NotizieMacroL'MTRCB si oppone al divieto di film e programmi TV violenti, sollecita una maggiore supervisione genitoriale

L'MTRCB si oppone al divieto di film e programmi TV violenti, sollecita una maggiore supervisione genitoriale

Autore: Bworldonline·

Punti chiave

  • •L'MTRCB si oppone al divieto di contenuti mediatici violenti, citando le potenziali violazioni del diritto costituzionale alla libertà di espressione per i creativi filippini.
  • •L'agenzia sollecita invece i genitori e gli educatori a supervisionare attivamente le abitudini di visione dei bambini su TV, film e piattaforme di social media.
  • •Il Capo della PNP Gen. Jose Melencio Nartatez Jr. ha proposto di raccomandare potenzialmente il divieto di programmi TV eccessivamente violenti e contenuti sui social media per contrastare la crescente violenza giovanile.
  • •L'MTRCB opera ai sensi del Decreto Presidenziale n. 1986, utilizzando sistemi di classificazione in base all'età anziché divieti totali per regolamentare i contenuti mediatici.
  • •Recenti episodi, tra cui una sparatoria in una scuola superiore di Tacloban e un accoltellamento mortale a Las Piñas, hanno intensificato il dibattito nazionale sui fattori che contribuiscono alla violenza giovanile, con i consumi mediaci sotto esame accanto alla sicurezza scolastica e al supporto per la salute mentale.
L'MTRCB si oppone al divieto di film e programmi TV violenti, sollecita una maggiore supervisione genitoriale

La Commissione di Revisione e Classificazione dei Film e della Televisione (MTRCB) ha dichiarato di non supportare le proposte di vietare film e programmi televisivi violenti in risposta a una serie di recenti episodi violenti che hanno coinvolto minori nelle Filippine. L'agenzia sta invece sollecitando una maggiore supervisione dei bambini da parte di genitori ed educatori.

In una dichiarazione rilasciata alla stampa, l'MTRCB ha affermato di "ritenere che vietare film e programmi televisivi con tematiche violente non sia la soluzione appropriata, poiché ciò potrebbe violare il diritto costituzionale dei creativi filippini alla libertà di espressione e di creazione."

Il consiglio sta invece invitando "alla partecipazione attiva di genitori ed educatori per garantire che i bambini siano debitamente e adeguatamente supervisionati durante la visione di programmi TV o film, o durante la consultazione di contenuti sulle piattaforme di social media. In questo modo i bambini possono comprendere correttamente il contesto di ciò che guardano, consentendo al contempo a genitori e tutori di trasmettere ulteriormente i valori e la cultura filippina ai propri figli."

L'agenzia ha aggiunto di "considerare la protezione dei bambini filippini dai contenuti dannosi come un dovere condiviso del governo, dei genitori, degli educatori, degli operatori dei media, degli influencer digitali e dei soggetti dell'industria cinematografica e televisiva."

In base al mandato stabilito dal Decreto Presidenziale n. 1986, l'MTRCB ha il compito di assegnare classificazioni in base all'età a film e programmi televisivi, supportando al contempo la crescita dell'industria dell'intrattenimento. L'agenzia ha dichiarato di "collaborare attivamente con i soggetti dell'industria cinematografica e televisiva per garantire che i valori culturali filippini siano tutelati e rispettati" e allo stesso tempo di "sostenere una cultura di autentica e responsabile autoregolamentazione." L'approccio basato sulla classificazione riflette quello di numerosi Paesi nel mondo, dove i sistemi di valutazione dei contenuti sono generalmente preferiti ai divieti totali come mezzo per bilanciare la protezione dei minori con la libertà creativa.

La posizione dell'MTRCB segue le dichiarazioni del Capo della Polizia Nazionale Filippina Gen. Jose Melencio Nartatez, Jr., il quale ha affermato durante una conferenza stampa il 3 agosto che le autorità potrebbero raccomandare il divieto di programmi TV "eccessivamente violenti" e la limitazione dei contenuti violenti sulle piattaforme di social media come parte delle misure per contrastare l'aumento degli episodi violenti che coinvolgono minori.

"Forse possiamo raccomandare il divieto di film e programmi TV con un alto livello di violenza. Possiamo formulare una raccomandazione analoga per le app di social media e altre soluzioni. Non si limita solo a questo," ha dichiarato il Gen. Nartatez.

Il dibattito è stato alimentato da diversi episodi recenti. Il 22 giugno si è verificata una sparatoria di massa in una scuola superiore di Tacloban City, Leyte, dove due giovani adolescenti hanno aperto il fuoco, uccidendo tre studenti e ferendone più di 20. Sono stati segnalati anche molteplici accoltellamenti, il più recente dei quali avvenuto a Las Piñas, dove uno studente di 13 anni della Grade 9 è stato ucciso da un compagno di classe di 14 anni. Gli episodi hanno suscitato un più ampio dibattito pubblico nelle Filippine sui fattori che contribuiscono alla violenza giovanile, con i consumi mediaci che rappresentano uno dei diversi ambiti sotto esame, accanto alle questioni relative alla sicurezza scolastica, all'accesso alle armi e al supporto per la salute mentale dei minori.