito sul trading P2P
Come riportato da BitKE nell'aprile 2026, la Financial Conduct Authority (FCA) del Regno Unito ha condotto la sua prima repressione coordinata contro il trading crypto peer-to-peer illegale, facendo irruzione in otto sedi in tutta Londra in un'operazione congiunta con le forze dell'ordine e le autorità fiscali (CRYPTO CRIME | L'autorità di vigilanza del Regno Unito effettua la prima repressione contro il trading P2P crypto illegale).
Le autorità hanno dichiarato che la repressione mirava a impedire che i canali di trading non regolamentati fossero utilizzati per trasferire e nascondere fondi illeciti, avvertendo che tale attività costituisce un rischio di criminalità finanziaria.
Significato per l'Africa e i mercati emergenti
Lo sviluppo è particolarmente significativo per l'Africa, dove NoOnes aveva costruito una base di utenti considerevole tra i trader crypto P2P. BitKE aveva precedentemente riportato il superamento dei 2,5 milioni di utenti da parte della piattaforma NoOnes, sottolineandone la rapida crescita nei mercati emergenti (MILESTONE | Il marketplace crypto P2P NoOnes supera i 2,5 milioni di utenti a livello globale).
La piattaforma è stata inoltre menzionata nei report di BitKE del luglio 2026 riguardo a un'ordinanza di un tribunale keniano che ha congelato USDT collegati a NoOnes per riciclaggio di denaro. Secondo i documenti giudiziari presentati dall'Assets Recovery Agency (ARA), gli investigatori hanno ricostruito quella che descrivono come una sofisticata rete di riciclaggio di denaro che coinvolge oltre 300 milioni di KES (circa 2 milioni di dollari) e che ha trasferito fondi attraverso exchange di criptovalute e il sistema bancario keniano prima di tentare di mascherarne l'origine (CRYPTO CRIME | Un tribunale keniano congela oltre 2 milioni di dollari in USDT in un wallet Binance per riciclaggio di denaro).
Il mercato P2P del Kenya sotto pressione normativa
Il collegamento con il caso keniano è significativo. Il Kenya è diventato un importante mercato crypto P2P, mentre le autorità si sono concentrate sempre più sui rischi legati al riciclaggio di denaro, alle frodi e al finanziamento del terrorismo. Gli investigatori keniani avevano in precedenza collegato le restrizioni sugli account Binance a indagini delle forze dell'ordine, riflettendo la più ampia pressione normativa sull'attività crypto P2P.
Under the hashtag #BinanceUnmasked, a number of users have complained that their @binance accounts have been frozen at the request of law enforcement. The law enforcement… pic.twitter.com/ekZgbUrqMh
— BitKE (@BitcoinKE), April 20, 2026 (https://x.com/BitcoinKE/status/2046160521812963332)
In seguito alle accuse di riciclaggio di denaro, Binance ha inoltre proceduto a bloccare le transazioni provenienti da più exchange, tra cui NoOnes, al fine di rimanere conforme (REGULATION | Binance bloccherà le transazioni con 14 piattaforme crypto a seguito di una revisione normativa).
Secondo quanto riportato, Binance sarebbe stata inoltre tagliata fuori dall'Unione Europea a causa di una "storia di violazioni in materia di criminalità finanziaria" (REGULATION | Binance sarebbe stata tagliata fuori dall'Unione Europea a causa di una 'storia di violazioni di criminalità finanziaria').
Cosa mostra la chiusura
La chiusura di NoOnes mostra come le sanzioni possano colpire un'impresa crypto anche senza una convenzionale chiusura dell'exchange. Una volta che le controparti e i fornitori di servizi considerano una piattaforma ad alto rischio, l'accesso alla liquidità, ai prelievi e al regolamento può rapidamente diventare limitato.
Per quanto riguarda gli utenti, NoOnes ha consigliato di non attendere la scadenza per prelevare i fondi, avvertendo che i fornitori esterni potrebbero limitare i trasferimenti dalla piattaforma.
Il collasso di una piattaforma con più di 2,5 milioni di utenti è un ulteriore segnale che la conformità alle sanzioni sta diventando un rischio operativo critico per le imprese crypto P2P globali — in particolare per quelle che servono i mercati emergenti, dove il trading P2P rimane una via fondamentale verso asset legati al dollaro.