NotizieAzioniLe azioni giapponesi scendono mentre lo yen più forte mette sotto pressione gli esportatori; il Nikkei perde oltre il 2%

Le azioni giapponesi scendono mentre lo yen più forte mette sotto pressione gli esportatori; il Nikkei perde oltre il 2%

Autore: Economic Times Markets·

Punti chiave

  • Il Nikkei 225 ha registrato un calo superiore al 2% poiché uno yen più forte ha ridotto gli utili rimpatriati delle società giapponesi dipendenti dalle esportazioni.
  • I produttori automobilistici come Toyota, Honda e Nissan, insieme ai titoli legati ai semiconduttori, hanno guidato le perdite settoriali del mercato.
  • SoftBank Group, il produttore di attrezzature per semiconduttori Lasertec e il produttore di chip di memoria Kioxia hanno sovraperformato rispetto al mercato più ampio.
  • L'apprezzamento dello yen ha rafforzato l'attenzione degli investitori sulla possibilità di ulteriori interventi valutari da parte delle autorità giapponesi, che erano già intervenute nel 2022 e nel 2024.
  • La graduale normalizzazione della politica monetaria della Banca del Giappone, inclusa l'eliminazione dei tassi di interesse negativi all'inizio del 2024, ha ridotto ma non colmato il divario dei tassi di interesse con gli Stati Uniti.
Le azioni giapponesi scendono mentre lo yen più forte mette sotto pressione gli esportatori; il Nikkei perde oltre il 2%

Le borse giapponesi hanno registrato un netto calo, con il benchmark Nikkei 225 in discesa superiore al 2%, mentre un marcato rally dello yen ha pesato sulle società orientate all'esportazione. Uno yen più forte riduce tipicamente i ricavi oltreocearei degli esportatori giapponesi al momento del rimpatrio, comprimendo i margini di profitto delle aziende che dipendono fortemente dalle vendite internazionali. Il calo arriva dopo che il Nikkei aveva raggiunto territori da record nel 2024, superando il picco del 1989, rendendo l'indice particolarmente sensibile alle oscillazioni valutarie dopo un rally prolungato.

I produttori automobilistici e i titoli legati ai semiconduttori hanno guidato i ribassi settoriali. L'industria automobilistica giapponese, che include grandi esportatori globali come Toyota, Honda e Nissan, è particolarmente sensibile alle fluttuazioni valutarie dato le sue sostanziose vendite oltreoceane. Anche i titoli legati ai chip hanno perso terreno, invertendo parte dei recenti guadagni.

Una manciata di nomi di rilievo ha sfidato il trend ribassista più ampio. SoftBank Group, il produttore di attrezzature per semiconduttori Lasertec e il produttore di chip di memoria Kioxia hanno tutte sovraperformato rispetto al mercato più ampio.

L'apprezzamento dello yen ha attirato l'attenzione sulla possibilità di ulteriori interventi valutari da parte delle autorità giapponesi. Il governo e la banca centrale del Giappone sono intervenuti, in vari momenti, nei mercati dei cambi per frenare un'eccessiva volatilità valutaria, inclusi molteplici cicli di intervento nel 2022 e di nuovo nel 2024. Gli investitori ora monitorano attentamente la situazione per eventuali azioni aggiuntive e ne valutano le potenziali implicazioni per gli utili aziendali e il sentiment generale del mercato.

Il contesto più ampio del movimento dello yen include i differenziali dei tassi di interesse in corso tra il Giappone e le altre principali economie. La posizione della politica monetaria della Banca del Giappone, in relazione alle decisioni sui tassi della Federal Reserve degli Stati Uniti, è stato un fattore chiave della valutazione dello yen in periodi recenti. La graduale normalizzazione della politica del BOJ, inclusa la fine dei tassi di interesse negativi all'inizio del 2024, ha ridotto ma non colmato il divario con i tassi statunitensi, mantenendo le dinamiche valutarie in continua evoluzione.

Al 1° agosto 2026, anche i mercati statunitensi erano al centro dell'attenzione, con gli investitori che monitoravano le performance di S&P 500 per individuare segnali sull'appetito di rischio globale.

Fonte: Economic Times Markets