NotizieMacroIl disavaglio commerciale della Nuova Zelanda si allarga a quasi 2 miliardi di dollari neozelandesi, più del doppio delle previsioni

Il disavaglio commerciale della Nuova Zelanda si allarga a quasi 2 miliardi di dollari neozelandesi, più del doppio delle previsioni

Autore: ForexLive·

Punti chiave

  • •Il disavaglio commerciale dei beni della Nuova Zelanda a settembre ha raggiunto 1,971 miliardi di NZD, più del doppio degli 0,775 miliardi previsti e superiore al disavaglio di 1,536 miliardi di agosto.
  • •L'intero ampliamento è provenuto dal lato delle importazioni, salite a 8,44 miliardi di NZD, mentre le esportazioni sono rimaste sostanzialmente stabili a 6,47 miliardi di NZD.
  • •L'analisi ha segnalato il disavaglio esterno più ampio come elemento moderatamente negativo per il dollaro neozelandese, con i costi del carburante come canale chiave da monitorare visto il rialzo dei prezzi del greggio in mezzo alla guerra con l'Iran.
  • •La Reserve Bank of New Zealand affronta una decisione finemente bilanciata il 28 ottobre, bilanciando la debole domanda interna con un'inflazione annuale salita al 4,1% nel secondo trimestre.
  • •Una separata indagine sui servizi ha mostrato un quarto mese consecutivo di modesta espansione, con l'indice BNZ-BusinessNZ Performance of Services a 50,9 e l'occupazione appena sotto la soglia dei 50.
Il disavaglio commerciale della Nuova Zelanda si allarga a quasi 2 miliardi di dollari neozelandesi, più del doppio delle previsioni

Il disavaglio mensile dei scambi commerciali di beni della Nuova Zelanda si è ampliato molto più del previsto a settembre, con le importazioni in aumento mentre le esportazioni si sono fermate, aggiungendosi a una serie di segnali contrastanti per l'economia poco più di una settimana prima della prossima decisione di politica monetaria della Reserve Bank of New Zealand (RBNZ).

Il disavaglio si è attestato a 1,971 miliardi di NZD, più del doppio dei circa 0,775 miliardi di NZD previsti dagli economisti e superiore al divario di 1,536 miliardi di NZD di agosto. Le importazioni sono salite a 8,44 miliardi di NZD da 8,02 miliardi, mentre le esportazioni sono rimaste sostanzialmente stabili a 6,47 miliardi di NZD, poco al di sotto dei 6,48 miliardi del mese precedente. Per i lettori che seguono il dato, la bilancia commerciale mensile dei beni è la differenza tra il valore di ciò che il paese vende all'estero e ciò che acquista dal resto del mondo, e i dati alimentano il prodotto interno lordo attraverso la componente delle esportazioni nette — dando al dato una rilevanza che va oltre l'immediata reazione dei mercati.

In sintesi:

  • Bilancia commerciale (settembre): –1,971 miliardi di NZD contro –0,775 miliardi previsti (agosto: –1,536 miliardi)
  • Importazioni (settembre): 8,44 miliardi di NZD (agosto: 8,02 miliardi)
  • Esportazioni (settembre): 6,47 miliardi di NZD (agosto: 6,48 miliardi)
  • L'ampliamento del disavaglio è derivato interamente dalle maggiori importazioni, con le esportazioni stabili
  • Il settore terziario ha registrato un quarto mese consecutivo di modesta espansione, con l'indice BNZ-BusinessNZ Performance of Services a 50,9 e l'occupazione appena sotto la soglia dei 50
  • La RBNZ, che ha portato il tasso ufficiale al 2,75% a settembre dopo due rialzi consecutivi, si riunisce il 28 ottobre alle 01:00 GMT (21:00 del 27 ottobre, ora della costa orientale USA), prima delle elezioni del 7 novembre

La composizione del peggioramento conta quanto la sua entità. Con le esportazioni invariate, l'intero ampliamento è provenuto dal lato delle importazioni. Un'analisi più dettagliata per categoria mostrerà quanta parte dell'aumento riflette i costi del carburante più elevati — una preoccup segnalata ripetutamente dalle imprese — rispetto a una domanda più forte di beni capitali e di consumo.

Nell'analisi di accompagnamento, il rapporto ha rilevato che un divario commerciale più ampio è un elemento moderatamente negativo per il dollaro neozelandese al margine, poiché un disavaglio esterno maggiore implica una maggiore dipendenza dai finanziamenti esteri. Il petrolio è stato individuato come il canale chiave da monitorare: con la guerra con l'Iran che mantiene i prezzi del greggio elevati, la conferma che il carburante abbia trainato il balzo delle importazioni indicherebbe una pressione inflazionistica importata che la RBNZ non può ignorare. Questo, secondo l'analisi, contrasta con la lettura accomodante derivante dalla debole domanda interna e mantiene sul tavolo ulteriori inasprimenti. I mercati dei tassi valuteranno il dato rispetto alla pausa verso cui si sono orientati per il 28 ottobre, mentre i dati sulla crescita della Cina attesi più avanti nel corso della giornata sono stati considerati più determinanti per la direzione a breve termine del kiwi, visto il ruolo della Cina come mercato di esportazione chiave.

I dati commerciali fanno seguito all'ultimo indagine sui servizi, che ha mostrato il settore in espansione per il quarto mese consecutivo a settembre, sebbene solo marginalmente, con l'indice BNZ-BusinessNZ Performance of Services a 50,9, appena sopra la soglia dei 50 che separa l'espansione dalla contrazione. L'occupazione in quell'indagine si è attestata appena sotto la linea dei 50, e le imprese hanno citato le pressioni sul costo della vita, i prezzi del carburante, i tassi di interesse e le imminenti elezioni come principali preoccupazioni. Nel complesso, i due dati descrivono un'economia in crescita, ma in modo disomogeneo, con famiglie e imprese che affrontano costi crescenti.

Questo contesto delinea una decisione finemente bilanciata per la RBNZ il 28 ottobre, con l'annuncio atteso alle 01:00 GMT (21:00 del 27 ottobre, ora della costa orientale USA). La banca centrale ha alzato il tasso ufficiale nelle ultime due riunioni, più di recente di 25 punti base al 2,75% all'inizio di settembre, mentre l'inflazione annuale è salita al 4,1% nel secondo trimestre. Il governatore Anna Breman ha dichiarato all'epoca che un ulteriore rialzo era probabile ma che i tempi erano altamente incerti, e che la politica monetaria non era su un percorso prestabilito.

I prezzi di mercato si sono orientati verso una pausa questo mese. La revisione di ottobre sarà una dichiarazione più breve, senza nuove previsioni, quindi l'attenzione si concentrerà sulla possibilità che la banca mantenga il suo orientamento restrittivo e su eventuali commenti sul tasso di cambio e sull'inflazione importata.

La riunione arriva inoltre a soli dieci giorni dalle elezioni generali del 7 novembre, un periodo che, secondo l'indagine sui servizi, sta già rendendo le imprese prudenti. Un'economia domestica più debole suggerisce pazienza, mentre l'inflazione elevata e l'aumento dei costi delle importazioni suggeriscono di lasciare aperta la porta a ulteriori rialzi.

Fonte: ForexLive tramite InvestingLive — Il disavaglio commerciale della Nuova Zelanda si allarga a quasi 2 miliardi di NZD, più del doppio delle previsioni