La casata principesca del Liechtenstein approva silenziosamente riforme che ampliano i poteri del principe
Punti chiave
- •Il principe Alois del Liechtenstein può porre il veto sulle leggi, destituire il governo, sciogliere il parlamento, nominare giudici e respingere leggi approvate tramite referendum.
- •I poteri del principe derivano da una revisione costituzionale del 2003 approvata dagli elettori e sono stati confermati nel 2012, quando circa tre quarti degli elettori ha respinto un'iniziativa per limitare il veto reale.
- •Le nuove riforme della legge di famiglia conferiscono al principe maggiore discrezionalità sull'appartenenza dinastica e autorità su cognomi, titoli e stemmi familiari.
- •Il consiglio di famiglia passerà da tre a cinque membri, ma il principe ora dovrà solo consultarlo in materia di grazia anziché ottenerne il consenso.
- •Le riforme sono state approvate dalla dinastia stessa secondo la propria legge privata, non dal parlamento o dai cittadini, a sottolineare la posizione insolitamente forte della monarchia in Europa.

Il Liechtenstein è una monarchia funzionante nella pratica? Le recenti segnalazioni suggeriscono che la risposta sia sì.
Documenti interni esaminati dal Financial Times mostrano che, tre giorni prima, dietro le mura del castello di Vaduz, la dinastia regnante più ricca d'Europa ha silenziosamente approvato una riforma che rafforza l'autorità di un principe che già esercita un potere straordinario sui suoi 42.000 cittadini, riducendo al contempo alcuni dei diritti e dei controlli esercitati dai suoi familiari nella casata principesca del Liechtenstein.
Ancor prima di queste modifiche, il principe Alois poteva porre il veto sulla legislazione, destituire il governo, sciogliere il parlamento, nominare giudici e respingere leggi approvate tramite referendum. Questi vasti poteri affondano le radici in una revisione costituzionale del 2003 che gli stessi elettori del Liechtenstein approvarono tramite referendum, e che è sopravvissuta a una sfida diretta nel 2012, quando circa tre quarti degli elettori ha respinto un'iniziativa volta a limitare il veto del principe. A giugno, il principe cattolico ha dichiarato che avrebbe posto il veto su un'iniziativa popolare per legalizzare l'aborto nelle prime 12 settimane di gravidanza, anche se gli elettori l'avessero sostenuta.
Le ultime modifiche alla legge di famiglia vanno ben oltre la successione. Secondo i documenti interni, il principe ottiene una maggiore discrezionalità su chi fa parte della dinastia e l'autorità esplicita di stabilire regole su cognomi, titoli e stemmi familiari. Il consiglio di famiglia, un organo composto da familiari che sovrintende agli affari dinastici, passerà da tre a cinque membri, ma perde un controllo importante: il principe non avrà più bisogno del suo consenso per concedere grazie, ma solo di consultarlo.
Va notato che le riforme non sono state approvate dal parlamento né dai cittadini, ma dai membri stessi della dinastia — un promemoria del fatto che, pur essendo il Liechtenstein una democrazia parlamentare con istituzioni elette, la casata principesca regola i propri affari interni attraverso una propria legge privata, in gran parte al di fuori della supervisione pubblica. L'episodio illustra inoltre quanto il Liechtenstein rimanga insolito tra le monarchie europee, dove i poteri reali sono generalmente stati ridotti a ruoli cerimoniali nel corso dell'ultimo secolo.
Ulteriori informazioni da Paul Caruana Galizia sul FT. Via Marginal Revolution.