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Laser Digital ottiene la prima approvazione per una crypto exchange in Giappone in quattro anni

Autore: CoinWy·

Punti chiave

  • Laser Digital, affiliata di Nomura e costituita nel 2022, ha ottenuto la prima nuova approvazione per una crypto exchange in Giappone in quattro anni, resa nota in un annuncio del 21 agosto 2026.
  • Le exchange giapponesi devono registrarsi ai sensi del Payment Services Act e aderire a un organismo di autoregolamentazione accreditato; la Japan Virtual and Crypto Assets Exchange Association è stata certificata dalla FSA nel 2018.
  • Il divario di quattro anni nelle approvazioni segue il collasso di Mt. Gox nel 2014 e l’hack di Coincheck nel 2018, che hanno portato a ispezioni della FSA e a regole di custodia più severe con separazione degli asset e cold storage.
  • L’approvazione coincide con i riportati piani di SBI, Rakuten e Nomura di esplorare crypto investment trust e con proposte di riclassificare le crypto asset ai sensi del Financial Instruments and Exchange Act.
  • Gli osservatori avvertono che la licenza è un evento significativo per una sola società, ma non conferma ancora una più ampia riapertura del mercato crypto giapponese.
Laser Digital ottiene la prima approvazione per una crypto exchange in Giappone in quattro anni

Laser Digital, una società affiliata di Nomura che il gruppo ha lanciato nel 2022 come propria divisione per gli asset digitali, ha ottenuto la prima approvazione per una crypto exchange in Giappone in quattro anni — una tappa che i sostenitori interpretano come un allentamento in uno dei regimi di autorizzazione più severi al mondo, mentre gli scettici avvertono che una singola approvazione non è ancora prova di un cambiamento di politica più ampio.

L’approvazione è stata resa nota da Laser Digital, affiliata di Nomura, in un annuncio datato 21 agosto 2026. La licenza consente alla società di operare una crypto exchange autorizzata in Giappone dopo un periodo in cui non erano state concesse nuove approvazioni nel Paese.

Per chi segue la regolamentazione sulle crypto, il dato rilevante è la tempistica. Il Giappone richiede alle exchange di registrarsi ai sensi del Payment Services Act e di aderire a un organismo di autoregolamentazione accreditato, e l’elenco dei membri della Japan Virtual and Crypto Assets Exchange Association riflette quanto selettivo sia stato quel processo. L’associazione è stata certificata dalla Financial Services Agency (FSA) del Giappone nel 2018, lo stesso anno in cui i regolatori hanno iniziato a rafforzare la vigilanza dopo l’hack di Coincheck.

Perché un intervallo di quattro anni attira l’attenzione

Un intervallo di quattro anni tra le approvazioni segnala un contesto autorizzativo lento, costruito dal Giappone dopo fallimenti di exchange di alto profilo che hanno spinto i regolatori alla cautela. Gli episodi più spesso citati sono il collasso nel 2014 della Mt. Gox, con sede a Tokyo, che perse circa 850.000 bitcoin dei clienti, e l’hack di Coincheck del gennaio 2018, in cui furono rubati circa 530 milioni di dollari del token NEM. La violazione di Coincheck ha portato a una serie di ispezioni sul posto da parte della FSA e a regole di custodia più severe — compresi requisiti per separare i beni dei clienti e mantenere la maggior parte di essi in cold storage — che ogni nuovo richiedente deve ora soddisfare. La lettura ottimista è che interrompere la pausa segnali che la porta sia di nuovo aperta per i richiedenti con ampia capitalizzazione.

La lettura più prudente sostiene invece che una sola approvazione non conferma che il Giappone abbia allentato i propri standard; potrebbe semplicemente riflettere il fatto che un richiedente sostenuto da Nomura abbia superato una soglia che pochi altri hanno voluto o potuto raggiungere. La ricerca a sostegno di questa storia è limitata alla sola approvazione, quindi affermazioni più ampie sulla direzione della politica restano non dimostrate.

La mossa si inserisce inoltre in una tendenza che vede nomi consolidati della finanza giapponese avvicinarsi agli asset digitali, inclusi i riportati piani di SBI, Rakuten e Nomura di esplorare crypto investment trust. Tali piani sono emersi insieme a proposte riportate per riclassificare le crypto asset ai sensi del Financial Instruments and Exchange Act (FIEA) del Giappone, la normativa che disciplina i titoli — un cambiamento che, se approvato, modificherebbe il modo in cui i prodotti digitali vengono autorizzati e tassati in Giappone. Questo contesto rende meno sorprendente l’approvazione di un exchange sostenuto da un operatore storico, anche se il dato non si estende alle società al di fuori di tale cerchia.

Cosa potrebbe segnalare per le società che guardano al Giappone

Le principali approvazioni per gli exchange tendono a influenzare il posizionamento competitivo, e i concorrenti che osservano il Giappone hanno ora un nuovo riferimento su come appare una domanda di successo. Anche il panorama delle sedi autorizzate sta cambiando rapidamente tra le varie giurisdizioni, con società come Capital.com che stanno sviluppando un’offerta spot crypto negli UAE, a dimostrazione della rapidità con cui le presenze autorizzate si stanno espandendo altrove.

Sul fronte delle opportunità, il via libera a un richiedente di grande peso potrebbe incoraggiare altri a testare il processo, analogamente a quanto fatto da operatori statunitensi come EDX Markets, che sta cercando una trust bank charter OCC e ha puntato su strutture regolamentate per espandersi. Con l’aumento delle opzioni autorizzate, i trader che confrontano le sedi possono anche valutare un numero crescente di crypto exchange aggregators.

Resta però la cautela: la soglia di approvazione del Giappone è rimasta alta per quattro anni per ragioni che non sono state pubblicamente riviste insieme a questa decisione. Finché non arriveranno ulteriori approvazioni o indicazioni formali, la conclusione equilibrata è che la licenza di Laser Digital rappresenti un evento significativo per una sola società, ma non ancora la conferma di un mercato riaperto.

Disclaimer: Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza finanziaria o di investimento. I mercati delle criptovalute e degli asset digitali comportano rischi significativi. Effettua sempre le tue ricerche prima di prendere decisioni.