Corea del Sud: i conti crypto su exchange esteri falliti vanno comunque dichiarati
Punti chiave
- •I residenti sudcoreani devono dichiarare i conti presso exchange crypto esteri anche se la piattaforma è entrata in procedure di fallimento.
- •L'obbligo di segnalazione si basa sul saldo dichiarato del conto, non sulla capacità dell'exchange di elaborare i prelievi.
- •La dichiarazione è richiesta quando i saldi combinati dei conti esteri superano la soglia applicabile almeno un giorno durante l'anno.
- •Il crollo di exchange come FTX nel 2022 ha lasciato molti investitori sudcoreani con asset congelati durante lunghi processi di insolvenza.
- •Gli investitori dovrebbero conservare estratti conto, avvisi di fallimento e registri delle transazioni come prove a supporto dei saldi dichiarati.

L'autorità fiscale della Corea del Sud ha chiarito che i residenti potrebbero essere ancora tenuti a dichiarare i conti detenuti presso exchange di criptovalute esteri anche dopo che tali piattaforme sono entrate in procedure di fallimento.
Il National Tax Service ha dichiarato che i conti di asset virtuali all'estero restano soggetti alle norme del paese sul reporting dei conti finanziari esteri. L'obbligo si applica anche quando un exchange ha cessato l'attività e i clienti non possono più accedere liberamente ai propri asset.
Il chiarimento aggiunge un ulteriore motivo di preoccupazione in materia di conformità per gli investitori sudcoreani in criptovalute che hanno ancora fondi bloccati su piattaforme estere fallite. La questione ha assunto un peso pratico negli ultimi anni, poiché una serie di crolli di exchange di rilievo — in particolare FTX nel 2022 — ha lasciato clienti in tutto il mondo, inclusa la Corea del Sud, con asset congelati durante lunghe procedure di insolvenza.
Le norme di reporting includono gli asset crypto
La Corea del Sud richiede ai residenti di dichiarare i conti finanziari esteri quando i saldi combinati superano la soglia applicabile almeno un giorno durante l'anno. Queste norme includono esplicitamente i conti utilizzati per il trading di criptovalute.
Seconda la posizione dell'autorità fiscale, il fallimento di un exchange non rimuove automaticamente il conto dal quadro di segnalazione.
Per gli investitori, la situazione può complicarsi quando non sono in grado di prelevare o trasferire i propri asset. Tuttavia, l'obbligo di segnalazione riguarda il conto estero e il saldo dichiarato, non la capacità attuale dell'exchange di elaborare i prelievi.
La Corea del Sud ha continuato a rafforzare la supervisione sulle attività di criptovalute all'estero. Il National Tax Service ha dichiarato che le detenzioni di criptovalute hanno rappresentato una parte significativa degli asset dichiarati tramite il sistema dei conti finanziari esteri.
Aumenta la pressione in materia di conformità
Il chiarimento arriva mentre la Corea del Sud amplia il monitoraggio degli asset digitali e delle transazioni transfrontaliere. Recentemente le modifiche normative hanno inoltre rafforzato i requisiti di identificazione della clientela e di antiriciclaggio per le imprese di asset virtuali e, ai sensi dell'Act on Reporting and Using Specified Financial Transaction Information, i fornitori di servizi crypto sono stati inclusi nel framework antiriciclaggio del paese.
Le ultime indicazioni sottolineano un principio più ampio per gli investitori: le difficoltà finanziarie di un exchange estero non cancellano necessariamente le responsabilità di segnalazione a livello nazionale.
Di conseguenza, gli investitori con asset bloccati su piattaforme fallite potrebbero dover conservare estratti conto, avvisi di fallimento, registri delle transazioni e altre prove a supporto dei saldi dichiarati.
La questione è particolarmente rilevante per i clienti di exchange falliti che potrebbero presumere che gli asset inaccessibili non siano più conteggiati. Le autorità sudcoreane sembrano adottare un approccio più formale, richiedendo ai contribuenti di gestire tali detenzioni attraverso il sistema di segnalazione esistente.