Microsoft annulla il progetto di data center AI nel Regno Unito per ritardi nella fornitura di energia elettrica
Punti chiave
- •Microsoft ha risolto il contratto di anchor tenant per il data center di Nscale a Loughton, nell'Essex, il 18 ottobre 2026, dopo aver appreso che un'adeguata elettricità dalla rete non sarebbe arrivata al sito prima dei primi-metà anni 2030.
- •Il progetto era stato presentato come il più grande data center AI sovrano del Regno Unito, con capacità iniziale pianificata di 50 megawatt espandibile a 90 MW, 23.040 GPU Nvidia GB300 dedicate ai carichi di lavoro Azure e apertura prevista tra fine 2026 e inizio 2027.
- •Microsoft ha dichiarato che la sua più ampia relazione con Nscale non è influenzata, con i contratti che coprono progetti in Norvegia, Portogallo e Stati Uniti che proseguono, sebbene il sito di punta norvegese di Nscale abbia attualmente solo 6,4 MW operativi dei 30 MW pianificati.
- •Nscale ha presentato domanda per una IPO negli Stati Uniti a settembre 2026 puntando a una valutazione fino a 35 miliardi di dollari basata in gran parte sui contratti con Microsoft e Anthropic, e sta ora esplorando la generazione di energia a celle a combustibile in loco per Loughton, perseguendo al contempo altre opportunità di espansione nel Regno Unito.
- •L'annullamento mette in luce il backlog di connessioni della rete elettrica britannica, con alcuni progetti che avrebbero affrontato attese fino a 13 anni, ponendo una sfida alle ambizioni di leadership AI del governo messe in mostra durante gli eventi diplomatici tecnologici USA-Regno Unito del 2025.

Microsoft si è ritirata da un data center di intelligenza artificiale pianificato nel Regno Unito. Il motivo non è stata una carenza di chip, un buco nei finanziamenti o un cambio di strategia: la struttura semplicemente non è riuscita a garantire energia elettrica a sufficienza.
Il sito, sviluppato dall'azienda di infrastrutture AI Nscale a Loughton, nell'Essex, era destinato a fornire capacità di calcolo per il business cloud di Microsoft Azure. Microsoft ha risolto il contratto di anchor tenant—l'impegno del cliente principale attorno al quale è costruito uno sviluppo di queste dimensioni—il 18 ottobre 2026. Il elemento scatenante è arrivato quando UK Power Networks ha informato lo sviluppo che un'adeguata fornitura elettrica dalla rete non sarebbe arrivata al sito prima dei primi-metà anni 2030. Il data center era previsto per l'apertura tra fine 2026 e inizio 2027.
Cosa era previsto nell'Essex
Sulla carta, Loughton era un progetto di rilievo. Il sito era stato presentato come il più grande data center AI sovrano del Regno Unito—ossia una capacità di calcolo situata e controllata all'interno dei confini nazionali. Il piano prevedeva una capacità iniziale di 50 megawatt, con possibilità di espansione fino a 90 MW. Queste cifre sono importanti perché i megawatt sono la moneta pratica degli accordi per i data center: misurano la capacità elettrica continua che un sito può attingere, che a sua volta limita quanti server—e quanto calcolo AI—una struttura può effettivamente gestire. Il parco server avrebbe dovuto includere 23.040 GPU Nvidia GB300—chip di fascia alta progettati per l'AI—tutti dedicati ai carichi di lavoro Microsoft Azure.
Microsoft afferma che la partnership più ampia è intatta
Microsoft si è guardata bene dal presentare la decisione come un problema del sito piuttosto che un problema del partner. L'azienda ha dichiarato che la sua più ampia relazione con Nscale rimane solida, e che gli altri contratti con la società—che coprono progetti in Norvegia, Portogallo e Stati Uniti—non sono influenzati dalla decisione su Loughton.
Esiste tuttavia un dato meno rassicurante per l'azienda. Il sito di punta di Nscale in Norvegia è anch'esso in ritardo sui tempi, con soli 6,4 MW operativi della capacità pianificata di 30 MW.
Per sua parte, Nscale non sta abbandonando l'Essex. L'azienda sta esplorando opzioni di generazione energetica in loco, incluse le celle a combustibile, per alimentare la struttura di Loughton, e dichiara di continuare a perseguire opportunità di espansione altrove nel Regno Unito.
Il problema della rete elettrica britannica
L'annullamento arriva in un punto delicato per i policymaker britannici. Il progetto era strettamente legato allobiettivo del governo di posizionare il Regno Unito come leader nell'AI—ambizioni messe in mostra durante gli eventi diplomatici tecnologici di alto profilo tra Stati Uniti e Regno Unito nel 2025.
La rete elettrica britannica presenta un backlog di connessioni ben documentato, con alcuni progetti che avrebbero affrontato, secondo le testimonianze, attese fino a 13 anni per essere collegati alla rete. Le connessioni per carichi di grandi dimensioni come un data center richiedono tipicamente il potenziamento delle reti locali e della fornitura di generazione, ed è per questo che i tempi sono espressi in anni prima che un singolo server possa essere acceso. Per le politiche sull'AI, questo rende l'energia elettrica un input determinante: le ambizioni di calcolo sono realizzabili solo dove la rete è in grado di tenerne il passo.
Cosa significa per Nscale e le infrastrutture AI
Lo stakeholder più direttamente coinvolto è Nscale. L'azienda ha presentato domanda per una IPO negli Stati Uniti a settembre 2026, puntando a una valutazione fino a 35 miliardi di dollari—una valutazione che si basa principalmente sui suoi contratti con Microsoft e Anthropic.
Perdere Microsoft come anchor tenant in un sito, un mese dopo aver presentato la domanda di quotazione in borsa, arriva in un momento scomodo per l'azienda. La dichiarazione di Microsoft che gli altri contratti rimangono intatti offre qualche rassicurazione, ma il ritardo in Norvegia solleva domande su quanti altri siti Nscale affrontino vincoli energetici simili. Un'azienda valutata sulla capacità futura deve alla fine dimostrare di riuscire a rendere quella capacità operativa. I segnali da monitorare da qui in avanti sono concreti: se la generazione a celle a combustibile produrrà un percorso energetico praticabile per Loughton, e con quale rapidità la capacità operativa della Norvegia colmerà il divario rispetto ai 30 MW pianificati.