Le principali valute rimbalzano contro il dollaro США mentre il mercato guarda oltre i verbali restrittivi della Fed
Punti chiave
- •Il dollaro neozelandese è stata la principale valuta del gruppo nella settimana, con un rialzo dell’1,57% contro il dollaro statunitense.
- •L’inflazione al consumo del Canada per luglio è salita al 3,0% su base annua, sopra le attese, sostenendo brevemente il dollaro canadese.
- •L’occupazione australiana di luglio è diminuita di 15.800 unità e il tasso di disoccupazione è salito al 4,5%, il livello più alto dalla fine del 2021.
- •I verbali di luglio della Federal Reserve avevano un tono restrittivo, ma gli operatori hanno prestato maggiore attenzione ai successivi segnali di inflazione più debole e di un mercato del lavoro meno solido.
- •La probabilità di mercato di un tasso obiettivo Fed di 350–375 bps alla riunione del 16 settembre è risalita verso il 60%–70% entro il 21 agosto.

Le principali valute hanno registrato un rialzo diffuso contro il dollaro statunitense nella settimana di contrattazioni del 17–21 agosto 2026, guidate dall’avanzamento del dollaro neozelandese del +1,57%. Il movimento è stato alimentato da una diffusa vendita del dollaro USA a metà settimana, il 19 agosto, mentre i mercati hanno guardato oltre i verbali restrittivi della Federal Reserve e hanno reagito a dati economici statunitensi più deboli. L’agenda della settimana è stata dominata da tre temi: l’accelerazione dell’inflazione canadese di luglio, una contrazione a sorpresa del mercato del lavoro australiano e una rapida revisione delle aspettative per la riunione di politica monetaria della Federal Reserve del 16 settembre. La revisione ha illustrato una dinamica familiare nei mercati valutari: i tassi di cambio si muovono in base ai cambiamenti nei differenziali attesi dei tassi d’interesse, con gli operatori che si spostano lontano dalle valute le cui banche centrali sono attese tagliare i tassi e verso quelle attese mantenere i tassi più alti più a lungo — la chiave di lettura che ha caratterizzato gran parte dell’azione della settimana sul dollaro e sulle sue principali controparti.
Canada: l’inflazione accelera, la Bank of Canada mantiene un’impostazione prudente
Il rapporto CPI di luglio di Statistics Canada, pubblicato nella settimana del 17 agosto, ha mostrato un’accelerazione dell’inflazione headline al 3,0% su base annua — superiore alle previsioni — trainata dall’impennata dei costi di benzina e viaggi, mentre le metriche core sottostanti sono rimaste relativamente contenute. Il dollaro canadese si è rafforzato immediatamente dopo la pubblicazione, spingendo USD/CAD al ribasso di circa lo 0,2% fino a 1,3850 nella giornata.
Nonostante il dato headline superiore alle attese, i responsabili della Bank of Canada (BoC) mantengono un orientamento prudente in prospettiva. Il Governing Council sta bilanciando attivamente la persistenza inflazionistica di breve periodo — alimentata dagli aumenti nelle componenti energia e servizi — contro i rischi emergenti al ribasso per la crescita domestica, tra cui consumi delle famiglie più deboli e costi di servizio del debito elevati.
Sebbene il dato CPI al 3,0% su base annua riduca temporaneamente le aspettative di mercato per un allentamento monetario aggressivo, le metriche core sottostanti (CPI-median e CPI-trim) — gli indicatori core preferiti dalla Bank of Canada, che escludono movimenti estremi dei prezzi in singole componenti come la benzina per cogliere l’inflazione di fondo — suggeriscono che le pressioni sui prezzi più ampie continuano a moderarsi verso la fascia obiettivo del 2%. Di conseguenza, il mercato monetario sta prezzando una probabilità più elevata di una pausa prolungata della politica monetaria, con le attese per i tagli dei tassi spostate più avanti lungo la curva dei rendimenti, mentre le banche centrali attendono ulteriori conferme di una disinflazione sostenuta prima di impegnarsi in ulteriori aggiustamenti di politica.
Australia: il mercato del lavoro rallenta, la RBA stretta tra due rischi
I dati australiani sulla forza lavoro di questa settimana hanno mostrato un raffreddamento inatteso del mercato del lavoro. L’occupazione complessiva è diminuita di 15.800 posti di lavoro a luglio, mancando ampiamente le previsioni di mercato e cancellando l’aumento di 80.000 posti del mese precedente. Il passaggio da un guadagno di 80.000 posti a una perdita di 15.800 ha segnato una forte inversione dello slancio del mercato del lavoro. La contrazione è stata interamente determinata da una netta riduzione dei posti part-time, che ha spinto il tasso di disoccupazione al 4,5% — il livello più alto dalla fine del 2021 — e ha contribuito a un calo dello 0,6% delle ore lavorate complessive. Il lavoro part-time è tra le componenti più volatili dell’indagine mensile sul lavoro, uno dei motivi per cui i decisori di politica monetaria tendono a guardare soprattutto al trend e non a un singolo dato mensile.
Il dollaro australiano (AUD) ha subito una pressione al ribasso immediatamente dopo il rapporto, poiché gli investitori hanno interpretato i dati come un segnale di un contesto economico più debole e il mercato ha ridimensionato le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Reserve Bank of Australia (RBA). Tuttavia, tale pressione si è rivelata di breve durata: la valuta ha poi registrato un forte recupero insieme al più ampio rally contro il dollaro statunitense nel corso della settimana.
La RBA si trova ora a navigare un classico dilemma di politica monetaria — gestire un mercato del lavoro in raffreddamento mentre persistono pressioni sui prezzi ancora ostinate. Le misure di inflazione core, trimmed mean e weighted median — gli indicatori core preferiti dalla RBA, che escludono le oscillazioni estreme dei prezzi che possono distorcere il dato headline — restano elevate intorno al 3,6%, con l’inflazione headline al 3,8%; entrambe sono sopra la fascia obiettivo della banca del 2%–3%. Allo stesso tempo, con il tasso di disoccupazione in aumento al 4,5% e la crescita netta dell’occupazione diventata negativa a luglio, la RBA è limitata nel poter alzare ulteriormente i tassi senza rischiare un rallentamento economico più marcato. Di conseguenza, è probabile che la RBA mantenga una pausa di politica monetaria “higher-for-longer” al 4,35%.
Federal Reserve: verbali di luglio restrittivi a fronte di dati più deboli
La pubblicazione dei verbali della riunione FOMC di luglio ha rivelato una divisione nettamente restrittiva tra i funzionari della Federal Reserve, evidenziata da tre dissensi favorevoli a un immediato rialzo dei tassi di 25 punti base e da forti avvertimenti sui rischi al rialzo per l’inflazione. Nonostante la retorica restrittiva, il mercato valutario ha reagito con vendite diffuse e moderate di dollari USA, poiché gli operatori hanno in gran parte considerato i verbali come dati ormai superati.
Piuttosto che negoziare sulla base del tono dei verbali, gli investitori hanno dato priorità ai dati economici successivi che mostravano un raffreddamento dell’inflazione e perdite di posti di lavoro, rispetto ai segnali di luglio della Fed, spostando l’attenzione verso i prossimi interventi al Jackson Hole Symposium per indicazioni prospettiche più chiare.
Le aspettative sui tassi si sono adeguate di conseguenza. Il grafico del CME FedWatch tool, che ricava probabilità implicite dal pricing dei futures sui fed funds, mostra che la probabilità implicita di un tasso obiettivo di 350–375 bps alla riunione del 16 settembre 2026 è scesa a un minimo plurimensile vicino al 20% a fine luglio, per poi recuperare bruscamente לאורך agosto. Entro il 21 agosto, tale probabilità era risalita verso l’area 60%–70%, riflettendo il cambiamento delle aspettative sui tassi mentre i trader ricalibravano la probabilità di un taglio della Fed in risposta ai dati economici in arrivo e alle comunicazioni delle banche centrali nel corso del mese.
Le principali coppie rimbalzano contro il dollaro statunitense
Nella settimana di contrattazioni del 17–21 agosto, le principali valute hanno registrato un forte rialzo contro il dollaro statunitense, spinte dalla diffusa vendita del biglietto verde a metà settimana del 19 agosto, mentre i mercati guardavano oltre i verbali restrittivi della Fed verso dati economici USA più deboli.
Il dollaro neozelandese (NZD/USD) ha guidato i rialzi su tutto il fronte, estendendo il guadagno al +1,57% dopo un forte recupero dai minimi di inizio settimana. Il dollaro australiano (AUD/USD) ha seguito con un rialzo del +1,33%, mentre l’euro (EUR/USD) ha mantenuto una solida forza al +1,01%. Il dollaro canadese (CAD/USD) è salito del +0,82%, sostenuto dalla precedente forza dell’inflazione interna, e la sterlina britannica (GBP/USD) si è attestata su un guadagno del +0,80% mentre le principali coppie mantenevano livelli elevati verso la fine della settimana.
La settimana in sintesi
La settimana del 17–21 agosto ha evidenziato dinamiche divergenti di politica monetaria e aspettative di mercato in cambiamento tra le principali banche centrali. L’aumento del CPI headline in Canada ha fornito un sostegno di breve periodo al dollaro canadese nonostante la disinflazione di fondo in corso, mentre il raffreddamento del mercato del lavoro australiano, a fronte di un’inflazione core persistente, ha mantenuto la RBA su una pausa prudente. Nel frattempo, i mercati hanno in gran parte guardato oltre i verbali restrittivi del FOMC e hanno prezzato una probabilità più elevata di tagli dei tassi Fed a settembre sulla base di indicatori economici più deboli — una revisione che ha alimentato guadagni diffusi tra le principali coppie valutarie rispetto al dollaro statunitense. Guardando alla settimana successiva, l’attenzione si sposta sul Jackson Hole Symposium — la conferenza annuale ospitata dalla Federal Reserve Bank of Kansas City che storicamente ha rappresentato un’occasione per segnalare cambiamenti nelle prospettive di politica monetaria — per indicazioni prospettiche da parte della Federal Reserve. Oltre a Jackson Hole, la riunione FOMC del 16 settembre, le prossime pubblicazioni sull’inflazione canadese e i prossimi dati su lavoro e prezzi in Australia forniranno le nuove letture sui trend che hanno guidato la revisione di questa settimana.
Fonti
- Statistics Canada, Consumer Price Indexes:
- Bank of Canada:
- ASX, RBA Rate Tracker:
- Australian Bureau of Statistics, Labour Force Australia:
- CME Group, FedWatch Tool:
- Articolo di origine, OANDA MarketPulse: https://www.marketpulse.com/markets/fx-markets-and-central-banks-overview-usdcad-audusd/
Questo articolo si basa su reportage e analisi pubblicati da OANDA MarketPulse. Le opinioni sono quelle degli autori e non necessariamente quelle di OANDA Business Information & Services, Inc. o di qualsiasi sua affiliata, sussidiaria, dirigente o amministratore. Il contenuto ha finalità esclusivamente informative ed educative.