NotizieMacroLa crisi di KPMG Australia si aggrava: il consulente generale e il responsabile delle Risorse Umane lasciano l'azienda prima dell'udienza parlamentare

La crisi di KPMG Australia si aggrava: il consulente generale e il responsabile delle Risorse Umane lasciano l'azienda prima dell'udienza parlamentare

Autore: The Market Online Australia·

Punti chiave

  • Il consulente generale Louise Capon e il responsabile delle Risorse Umane Dorothy Hisgrove si sono dimessi da KPMG Australia amid una crescente scrutiny sulla gestione dei whistleblower da parte dell'azienda.
  • KPMG ha pagato più di 500.000 dollari a un ex senior manager che aveva denunciato irregolarità nella divisione fiscale, con il pagamento presumibilmente soggetto a clausole di riservatezza.
  • I documenti indicano che KPMG ha fornito allo studio legale Ashurst solo informazioni limitate sulle accuse del whistleblower dell'area audit, pur avendo condotto una propria indagine interna più dettagliata.
  • L'udienza parlamentare fa parte di un'inchiesta più ampia del Senato sul settore del consulting e dell'audit che ha acquisito slancio dopo lo scandalo delle fughe di notizie fiscali di PwC.
  • Il nuovo presidente Michael Ebeid ha presentato le sue scuse alla senatrice Deborah O'Neill dopo aver precedentemente definito false le sue affermazioni su KPMG.
La crisi di KPMG Australia si aggrava: il consulente generale e il responsabile delle Risorse Umane lasciano l'azienda prima dell'udienza parlamentare

KPMG Australia sta affrontando un'altra settimana turbolenta mentre due dirigenti senior lasciano l'azienda e nuove accuse emergono riguardo al trattamento dei whistleblower, a pochi giorni da un'udienza parlamentare già programmata.

Il consulente generale Louise Capon e il responsabile delle Risorse Umane Dorothy Hisgrove si sono dimessi. Le loro partenze arrivano mentre l'azienda si prepara a un rinnovato esame sul modo in cui ha gestito le accuse di cattiva condotta all'interno della divisione audit.

Le uscite seguono le rivelazioni secondo cui KPMG ha pagato più di 500.000 dollari a un ex senior manager che aveva sollevato accuse di irregolarità nella divisione fiscale dell'azienda. Il pagamento sarebbe stato soggetto a clausole di riservatezza. Le accuse includono presunte commissioni segrete e uso improprio dei fondi dei clienti, sebbene rimangano accuse non provate anziché accertamenti definitivi.

Nel frattempo, i documenti diffusi prima dell'udienza parlamentare di venerdì hanno gettato ulteriori dubbi sulla gestione da parte dell'azienda di un whistleblower dell'area audit. Secondo quanto riportato, KPMG ha fornito allo studio legale Ashurst solo informazioni limitate sulle accuse, pur avendo già ottenuto materiale più dettagliato e condotto una propria indagine interna.

Ciò assume un rilievo particolare poiché KPMG ha già riconosciuto carenze nei propri processi relativi ai whistleblower, comprese lacune nella gestione dei reclami e un'insufficiente rigidità nelle indagini. Diversi dirigenti di alto livello hanno lasciato l'azienda in relazione alla controversia in corso, tra cui l'ex CEO Andrew Yates e l'ex presidente Martin Sheppard.

L'udienza rientra in un'inchiesta più ampia del Senato sul settore del consulting e dell'audit che ha acquisito slancio in seguito allo scandalo delle fughe di notizie fiscali di PwC, in cui un ex partner aveva condiviso con i clienti piani fiscali governativi riservati. Quel caso ha dato origine a riforme tra cui un nuovo quadro normativo per gli auditor e controlli più stringenti sui conflitti di interesse all'interno dei Big Four operanti in Australia.

Il nuovo presidente Michael Ebeid si trova ora ad affrontare la difficile sfida di difendere le strutture di governance dell'azienda cercando al contempo di voltare pagina rispetto allo scandalo. Ha inoltre presentato le sue scuse alla senatrice Deborah O'Neill dopo aver precedentemente definito false le sue affermazioni su KPMG.

Con il Parlamento pronto a interrogare KPMG venerdì, l'attenzione si sta spostando sempre più dalle singole accuse di cattiva condotta verso le più ampie pratiche di governance dell'azienda, i processi legali e il trattamento complessivo dei whistleblower. Le conclusioni dell'inchiesta potrebbero influenzare ulteriori azioni legislative in materia di tutela dei whistleblower e regolamentazione delle società di audit, settori in cui l'attuale quadro australiano è stato criticato dalle organizzazioni di advocacy per la mancanza di sufficienti poteri di enforcement.