Lisk chiuderà la blockchain il 31 ottobre, ponendo fine al piano di espansione focalizzato sull’Africa
Punti chiave
- •Lisk prevede di chiudere la propria blockchain il 31 ottobre 2026.
- •L’azienda ha lanciato nel 2025 un fondo da 15 milioni di dollari per sostenere startup Web3 in Africa, America Latina e Sud-est asiatico.
- •Nel febbraio 2026, l’exchange nigeriano Quidax ha stretto una partnership con Lisk per offrire agli sviluppatori accesso a stablecoin e valute locali.
- •Lisk ha dichiarato che la sua rete Ethereum Layer-2 non riusciva a generare ricavi sufficienti per sostenere incentivi dell’ecosistema e costi di manutenzione.
- •Il Lisk DAO sta valutando il burn di 100 million LSK, che ridurrebbe l’offerta del token da 400 million a 300 million.

Lisk chiuderà la sua blockchain il 31 ottobre 2026, ponendo fine a una strategia che aveva progressivamente collocato l’Africa e altri mercati emergenti al centro dei propri piani di crescita.
Il progetto blockchain svizzero ha compiuto un forte ingresso nei mercati emergenti, tra cui il lancio nel 2025 di un fondo da 15 milioni di dollari per sostenere startup Web3 in Africa, America Latina e Sud-est asiatico. Lisk ha spiegato che il fondo era destinato a finanziare aziende che risolvono problemi concreti, anziché progetti speculativi, e ha definito la regione un’opportunità in gran parte trascurata.
L’Africa è diventata una delle parti più visibili di quella strategia.
FUNDING | Out of 4 Early Recipients of the $15 Million Lisk EMpower Fund, 2 Are African Startups
Lisk puntava a costruire un ecosistema attorno a startup che utilizzano la blockchain per pagamenti, servizi finanziari e altre applicazioni. In mercati come la Nigeria, la rete cercava anche di posizionarsi come infrastruttura per stablecoin e accesso alle valute locali. Nel febbraio 2026, l’exchange crypto nigeriano Quidax ha stretto una partnership con Lisk per offrire agli sviluppatori accesso a stablecoin e valute locali tramite la sua infrastruttura.
Quel investimento è ora di fatto in fase di dismissione.
Lisk ha dichiarato che la sua rete Ethereum Layer-2 non è riuscita a generare ricavi sufficienti dopo circa due anni e mezzo, mentre gli incentivi dell’ecosistema e i costi di mantenimento della rete hanno reso il modello insostenibile. L’azienda sta quindi abbandonando il business blockchain e passando a una piattaforma di finanza operativa per imprese, focalizzata su conti bancari, stablecoin, pagamenti e gestione del denaro.
LATEST | THE LISK CHAIN IS WINDING DOWN The #Ethereum L2 layer has also proposed the cessation of the #LISKDAO . @Lisk says the ‘Lisk Chain has been struggling with generating enough revenue that can flow back to the LSK token, and ecosystem incentives paid in LSK tokens have… pic.twitter.com/kPGCx8pfcg — BitKE (@BitcoinKE) August 26, 2026
La svolta è particolarmente rilevante perché Lisk aveva solo di recente rafforzato il proprio focus sui mercati emergenti. Il fondo da 15 milioni di dollari era stato lanciato meno di un anno fa con un mandato che copriva Africa, America Latina e Sud-est asiatico. Il progetto aveva presentato la strategia come un modo per cogliere opportunità in mercati che il venture capital tradizionale, secondo quanto affermava, stava trascurando, sostenendo anche programmi di incubazione e grant per fondatori africani.
La chiusura arriva anche dopo che Lisk aveva già abbandonato la sua blockchain Layer-1 originaria, ricostruendosi come Ethereum Layer-2 alla fine del 2023. La rete che ora viene chiusa è quindi una versione relativamente recente del progetto. Per utenti e sviluppatori, ciò significa che lo smantellamento non è solo una svolta societaria, ma anche la fine di un livello infrastrutturale che era stato reintrodotto solo di recente in una nuova forma.
Per l’industria crypto africana, questo sviluppo mette in evidenza un problema più ampio: il capitale che entra nei mercati emergenti non si traduce automaticamente in un’infrastruttura blockchain duratura. Lisk ha investito molto nella costruzione di un ecosistema attorno a startup africane e di altri mercati emergenti, ma alla fine ha concluso che gestire una propria blockchain non poteva produrre un’attività economicamente sostenibile.
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L’azienda si muoverà ora nella direzione opposta, allontanandosi dalla gestione di una blockchain e orientandosi invece all’uso di infrastrutture finanziarie e blockchain esistenti per offrire strumenti di finanza aziendale.
Il Lisk DAO sta inoltre valutando il burn di 100 million LSK, che ridurrebbe l’offerta totale del token da 400 million a 300 million. Inoltre, i detentori di LSK sulla Lisk Chain dovranno migrare i propri token prima della chiusura della rete.
Per i fondatori Web3 africani, il significato va oltre Lisk stessa. Uno dei progetti che aveva assunto alcuni degli impegni finanziari più chiari per costruire un ecosistema blockchain nei mercati emergenti si sta ora ritirando dall’infrastruttura che aveva promosso per anni.
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