I proprietari di MySpace annunciano i piani per il ritorno, posizionandosi come alternativa ai social media guidati dagli algoritmi
Punti chiave
- •MySpace è stato lanciato nel 2003 ed è diventato il sito web più visitato negli Stati Uniti entro il 2006, con oltre 100 milioni di account registrati al suo picco.
- •News Corporation ha acquistato MySpace nel 2005 per 580 milioni di dollari e lo ha venduto nel 2011 per 35 milioni di dollari dopo che la piattaforma ha perso utenti a favore di Facebook.
- •Chris e Tim Vanderhook, proprietari di MySpace attraverso Specific Media, stanno lavorando attivamente a un rilancio.
- •Il rilancio pianificato è rivolto agli utenti frustrati dai feed social algoritmici e orientati al coinvolgimento, con l'obiettivo di offrire maggiore controllo sui contenuti e sulle connessioni.
- •Qualsiasi ritorno dovrà affrontare un ambiente competitivo difficile, perché le piattaforme social dipendono dagli effetti di rete e dalle basi utenti consolidate.

MySpace si sta preparando per un nuovo ritorno. Gli attuali proprietari della piattaforma, i fratelli Chris e Tim Vanderhook, hanno confermato di stare lavorando attivamente al rilancio del social network un tempo dominante, cercando di posizionarlo come alternativa ai feed dominati dagli algoritmi che ora definiscono piattaforme come Facebook, Instagram e TikTok.
I fratelli Vanderhook sostengono che il panorama attuale dei social media si sia allontanato dalla genuina connessione umana, con le piattaforme che danno priorità alle metriche di coinvolgimento rispetto alle interazioni autentiche. La loro visione per un MySpace rilanciato si incentra sul dare agli utenti maggiore controllo su ciò che vedono e con chi si connettono, anziché lasciare queste decisioni a un algoritmo.
L'annuncio arriva in un momento di crescente frustrazione verso le principali piattaforme social. Gli utenti hanno espresso sempre più lamentele sui feed algoritmici che mostrano i contenuti di estranei al posto degli aggiornamenti degli amici, sulle conseguenze per la salute mentale dei contenuti orientati al coinvolgimento e sulla sensazione diffusa che i social media siano diventati più performativi che autenticamente sociali. Anche altre iniziative hanno cercato di cogliere lo stesso malcontento: BeReal, che invitava gli utenti a condividere foto quotidiane non filtrate, ha registrato un'enorme popolarità nel 2022 prima di un calo progressivo del coinvolgimento, illustrando sia la domanda di esperienze social meno performative sia la difficoltà di mantenerle nel tempo. Piattaforme decentralizzate come Mastodon e Bluesky hanno attirato anche utenti in cerca di alternative non algoritmiche, in particolare in seguito alle modifiche alle politiche di X, precedentemente Twitter. I Vanderhook ritengono che queste dinamiche abbiano aperto uno spazio di mercato che MySpace può colmare.
Una breve storia dell'ascesa e della caduta di MySpace
MySpace fu lanciato nell'agosto del 2003 da Tom Anderson e Chris DeWolfe a Los Angeles. Conobbe una crescita straordinaria, superando Google per diventare il sito web più visitato negli Stati Uniti entro il 2006. Al suo picco, la piattaforma vantava oltre 100 milioni di account registrati ed era il social network di riferimento della metà degli anni 2000.
Gli utenti potevano personalizzare i propri profili con codice HTML personalizzato, impostare una canzone da riprodurre automaticamente a ogni visita e classificare i loro amici più stretti in una lista numerata, una funzione che all'epoca generava notevole ansia sociale.
News Corporation, il conglomerato mediatico controllato da Rupert Murdoch, ha acquisito MySpace nel 2005 per 580 milioni di dollari, una transazione all'epoca ampiamente considerata un successo strategico. Si sarebbe rivelata una delle valutazioni più errate e costose nella storia dei media digitali.
Il declino è stato rapido e deciso. Facebook, aperto al grande pubblico nel 2006, offriva un'interfaccia più pulita, un design più intuitivo e una cultura del nome reale che gli utenti trovavano più affidabile. MySpace, al contrario, era diventato disordinato, lento e sempre più tormentato dallo spam. Milioni di utenti sono migrati altrove, e la piattaforma non ha mai più ritrovato la sua stabilità.
News Corporation ha venduto MySpace nel 2011 per soli 35 milioni di dollari, con una perdita superiore ai 500 milioni di dollari rispetto all'investimento iniziale. Una serie di proprietari ha cercato di reinventare la piattaforma negli anni successivi. Il cantante Justin Timberlake si è unito in modo notevole al gruppo di acquisizione del 2011. MySpace ha tentato brevemente di riposizionarsi come hub per la scoperta musicale, ma il cambiamento di rotta non ha preso piede. Il sito è gradualmente scomparso nell'oblio, mantenendo solo una piccola ma dedicata comunità di musicisti e fan.
Una nuova scommessa in tempi cambianti
I Vanderhook, che gestiscono l'azienda di pubblicità digitale Specific Media, hanno acquisito MySpace come parte dell'accordo del 2011 e ne hanno mantenuto la proprietà da allora. Ora scommettono che le stesse condizioni che hanno condannato MySpace, la dominanza di Facebook e un prodotto superiore, abbiano creato una nuova opportunità due decenni dopo. Quella stessa piattaforma dominante deve ora affrontare una crescente insoddisfazione degli utenti, una maggiore attenzione normativa, inclusa un'indagine antitrust in corso della Federal Trade Commission degli Stati Uniti e nuovi obblighi derivanti dal Digital Services Act dell'Unione Europea, e un'intensa concorrenza da parte dei servizi di video in formato breve.
Se un MySpace rilanciato riesca ad attrarre la scala necessaria per essere rilevante nel 2026 rimane profondamente incerto. Il panorama dei social media in cui entrerebbe è molto più affollato e competitivo di quello che ha lasciato. La sfida è aggravata dagli effetti di rete: le piattaforme social traggono il loro valore dall'avere una massa critica di amici e contatti di un utente attivi sullo stesso servizio, il che storicamente ha reso difficile per i nuovi entranti, o per quelli di ritorno, competere una volta che le persone si sono stabilite altrove. Ciononostante, la frustrazione che motiva questo sforzo è reale, e la storia suggerisce che gli utenti migreranno quando emergerà un'alternativa convincente.