I piccoli investitori sudcoreani investono 4,6 miliardi di dollari in azioni statunitensi mentre il mercato interno collassa
Punti chiave
- •I piccoli investitori sudcoreani hanno destinato 4,6 miliardi di dollari ad azioni statunitensi nel luglio 2026, quasi il doppio della media mensile di 2,7 miliardi di dollari registrata nel corso del 2025.
- •L'indice KOSPI è sceso di circa il 40% rispetto al picco di giugno, segnando la peggiore performance mensile dalla crisi finanziaria globale del 2008.
- •Gli ETF leveraged su singole azioni introdotti il 27 maggio hanno comportato perdite retail stimate tra 38,7 e 39 miliardi di dollari e margin call per oltre 1,2 milioni di conti.
- •Gli investitori istituzionali esteri hanno venduto un record di 30,72 miliardi di dollari in azioni e obbligazioni coreane nel mese precedente alla svolta retail verso l'estero.
- •I deflussi di capitale combinati hanno intensificato la debolezza del won coreano, creando una dinamica autoralimentante che pone una sfida di politica economica per la Banca di Corea.

I piccoli investitori sudcoreani, comunemente noti come "formiche" per la loro forza collettiva nei numeri, hanno destinato 4,6 miliardi di dollari ad azioni statunitensi durante il mese di luglio — il maggiore deflusso mensile da gennaio 2026 e quasi il doppio della media mensile di 2,7 miliardi di dollari registrata nel corso del 2025.
L'aumento degli investimenti all'estero ha coinciso con una grave flessione del mercato interno. L'indice KOSPI della Corea del Sud ha registrato la peggiore caduta mensile dalla crisi finanziaria globale del 2008, scendendo di circa il 40% rispetto al picco di giugno. Il declino si è concentrato sui titoli di chip e hardware per l'IA che dominano il KOSPI, settori in cui l'economia coreana, dipendente dalle esportazioni, ha investito gran parte della propria traiettoria di crescita — rendendo il sell-off tanto un segnale macroeconomico quanto un evento di mercato.
Turmoil del mercato interno
La Corea del Sud ha introdotto gli ETF leveraged su singole azioni il 27 maggio, attirando una partecipazione retail immediata e massiccia. Questi prodotti hanno raccolto approssimativamente 14 trilioni di won in acquisti netti da parte degli investitori retail, equivalenti a 9,4-9,7 miliardi di dollari a seconda dei tassi di cambio del momento.
Quando le azioni sottostanti — in particolare i leader del settore IA come Samsung Electronics e SK Hynix — si sono invertite bruscamente, la leva ha amplificato le perdite al ribasso. Le perdite retail stimate dalle posizioni leveraged sono risultate comprese tra 38,7 e 39 miliardi di dollari. Oltre 1,2 milioni di conti hanno ricevuto margin call, interessando oltre il 3,4% della popolazione adulta della Corea del Sud. L'episodio riecheggia le preoccupazioni di lunga data dei regolatori finanziari coreani riguardo all'esposizione retail verso prodotti leveraged complessi, una categoria su cui il paese ha periodicamente rafforzato le normative dopo passati episodi di perdite retail concentrate.
Gli investitori istituzionali esteri hanno accelerato il sell-off. Nel mese precedente alla svolta retail, gli investitori stranieri hanno venduto un record di 30,72 miliardi di dollari in azioni e obbligazioni coreane.
Il fenomeno delle "formiche seohak"
I piccoli investitori coreani che acquistano azioni estere sono comunemente chiamati "formiche seohak", un termine che significa "formiche che studiano all'estero".
Entro giugno 2026, le detenute retail coreane in azioni statunitensi avevano raggiunto quasi 200 miliardi di dollari, posizionando i singoli investitori sudcoreani come uno dei maggiori gruppi di possesso straniero in azioni americane. L'afflusso di 4,6 miliardi di dollari di luglio si è aggiunto a una posizione già sostanziosa.
Il cambiamento ha segnato la prima volta da febbraio 2026 in cui gli afflussi netti dei piccoli investitori coreani verso le azioni statunitensi hanno superato i nuovi investimenti domestici in azioni.
Pressioni valutarie
I dati della Korea Securities Depository hanno segnalato la crescente volatilità dei flussi di capitale guidati dagli investitori retail come una preoccupazione sistemica. Ogni dollaro investito in azioni statunitensi come Tesla o Nvidia richiede la conversione da won, intensificando la pressione di vendita sulla valuta locale.
L'effetto combinato di 4,6 miliardi di dollari in deflussi retail e di oltre 30 miliardi di dollari in vendite istituzionali estere ha contribuito a una debolezza persistente del won. Un won in deprezzamento crea un circolo vizioso: quando la valuta scende, gli investitori coreani che detengono attività denominate in dollari vedono rendimenti amplificati in termini di valuta locale, incentivando ulteriormente i deflussi di capitale. Questa dinamica pone una sfida di politica economica per la Banca di Corea, che deve bilanciare la stabilità valutaria con la necessità di supportare un'economia domestica già sotto pressione, con una capacità limitata di frenare i movimenti di capitale guidati dagli investitori retail senza misure che rischiano di scoraggiare gli afflussi esteri.