L’accordo da €100m di Manchester City per Bouaddi mette in luce la fuga di talenti dalla Ligue 1
Punti chiave
- •Negli ultimi cinque anni, il valore delle esportazioni della Ligue 1 verso i principali campionati rivali è quasi triplicato.
- •La spesa della Premier League per i giocatori della Ligue 1 ha raggiunto il record di €447m in questa stagione, con una settimana ancora da giocare nella finestra estiva.
- •Le cessioni alla Premier League hanno portato ai club della Ligue 1 quasi €2bn dal summer of 2021, mentre i trasferimenti tra club francesi sono cresciuti molto meno rapidamente.
- •Le difficoltà sui diritti media della Ligue 1, tra cui il crollo dell’accordo Mediapro e la fine dell’intesa con Dazn, hanno ridotto drasticamente gli incassi televisivi dei club.
- •La Ligue 1 è ora quinta nel ranking dei coefficienti UEFA, con soli tre posti garantiti in Champions League, aumentando la pressione a vendere giocatori.

L’ingaggio da €100m (£86m) da parte del Manchester City del centrocampista del Lille Ayyoub Bouaddi è più che un semplice esempio di un ricco club europeo che si assicura un talento promettente.
È anche l’ultimo segnale della fuga di talenti dal calcio francese, una tendenza alimentata dal crescente potere di spesa della Premier League e dalle difficoltà finanziarie che interessano la maggior parte dei club di Ligue 1.
L’operazione solleva domande più ampie per chi gestisce il calcio in Francia e rischia di indebolire ulteriormente il ruolo della Ligue 1 come una delle Big Five europee.
I numeri indicano chiaramente una direzione: i club francesi dipendono sempre più dalla vendita dei loro migliori giocatori, come Bouaddi, a compratori esteri per restare a galla.
Negli ultimi cinque anni, le esportazioni dalla Ligue 1 verso le sue sette principali competizioni rivali — in Inghilterra, Spagna, Italia, Germania, Portogallo, Turchia e Arabia Saudita — hanno visto il loro valore quasi triplicare.
Le cessioni alla sola Premier League hanno portato quasi €2bn dal summer of 2021, appena meno del totale generato dalle altre sei rivali messe insieme, e circa il 150 per cento in più rispetto a cinque anni fa.
Al contrario, il valore dei trasferimenti tra club di Ligue 1 è aumentato solo del 70 per cento, suggerendo che gran parte del denaro proveniente dalle vendite all’estero non sia stata reinvestita nel mercato domestico.
Come i problemi sui diritti media hanno colpito i club di Ligue 1
Il calcio francese è da sempre un centro di formazione di talenti. Insieme al sud di Londra e a Rio de Janeiro, l’area più ampia di Parigi è una delle principali fucine di giocatori al mondo.
Ma le gravi difficoltà finanziarie che hanno colpito tutti i club di Ligue 1 tranne il Paris Saint-Germain, sostenuto dal Qatar, hanno accelerato il deflusso di talenti, lasciando molti club con meno margini per trattenere i giocatori emergenti mentre passano dai settori giovanili ai titolari affermati, richiesti da campionati più ricchi.
Il primo duro colpo è arrivato nel 2020, quando l’accordo sui diritti media della Ligue 1 con Mediapro è crollato dopo il mancato pagamento da parte della società, costringendo il campionato a un accordo d’emergenza scontato con Canal+.
A questo è seguito un rapporto interrotto con Dazn, che ha chiuso il suo accordo da €500m l’anno dopo una sola stagione lo scorso anno, affermando che il rendimento era stato eroso da misure anti-pirateria insufficienti.
La Ligue 1 è stata quindi costretta a lanciare un proprio servizio di streaming, generando solo €140m l’anno per i club nel complesso — molto meno degli €840m che Mediapro aveva accettato di pagare.
I club di massima serie francesi incassano ora insieme meno dai contratti televisivi di quanto il club medio di Premier League guadagni da solo.
Non sorprende, quindi, che il talento attraversi la Manica più velocemente dell’Eurostar, con Bouaddi come ultimo esempio di quest’estate.
I club di Premier League spendono cifre record per giocatori provenienti dalla Francia
Il dinamico e combattivo 18enne nazionale marocchino, noto per i lunghi ricci, è stato una delle rivelazioni del recente World Cup, il che spiega in parte l’ingente cifra per un giocatore con meno di 100 presenze con il Lille.
Il suo arrivo porterà la spesa della Premier League per i giocatori della Ligue 1 in questa stagione a €447m, già un record con una settimana ancora da giocare prima della scadenza estiva e con una finestra di gennaio ancora da venire.
Tra gli altri giocatori che hanno lasciato la Francia per l’Inghilterra negli ultimi anni figurano Jeremy Jacquet del Liverpool, Leny Yoro del Manchester United, Jeremy Doku e Rayan Cherki del Manchester City, e Mamadou Sangare del Brentford.
Mentre i club francesi continuano a produrre talenti di alto livello, la fuga ha inevitabilmente inciso sulla loro competitività in Europa, a parte il PSG, protetto dal punto di vista finanziario. Per i club fuori Parigi, le cessioni dei giocatori non sono solo una strategia commerciale, ma un modo per compensare un divario di ricavi visibile nei mercati dei trasferimenti, nei proventi televisivi e nella competizione europea.
La Ligue 1 è ora nettamente quinta nel ranking dei coefficienti delle associazioni UEFA, il che significa che riceve solo tre posti garantiti nella Champions League a 36 squadre.
Inghilterra e Spagna ne hanno cinque ciascuna, mentre Italia e Germania ne hanno quattro. Con i club portoghesi che la scorsa stagione hanno ottenuto risultati migliori rispetto alle controparti francesi, quel numero potrebbe essere ridotto ulteriormente.
Con meno successi in Europa arrivano meno entrate dalla distribuzione centrale della UEFA, rafforzando un circolo vizioso che rende i club francesi sempre più dipendenti dalla vendita dei propri giocatori.