Standard Chartered: Ghana, Ruanda, Namibia, Senegal e Côte d’Ivoire sono forti candidati per stablecoin in valuta locale
Punti chiave
- •Le stablecoin in valuta locale potrebbero contribuire a ridurre gli attriti nei pagamenti, abbassare i costi delle rimesse e sostenere il commercio regionale in Africa.
- •Più del 98% del mercato globale delle stablecoin è denominato in dollari statunitensi, lasciando alle valute africane una rappresentanza limitata.
- •Ghana, Ruanda, Namibia, Senegal e Côte d’Ivoire sono indicati tra i candidati più forti per l’adozione di stablecoin in valuta locale.
- •Il Sudafrica si colloca più in basso perché dispone già di infrastrutture sviluppate nei settori bancario, dei mercati dei capitali e dei pagamenti.
- •Standard Chartered ha avvertito che, senza opzioni in valuta locale, le stablecoin garantite dal dollaro potrebbero diventare il livello predefinito dei pagamenti digitali in Africa.

La prossima fase di adozione delle stablecoin in Africa potrebbe essere trainata da token digitali ancorati alle valute locali anziché al dollaro statunitense, secondo un nuovo rapporto di Standard Chartered e della società di asset digitali Zodia Markets.
Il rapporto afferma che le stablecoin in valuta locale potrebbero ridurre i costi di pagamento, migliorare il commercio transfrontaliero e aiutare le imprese a gestire la liquidità in modo più efficiente. Sebbene il mercato globale delle stablecoin sia cresciuto oltre $300 billion, più del 98% del suo valore resta denominato in dollari statunitensi, lasciando le valute africane in gran parte assenti dall’ecosistema dei pagamenti digitali.
Rochelle McCauley, Managing Director e Head of Banks, Broker Dealers, and Fintech for Africa presso Standard Chartered, ha affermato che le stablecoin sono sempre più considerate un’infrastruttura di pagamento, non solo strumenti per il trading di crypto.
Secondo McCauley, le stablecoin in valuta locale potrebbero ridurre gli attriti nei pagamenti transfrontalieri, abbassare i costi delle rimesse, sostenere il commercio regionale e consentire alle aziende di spostare liquidità tra i mercati in modo più efficiente. Ha aggiunto che potrebbero anche permettere transazioni al di fuori dei tradizionali orari bancari.
Il rapporto identifica Ghana, Ruanda, Namibia, Senegal e Côte d’Ivoire tra i candidati più forti per le stablecoin in valuta locale. La classifica suggerisce che l’opportunità non riguarda semplicemente l’adozione delle crypto, ma i mercati in cui il regolamento digitale potrebbe colmare lacune nelle infrastrutture di pagamento esistenti restando al tempo stesso legato alle valute nazionali.
Il Sudafrica si colloca più in basso nel rapporto, in larga parte perché dispone già di un settore bancario ben sviluppato, mercati dei capitali profondi e infrastrutture di pagamento avanzate.
Standard Chartered afferma che le stablecoin in valuta locale potrebbero integrare iniziative come il Pan-African Payment and Settlement System (PAPSS). Il rapporto sostiene che questi token potrebbero consentire alle imprese di regolare le transazioni in valute più vicine a quelle che utilizzano effettivamente, riducendo la dipendenza dalle banche corrispondenti e da molteplici conversioni valutarie.
Tuttavia, il rapporto afferma che un’adozione diffusa dipenderà da una regolamentazione chiara su copertura delle riserve, trasparenza, diritti di rimborso, controlli antiriciclaggio, cybersecurity e tutela dei consumatori. Questi requisiti sono centrali perché le stablecoin in valuta locale richiederebbero che utenti, banche, società di pagamento e autorità di regolamentazione possano fidarsi del fatto che i token siano rimborsabili in modo affidabile e che le riserve siano gestite correttamente.
McCauley ha inoltre avvertito che, se non verranno sviluppate stablecoin in valuta locale, le stablecoin garantite dal dollaro statunitense potrebbero diventare il livello predefinito dei pagamenti digitali in Africa. Ha affermato che ciò potrebbe accelerare la dollarizzazione, indebolire la politica monetaria e limitare lo sviluppo dei mercati finanziari nazionali.