L’AI ridisegna la lotta ai reati finanziari mentre i leader della compliance nigeriana si riuniscono a Lagos
Punti chiave
- •SmartComply ha lanciato Adhere, una piattaforma di compliance basata sull’AI che consolida monitoraggio delle transazioni, verifica dell’identità, screening delle sanzioni, rilevamento delle frodi e reporting regolamentare in un unico sistema.
- •Il responsabile nigeriano del cybercrime ha affermato che la tecnologia delle carte ATM del Paese non è mai stata violata con successo, sostenendo che la maggior parte delle frodi ATM deriva dalla manipolazione umana anziché da falle tecniche.
- •AIG Uche Henry Ifeanyi ha avvertito che i reati finanziari potrebbero superare il terrorismo come minaccia per la Nigeria entro cinque-dieci anni se il Paese non rafforzerà la propria risposta al cybercrime.
- •I panelist del forum hanno osservato che i criminali utilizzano oggi identità sintetiche e rapidi trasferimenti di fondi tra più conti, sfruttando l’infrastruttura dei pagamenti istantanei della Nigeria e rendendo quasi impossibili le indagini manuali sulle frodi.
- •I leader del settore hanno chiesto che i controlli di compliance siano integrati in ogni fase delle transazioni, anziché trattati come reporting post-transazione, insieme a una condivisione più profonda delle informazioni tra banche, fintech, autorità di regolamentazione e forze dell’ordine.

L’intelligenza artificiale sta trasformando il panorama dei reati finanziari, e banche, fintech e forze dell’ordine in Nigeria sono sempre più convinte di dover evolvere insieme a essa. La posta in gioco è particolarmente elevata nella più grande economia africana, dove l’adozione del mobile money, le infrastrutture di pagamento digitale e un settore fintech in rapida crescita hanno ampliato la superficie d’attacco per i criminali informatici, pur rafforzando l’inclusione finanziaria.
Questo è stato il messaggio dominante dell’Adhere Compliance Frontline Forum, organizzato da SmartComply presso il Radisson Blu Anchorage Hotel a Victoria Island, Lagos. L’incontro ha riunito dirigenti di banche, società fintech, autorità di regolamentazione e agenzie di sicurezza per esaminare come il settore finanziario possa superare in velocità i frodatori che oggi utilizzano AI e altri strumenti digitali per sottrarre fondi.
Tra i partecipanti figuravano rappresentanti del Nigeria Inter-Bank Settlement System (NIBSS), della Economic and Financial Crimes Commission (EFCC), del Nigeria Police Force National Cybercrime Centre (NPF-NCCC), Paystack, Payaza, ChamsSwitch, Rack Centre, Hydrogen Payment Services, Novac Payments, Odu'a Investment Company, Utila, Vertiv e Fastspeed Technologies.
SmartComply ha colto l’occasione per presentare Adhere, la sua piattaforma di compliance basata sull’AI, insieme a un nuovo rapporto di settore intitolato The Compliance Reckoning, che analizza l’evoluzione dei reati finanziari e della conformità normativa nel settore finanziario nigeriano.
Il cybercrime ha sostituito il rapinatore armato
Nel discorso principale, l’Assistant Inspector-General of Police Uche Henry Ifeanyi — che presiede anche l’African Working Group on Cybercrime di INTERPOL — ha affermato che i reati finanziari sono cambiati drasticamente negli ultimi anni.
Le banche raramente devono più affrontare rapinatori armati che entrano nelle filiali, ha osservato. I criminali di oggi operano invece dietro laptop e smartphone, attaccando sistemi di pagamento da qualsiasi parte del mondo. Il cambiamento rispecchia una tendenza globale in cui le rapine fisiche in banca hanno lasciato spazio alle intrusioni digitali, ma assume un peso particolare in Nigeria, dove le transazioni guidate dal mobile rappresentano ormai una quota crescente dei pagamenti retail.
"Arm robbers no longer carry weapons. They carry laptops and phones," ha detto Ifeanyi.
Ha spiegato che i criminali si affidano ora a tattiche come frodi da SIM swap, attacchi ransomware, collaborazione con insider e ingegneria sociale. Invece di violare il caveau di una banca, i frodatori inducono le persone a consegnare informazioni sensibili — PIN, one-time password (OTPs) o credenziali bancarie. In alcuni casi, sfruttano sistemi di sicurezza deboli o colludono con insider che hanno accesso alle piattaforme finanziarie.
Per questo motivo, ha sostenuto il responsabile del cybercrime, le istituzioni finanziarie non possono più dipendere soltanto dalle misure di sicurezza tradizionali. Gli strumenti di sicurezza basati sull’AI stanno diventando indispensabili perché possono monitorare milioni di transazioni in tempo reale e segnalare comportamenti anomali prima che il denaro scompaia.
"La carta ATM della Nigeria è la più sicura al mondo"
Ifeanyi ha avanzato un’affermazione che ha sorpreso molti partecipanti.
"Nigeria's ATM card is the safest card in the world," ha detto, spiegando che non si è mai verificato un attacco riuscito alla tecnologia della carta ATM in sé. La maggior parte delle frodi legate agli ATM, ha affermato, avviene perché i criminali manipolano le persone, non perché superano la sicurezza della carta. L’infrastruttura chip-and-PIN della Nigeria, introdotta sotto l’egida della CBN e del NIBSS, è ampiamente considerata solida per quanto riguarda la carta stessa; la vulnerabilità, come ha sottolineato Ifeanyi, risiede nella manipolazione umana.
Ha avvertito che, se la Nigeria non rafforzerà la propria risposta al cybercrime, i reati finanziari potrebbero diventare una minaccia più grave del terrorismo entro i prossimi cinque-dieci anni.
Primo panel: soddisfare i requisiti AML di base della CBN
Il primo panel del forum ha esaminato come banche e fintech possano soddisfare i requisiti di base antiriciclaggio (AML) della Central Bank of Nigeria, che fanno parte di un’architettura regolamentare più ampia che la CBN sta rendendo più stringente con l’espansione dei servizi finanziari digitali.
Moderata da Daniel Obot, Divisional CEO di Seequre, la sessione ha visto la partecipazione di Rowland Okondor, Vice President of Products di Novac Payments; Abiodun Gbade, Head of IT di Odu'a Investment Company; Ayodeji Jaiyeola, Chief Information Security Officer di Hydrogen Payment Services; Oluwatosin Obadimu, Manager dell’Industry Fraud Desk presso NIBSS; e Adebowale Adegbite, Enterprise Business Manager di Fastspeed Technologies.
Il panel ha sostenuto che, invece di trattare la compliance come un esercizio di segnalazione successivo alla transazione, le banche dovrebbero essere in grado di rilevare i rischi mentre le transazioni si svolgono. Per esempio, se un cliente che di norma trasferisce ₦50,000 tenta improvvisamente di spostare ₦20 million da una nuova località usando un dispositivo sconosciuto, un sistema di monitoraggio intelligente dovrebbe segnalare immediatamente la transazione per una revisione prima che i fondi lascino il conto.
I relatori hanno osservato che molte istituzioni finanziarie devono ancora fare i conti con sistemi bancari legacy, dati dei clienti frammentati e competenze tecniche limitate, fattori che ostacolano il monitoraggio in tempo reale. Hanno inoltre sottolineato che una collaborazione più forte tra le banche renderebbe più difficile per i frodatori trasferire fondi rubati attraverso più istituzioni senza essere individuati.
Dopo la sessione, la Chief Technology Officer di SmartComply, Anita Ajalla, ha presentato Adhere, dimostrando come la piattaforma consolidi monitoraggio delle transazioni, verifica dell’identità, screening delle sanzioni, rilevamento delle frodi e reporting regolamentare in un unico sistema di compliance.
Secondo panel: AI ed evoluzione dei reati finanziari
Il secondo panel, moderato da Olajumoke Rufus, Field Marketing Manager per l’Africa centrale di Vertiv, ha esplorato come l’intelligenza artificiale stia rimodellando i reati finanziari.
Alla discussione hanno partecipato ACP Bashir Abdullahi, Assistant Director del Cybercrime Digital Forensics Lab presso il Nigeria Police Force National Cybercrime Centre; Ibrahim Shazali, Director of Fraud Risk Assessment and Control presso l’EFCC; e Kehinde Omotoso, Head of Engineering di Payaza.
I relatori hanno descritto come le frodi siano passate da truffe di base ad attacchi sofisticati che coinvolgono identità sintetiche, in cui i criminali combinano informazioni autentiche e inventate per costruire identità completamente nuove in grado di aggirare i controlli di sicurezza.
Tracciare questi reati è diventato nettamente più difficile, hanno affermato, perché il denaro rubato spesso si sposta attraverso diversi conti bancari nel giro di pochi minuti, rendendo le indagini manuali quasi impossibili. La velocità di questi trasferimenti di fondi riflette proprio i guadagni di efficienza che l’infrastruttura dei pagamenti istantanei della Nigeria era stata progettata per offrire, vantaggi che oggi i frodatori sfruttano.
La loro conclusione è stata diretta: se i criminali stanno sfruttando l’AI per diventare più intelligenti, anche le istituzioni finanziarie e le forze dell’ordine devono adottare l’AI per rilevarli e bloccarli più rapidamente.
Terzo panel: ripensare la compliance nell’era dell’AI
Il panel finale, moderato da Temitayo Jaiyeola, Senior Reporter di TechCabal, ha visto la partecipazione di David Samson, Fraud Investigation Manager di Paystack; Gbemisola Osunrinde, Group Managing Director di SmartComply; Francis Ogbuka, Head of Africa di Utila; Mudiaga Umukoro, Managing Director e CEO di ChamsSwitch; e Kelechi Ohalete, Governance, Risk and Compliance Analyst presso Rack Centre.
La discussione si è concentrata su come le istituzioni finanziarie dovrebbero affrontare la compliance mentre l’AI viene integrata nei servizi finanziari quotidiani.
I panelist hanno concordato sul fatto che la compliance non dovrebbe più essere vista come una voce di controllo da completare dopo l’esecuzione delle transazioni. Al contrario, i controlli di sicurezza dovrebbero essere integrati in ogni fase della transazione, in modo che le attività sospette possano essere intercettate prima che si verifichino perdite.
Hanno inoltre chiesto una condivisione più approfondita delle informazioni tra banche, fintech, autorità di regolamentazione e forze dell’ordine, osservando che i frodatori collaborano già oltre confine mentre molte istituzioni operano ancora in isolamento.
Il consenso emerso dal forum è stato inequivocabile: i reati finanziari si stanno evolvendo più rapidamente che mai, e restare al passo richiederà più di regolamenti più severi. Serviranno tecnologie più intelligenti, una collaborazione più stretta e sistemi capaci di individuare le minacce prima che i clienti diventino vittime.